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COUNTERPUNCH

Heroes & Ghosts

NoReason Records

  

Era una notte buia e tempestosa in Chicago … più o meno (forse meno…) inizia così la loro biografia, ed è in questa notte che vede la luce la band dei COUNTERPUNCH, from USA, quattro ragazzi quattro, con tanta voglia di picchiare forte sui loro strumenti e con voce ruvida che accompagna le loro songs, band che a breve farà uscire sul nostro mercato, precisamente il 16 Ottobre, il loro ultimo full lenght , HEROES & GHOSTS, una nuova fatica costituita da tredici tracce di punk rock melodico con alcune risonanze acustiche più hard e altre più soft. La line –up è costituita da Eric (chitarra e voce), Rod (basso e voce), Brian (chitarra e voce) e El Richo (batteria). Brian è un ex BREAK THE SILENCE, grande band hardcore di Chigago dal passato (e presente) ragguardevole. Tornando ai nostri, dopo solo pochi anni di hard job si possono ritenere fieri di annoverare nel loro curriculum diverse esperienze live come support band dei seguenti mostri sacri: Raise Against, Strung Out, Death By Stereo, The Vandals, A Wilhelm Scream, The Swellers, Only Crime, The Loved Ones, Much the Same e degli Alkaline Trio, solo per fare alcuni nomi, tutti numeri uno nella scena rock, punk e alternativa in genere. I quattro di Chicago sono la prima band d’oltreoceano in NRR, con alle spalle vendite notevoli e live a catena. Anche per questo lavoro la professionalità è indubbia. La sintonia tra di loro è palpabile così come la voglia di divertirsi su tutto. Tutto è fatto bene, in stile, style rock, ma…quello che non noto è l’originalità, trattandosi di un basic punk rock, con poco hardcore, indubbiamente ben fatto, ma niente che faccia esaltare o strippare, ma forse anche qui vale il detto: no news good news? Mah speriamo. Comunque addentrandoci nella musica, si parte forte con la prima traccia che porta lo stesso nome dell’album, e il livello elevato e veloce lo si tiene track by track, la voce è grezza così come i cori in scream ben strutturati, il sound dinamico e ritmato, come in “Constraints and Anchors” e in “We Believe”. Più lento con “When the Curtains close”, con basso dominante in “March of the Paper Tiger” che è tra l’altro il pezzo più hardcore del disco. “Strings of Destiny” parte con voce di bambini che gridano “Yes we can” per poi buttarsi su una batteria punk , dopo di che scendiamo verso un sound più soft e leggero con “Sweet and Sour”, con intro di chitarra e voce che poi andrà a salire con apertura alle altre strumentazioni. “So long” è l’ultima traccia, ed anche la più melodiosa. Devo dire a loro favore che la band punta poco sull’immagine e tantissimo sulle sonorità e questo è molto positivo, dato che troppa immagine non fa bene alla musica. Che dire? Punk for ladies , beh la giusta sdolcinatezza che non guasta … quindi Punch it !

Link: www.myspace.com/counterpunch ; www.counterpunchrock.com

 

Recensione di Margherita Simonetti

NEVERDREAM

Said

TWILIGHT ZONE RECORDS

 

Nuovo lavoro per i NEVERDREAM, la band di Guidonia nata nel 2004 con all’attivo precedenti e affermati risultati, tra i quali cito “Chemical Faith” (2006) e “Souls” (2008), tutti con tesi vere e proprie, e anche molto serie, quali la droga o la tragedia di Chernobyl. Ci troviamo di fronte ad artisti impegnati dunque, con cura particolare per la tematica, che anche per il nuovo lavoro è forte, infatti in questa produzione datata 2010 il concept è l’Africa, è l’intraprendere un viaggio in questo meraviglioso continente, in una terra dai mille volti, un viaggio introspettivo e di riflessione profonda sulla storia di questo grande paese. “SAID”, questo è il nome dell’album, esce con etichetta Twilight Zone Records , fresco fresco di pubblicazione, formato da sette lunghissime (una di oltre 15 min) tracks ben precise, di cui la veste sonora dark progressive è la prima cosa che l’udito percepisce e ce la si sente addosso. I suoni sono sempre molto forti, irruenti e veementi, oltremodo accurati e precisi, e soprattutto moderni progrediti e attuali. La line –up è cosi costituita: Giorgio Massimi alla voce, Giuseppe Marinelli alla chitarra, Mauro Neri alle tastiere, Federico Criscimammi al basso, Fabrizio Dottori al sax e programming e Gabriele Palmieri alla batteria e cori. Artisti impegnati e ispirati da un deep sound introspettivo e concentrato sull’obiettivo finale, rendere importante sia la musica che il contenuto. Quello che risalta immediatamente è l’uso innovativo del sax, sapientemente inserito in un cotanto contesto. Il sax alleggerisce e dona melodia al sound forte dei sette percorsi africani, ottenendo un progressive metal intriso di ben amalgamati rhythms of Africa. Una cosa però genera perplessità, ed è la lunghezza delle tracce, che spezza l’equilibrio costituito, il troppo lungo le rende difficili da recepire in toto, creando attimi di sbandamento e confusione senza riuscire a fare intravedere un finale che ne definisca la degna conclusione, mantenendo comunque immutata la indiscutibile classe. Ecco questo è un punto che un po’ sbalordisce, nei pezzi i giri variano parecchie volte in maniera professionale, ma creano dispersione e smarrimento, e difficilmente appassionano e tengono lì fino alla fine. A parte ciò, in questi sette istanti il fantastico continente viene messo a nudo, rimarcando i momenti delicati e decisivi dell’Africa così come ponendo l’accento su personaggi che hanno segnato la storia stessa di questo sfaccettato paese così ricco e così povero. Pertanto, senza dubbio il concept è supportato dalla musica adeguata, e la musica supporta il concept scelto, arrivando alla destinazione finale ricca di atmosfera raffinata, sottile e ricercata, dimostrando ancora una volta che buone band producono buoni lavori.

 

Tracklist: KINSHASA -GOD’S MISTAKE -SECRETS -BLACK MIRROR -VOODOO -

AMISTAD -THE LONG WALK TO FREEDOM

Link: www.neverdream.de ; www.myspace.com/neverdreamband

 

Recensione di Margherita Simonetti

SOUNDGARDEN

Telephantasm

A&R Records

 

Tornano ufficialmente sul mercato discografico, dopo la loro reunion live di qualche mese fa, i Soundgarden. Band storica della scena di Seattle, il quartetto ha saputo raggiungere nel corso degli anni una fama smisurata, dovuta anche a clamorosi successi radiofonici quali “Black hole sun”. Il loro cantante Chris Cornell è un sex symbol che fa battere moltissimi cuori femminili e dopo la fine della sua avventura con i Soundgarden si è misurato con un altro supergruppo formato da 3 Ex Rage Against The Machine,vale a dire gli Audioslave, che hanno avuto un successo a corrente alternata e soprattutto con una controversissima carriera solista,molto contestata in alcuni frangenti da moltissimi suoi fans, che l’hanno accusato di essersi eccessivamente venduto al mercato discografico, ma che comunque ha regalato qualche pregevole momento quale “You know my name”, tratta da un film di James Bond.

Matt Cameron, il loro batterista, è entrato a tempo pieno in un’altra leggendaria band di Seattle, i Pearl Jam, raccogliendo sempre piu’ consensi e svariate copertine sulle riviste dedicate a batteristi e affini. Kim Thayil, chitarrista di origine indiana e Ben Shepard, bassista dal carattere molto discusso, son stati certamente piu’defilati nella loro carriera fuori dai Soundgarden e han messo in piedi progetti sporadici e suonato qua e là in qualche disco.

Il cd è uscito in varie edizioni lo scorso 28 Settembre e ha ottenuto subito una grande visibilità grazie a ”Black rain” unico inedito presente nel lavoro, finito nel l’attesissimo videogioco ”Guitar Hero:Warrior of rock” e con le altre tracce del primo cd disponibili per il download sul sito della X-box e del videogioco, autentico fenomeno ludico del decennio. Mi piange il cuore a non vedere incluse due tra le loro mie canzoni preferite, vale a dire “Searching with my eye closed” e “The day I tried to live”, ma bene o male tra versioni dal vivo di “Rusty cage” assolutamente pazzesca, “Get on the snake” e delle immortali “Outshined”, ”Big dumb sex” e “Black hole sun”, son tutte presenti all’appello. Anni fa, all’epoca della loro separazione, era uscita una loro raccolta che comprendeva anche qualche loro b-sides. Magari se siete già in possesso di tale raccolta, non so fino a che punto possa interessarvi totalmente questo nuovo cd. Se non ne siete in possesso,virate decisamente su questa, procurandovi la versione deluxe, con qualche euro in piu’ di spesa; ha anche un’ottima sezione dvd con vari videos dei loro maggiori successi. Visto che bene o male son già tutti brani noti, mi limito ad analizzare in profondità l’inedito “Black Rain”. Brano che risale alle sessions di “Badmotorfinger” e che è stato completato e riarrangiato in questi mesi. Sinceramente non so se le parti vocali di Chris risalgono a quell’epoca o se li ha ricantate. Di sicuro è il Chris ugola d’oro dei vecchi tempi. I riffs di Thayil pagano pegno pesante a Iommi, specie nell’intro molto ambientale e oscuro;la potenza della sezione ritmica Shepard (coautore del pezzo con Thayil) e Cameron è distruttiva nel suo incedere. Brano molto tecnico e non veloce nel suo evolversi, che si chiude poi con un altro intro molto ben riuscito. Un cd che gli appassionati dei Soundgarden non si lasceranno sfuggire.

 

Recensione di MauRnrPirate

PHINX

Login

Irma Records

 

Da poco sugli scaffali musicali e store online, il primo full-lenght della band vicentina Phinx dal titolo digitale ”Login”, una nuova creatura di casa Irma Records, prodotto da Michele Rebesco e Alberto Zanotto. Questi musicisti: Francesco Fabris (voce, chitarra e programmi), Pietro Secco (basso, synth), Alberto Paolini (batteria, groovebox) e Daniele Fabris (synths, sequencers), provenienti da Bassano del Grappa ed attivi dal 2007, prima di arrivare ad un contratto vero e proprio ne hanno fatta di strada, ed hanno fissato tappe fondamentali nella loro formazione. Agli inizi della carriera vincono il Myspace Contest nazionale con una demo completamente auto-prodotta, e catturano l’attenzione di Pianozero con cui firmano un contratto di produzione, successivamente nel 2009, Mtv porta all’attenzione del grande pubblico il primo singolo ”The Gamer”, definendoli come “next big thing” e li invita in alcune date di TRL On Tour (che per un musicista di certo non è poco!!). L’album è il risultato tangibile della loro esperienza triennale, 14 brani dal sound energetico, che scavalcano come un’onda il muro definito dalla parola elettronica. Sperimentano e curano fin nei minimi dettagli ogni brano, e l’aumentano di spessore, aggiungendo per esempio una batteria martellante in “Login” e “Get Panic”, secondo singolo propriamente più frivolo e leggero in rotazione su canali televisivi e radio. Si distinguono per momenti più intensi “The Gamer”, che affida l’intro alle chitarre e sfuma sulla composizione sintetizzata e “Mask”, che con un pizzico di rock anni ’80, restituisce un mix originale senza dubbio accattivante, ricordando che a parte la pratica tecnologia, esistono il cuore e la tecnica della formazione musicale. Non colpisce particolarmente “Anorexic Madonnas”, poiché la voce di Ilaria Fiorese ha un timbro, che ricorda la nota cantante Madonna. Altro brano che merita di essere ascoltato è “Give me Beauty”, che nella sua semplicità strumentale unita alla melodia romantica può placare i sensi fino ad ora stravolti, a parte ovviamente ( e non sarebbero i Phinx altrimenti!) un intervallo sintetico di breve durata. Questo “Login” rappresenta quindi la loro anima divisa dall’amore per il mondo digitale e per i computer da una parte, ma legata ai vecchi schemi musicali di testi meditati e malinconici dell’indie-pop dall’altra. In conclusione ha davvero le carte in regola per attrarre la vostra attenzione ed è soprattutto lontano dagli stereotipi del sabato sera.

 

Recensione di Francesca Perciballi

SISTER SIN

True Sound of the Underground

Frontiers Records

 

Gli svedesi Sister Sin tornano dopo l'ottimo esordio discografico “Switchblade Serenades” ancora più carichi e convincenti che mai. Molte band dopo i fasti esordi hanno il rischio di cadere nell'oblio o essere totalmente avvolti dal clamore della critica. Loro no, si sono rimboccati le maniche e hanno continuato per la loro strada macinando in tutto il mondo del sano rock 'n roll. Quel rock 'n roll che con grande facilità riesce a scatenare i nostri corpi pieni di adrenalina. Quel rock anni 80 che si rifà molto ai Motley Crue e Skid Row dei tempi migliori, aggiungendo quel pizzico di Metal e un'attitudine punkeggiante che non guasta mai. Si sono fatti le ossa suonando in tutta europa con band del calibro di Motorhead e Arch Enemy, in più hanno avuto il piacere di avere il loro primo singolo “On Parole” tra le canzoni del noto gioco “Rock Band” (un sistema che molti criticano ma che ai giorni d'oggi pare essere uno dei pochi modi per farsi conoscere). Il risultato di tutto questo è “True Sound of the Underground” uscito a Luglio sotto la Frontiers Record. C'è poco da dire: un lavoro fantastico che travolge e appassiona dal primo all'ultimo ascolto. Un groove pazzesco e la grintosa e carismatica Liv (cantante) che spicca su tutto. Questa band è un vero e proprio rullo compressore che sprigiona tutta la loro grinta dal vivo. Portare questo entusiasmo anche in studio non è cosa da poco. Loro ci riescono benissimo. E' difficile trovare un difetto in questo lavoro. La title e open track, “Autrage” e Better Than Them” valgono da sole l'acquisto del disco. Se poi ci aggiungiamo anche una chicca come la Cover dei grandi U.D.O, “24/7”, eseguita magistralmente e con grande personalità, allora siamo veramente di fronte ad un fenomeno in ascesa. Ottima inoltre la punkeggiante “I Stand Alone” ma il vero capolavoro dell'album rimane “The Devil I Know”: brano dalle chiare linee anni 80 e un groove travolgente e cattivo al punto giusto. C'è poco altro da dire. Ascoltate questo “True Sound of the Underground” e capirete perchè. Passerete sicuramente quaranta minuti di felicità! Straconsigliato

 

Recensione di SimoSuicide