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ANTILLECTUAL

Start From Scratch!

No Reason Records

 

Quando ho iniziato a scrivere per RockRebelMagazine, nella mia prima recensione ho manifestato palese la mia stanchezza nei confronti del troppo ascolto di musica punk di quel periodo, volgendomi quindi volentieri al rock e all’alternativo di casa nostra e non solo, e per un certo momento così è stato e pure bello, devo dire senza sentirne la mancanza. Poi ecco che inserisco nel lettore un CD passatomi da AngelDevil dal titolo START FROM SCRATCH ! firmato Olanda (distribuito in Italia dall’etichetta No Reason Records) degli ANTILLECTUAL, e rinasce in me la voglia di punkrock, ma di quello fatto bene però, e qui ce n’è tanto direi. Non mi stanco di ascoltarlo e ogni volta ne colgo giri nuovi, sfumature diverse, un lavoro sicuramente da mettere tra quelli migliori di questo anno 2010. Beh gli ANTILLECTUAL sono Willem alla chitarra e voce, Tom al basso e voce (che sostituisce definitivamente il precedente bassista Yvo) e Riekus alla batteria e voce, non stiamo parlando di sprovveduti, e nemmeno di neofiti, bensì di artisti musicisti noti nell’ambiente underground per i loro precedenti lavori, tra i quali segnalo quello che li ha resi ciò che sono, “Testimony” del 2008 (anche se la loro attività è decennale), nonché per i numerosi tour Europei e ben tre negli States, quindi dei master of punkrock con tanto on the road sul groppone, un gruppo assolutamente noto agli addetti ai lavori. Ci troviamo davanti a una “no frills band” finalmente, dove contano la musica e il contenuto prima di tutto, non il contorno. Ma non sta a me osannarli per questo. Già elogiati dai più, con siffatto nuovo full lenght fresco di distribuzione lo saranno ancora di più. Ci troviamo ad ascoltare 12 tracks accattivanti alcune molto punk altre più melodiche, ma senza dubbio di grande spessore, nessuna scadente, partendo dall’intro fino all’ultima, veloci, che tengono lì, piene di passione per la musica, per il punk su tutto, che spaccano al punto giusto. Gli arrangiamenti sono perfetti, degni di questi pezzi complessi e semplici allo stesso tempo. Qui, rispetto al già nominato penultimo lavoro, l’hardcore è lasciato un poco in disparte, tranne per alcuni accenni e sprazzi qua e là il sound si percepisce essere più musicale e ritmato. Segnalo due egregie collaborazioni all’interno del disco, quella del canadese cantante e chitarrista dei Propagandhi ,Chris Hannah ,nella track “Cut the ground from under our feet”, e quella della cantante dei Midnight Menace, Heleen Tichelaar, in ben due tracks, nella numero 2 “Buyer’s remorse” e nell’ultima “So much more”. Detto ciò, questo disco mi piace , mi piacciono i testi non buttati lì a caso ma sempre lucidi e intelligenti, rivolti alle questioni sociali con critica acuta a un sistema inesistente, mi piacciono loro , come si propongono e come suonano, mi piacciono per quello che dicono, e per quello che trasmettono, ossia per il loro tanto buon punk rock. Link: www.antillectual.com ; www.myspace.com/antillectual

 

Recensione di Margherita Simonetti

HARDCORE SUPERSTAR

Split Your Lip

Nuclear Blast

 

Parlare in maniera imparziale degli Hardcore Superstar è abbastanza difficile per il sottoscritto dato che si tratta di una delle mie band preferite che seguo fin dagli esordi. Ma si tratta sicuramente di un giudizio imparziale se dico che loro di strada negli ultimi 12 anni ne hanno fatta parecchia e rappresentano una di quelle band di punta di un genere, lo Sleaze, che ormai da diverso tempo pare aver preso fissa dimora in Svezia. Quello che però contraddistingue il quartetto di Goteborg da altre band similari, è che nel corso della loro carriera non hanno mai rinunciato a cambiare il proprio stile musicale, aggiungendo al loro sound un amalgama a tratti Pop (con “No Regrets”) e a tratti Metal (“Dreamin' in a Cascket” e “Beg for It”) creando sempre delle canzoni di ottima fattura e dal grande impatto sia emotivo che sonoro grazie anche alla splendida voce del carismatico Jocke Berg, senza dubbio una delle ugole più interessanti degli ultimi 15 anni. Oramai dei “classici” i brani che li hanno resi celebri (da “Someone Special” a “Shame”; da “Wild Boys” fino a “We don't Celebrate Sunday”) e, dopo il forfait del rimpianto e grintoso Thomas Silver, non hanno perso il loro smalto ma, anzi, con il nuovo chitarrista Vic Zino (ex Crazy Lixx), hanno trovato nuova linfa vitale, continuando a macinare brani e a sputare sudore sui palchi di mezzo mondo portando la loro fama sempre più in crescendo. Dopo l'ambiguo seppur valido“Beg for It”, album che ha proiettato la band verso orizzonti Sleaze/Thrash Metal (da loro stessi coniato con il termine Sleaze Metal), tornano oggi con il loro settimo album in studio: “Split Your Lip”. Un album che farà gridare di gioia tutti i vecchi fan del quartetto Svedese in quanto si tratta di un “ritorno alle origini” dal punto di vista musicale, cioè a quello Sleaze/Street rock che gli ha resi celebri e che pareva ormai accantonato dopo la pubblicazione degli ultimi due lavori, a seguito di quell' “Hardcore Superstar” che gli aveva portati di nuovo alla ribalta dopo un periodo di pausa riflessiva e, direi, pure salutare. E' ormai una triste moda per i fan di qualsiasi band ritenere i primi album i migliori in assoluto e quell'aria nostalgica della serie “quant'era fico il primo” nell'ascoltare qualcosa di nuovo è sempre in agguato. Ma se questo nuovo lavoro non eguaglia album come “Bed Sneakers and a Pina Colada”, “Thank You” e “Hardcore Superstar”, poco ci manca davvero. “Split your Lip” è di gran lunga uno dei migliori lavori della band. Jocke, Adde, Martin & co. hanno fatto quello che li riesce meglio, ovvero del sano rock 'n roll dalle melodie accattivanti ed intense, con pochi fronzoli e dal grande trasporto emotivo. Vic Zino ormai dimostra di essere entrato in pianta stabile e in totale sintonia con il resto della band e i suoi riff sono sicuramente molto coinvolgenti e azzeccati. Si parte con un trittico da paura con “Sadistic Girl”, “Guestlist” (con un simpatico intro in portoghese) e una delle chicche di quest'album “Last Call for Alcohol”; un brano potente con i cori del ritornello fatti apposta per essere gridati a squarciagola dal pubblico in sede live o a tutta birra mentre siete seduti sulla vostra auto. Un potenziale secondo o terzo singolo futuro. Con la title track “Split your Lip” si toccano orizzonti di chiaro stampo Ottantiano, in pieno stile Motley Crue, con un testo divertente e un ottimo a-solo di Vic Zino. E si arriva poi al primo singolo estratto da quest'album: “Moonshine”, presentato già questa estate dal vivo nei loro concerti. Un brano che sorprende per l'inizio lento e in crescendo, con un testo creato ad arte per essere stampato nella mente delle persone dopo i postumi di una sbronza colossale, come il vecchio zio Adde ha voluto far presente, (“Don't talk about Moonshine/ don't talk about white wine/ I'm gonna find lies/ sick twisted strange kind”; quasi una filastrocca impossibile da non canticchiare fin dal primo ascolto!). Con “Here comes the sick bitch”, song anch'essa già presentata dal vivo con largo anticipo, si arriva al primo brano acustico non solo di questo lavoro ma credo di tutta la loro carriera. Un brano emotivo e malinconico, che parla di delusioni e amori spezzati, con un'intensità vocale di Jocke Berg che mette i brividi. Uno degli aspetti di rilievo di questo “Split Your Lip” è infatti la voce di Jocke che appare molto più intensa, grintosa e “vissuta” rispetto agli anni precedenti. Un misto tra rabbia e malinconia, a tratti roca e meno pulita del solito. Una caratteristica che per chi segue gli HS da sempre avrà sicuramente modo di notare. Questo aspetto rende ancora più intrigante e interpretativa l'esecuzione di ogni brano che può rappresentare un segno di netta maturità e navigata esperienza sia del Frontman che di tutta la band, con testi a tratti profondi e quasi autobiografici. Con “Honeymoon” si torna su orizzonti più metal soprattutto nella parte iniziale ed introduttiva del brano, dove ricorda vagamente i System of a Down, ma per riprendersi subito dopo in tratti ben più rock, con un ritornello melodico e coinvolgente. Un altro brano di alto livello di questo lavoro. Il disco si chiude poi con il lentone “Run to your Mama”. Brano basato sul duo piano/voce, con tema l'amicizia, che promette bene all'inizio ma che poi scende in banali “ooohhh-Yeaaaaahhh” usati quasi come a riempire la parte conclusiva della canzone. Peccato perchè la canzone, seppur bella, poteva essere ben più strutturata ed intensa. Anche qua si sente tutta la drammaticità della voce di Jocke e il tutto mette veramente i brividi; con un po' più di lavoroed impegno sarebbe diventato un brano capolavoro, ma tant'è... In conclusione questo “Split Your Lip” si colloca di diritto tra uno degli album migliori della carriera degli Hardcore Superstar e sicuramente i fan di vecchia data, come me, ne saranno entusiasti. Scordatevi le sperimentazioni Metal, qua si suona del sano e fottuto rock 'n roll!

Da non perdere!

 

Recensioni di SimoSuicide