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ROYAL REPUBLIC

We Are The Royal

Roadrunner Records

 

One, two, three! Comincia così “We Are The Royal”, l'album di debutto degli Svedesi Royal Republic con un riff di chitarra che fà subito intuire cosa si è infilato nel lettoreCD. Band originaria di Malmö che ha sposato la causa del buon, sano, divertente Rock'n'roll. Il lavoro contiene tredici traccie piene di energia accompagnate dalla bella voce di Adam, non si scende mai di tono, il ritmo è sempre alto e fin dal primo ascolto ne resto colpito al punto da non "skippare" nessuna canzone. Dopo vari ascolti alcuni brani prevalgono più di altri e restano facilmente in testa ,dall'intro "The Royal", "Good to be bad", "21St Century Gentlemen", ma è l'insieme a farne un buon prodotto. Le sonorità ricordano altre Band come i primi JET o i vicini di casa D.A.D., senza però cadere nella banalità o nel già sentito. Per essere un debutto si può affermare e sperare che le repliche seguiranno la stessa strada. Niente di innovativo, d'altronde nella musica non c'è più niente da inventare, ma è per questo che ci piace . Anche nel look ricordano vecchi Rocker con capelli impomatati. Fatevi un giro sul loro spazio ww.myspace.com/royalrepublicsweden  per farvi un idea. Quando capita di ascoltare un buon disco come questo il passo successivo e costatare se in un concerto il risultato è il medesimo. Aspettando una loro venuta nella nostra patria il consiglio è di toccare con mano quello qui scritto. Se amate in rock'n'roll tirato e coinvolgente è il vostro prodotto. Rimane da dire che il tutto è stato prodotto da Hallbäck e Stefan Glaumann (Rammstein, Clawfinger, Apocalyptica) per la Roadrunner Records.

 

Recensione di Luca Casella

LESTER AND THE LANDSLIDE LADIES

Estranged In Ladyland

Tornado Ride Records

 

Con un passato e un presente di tutto rispetto, Alberto detto Alpa aka Lester Greenowski, fondatore della band modenese LESTER AND THE LANDSLIDE LADIES attiva da ormai parecchi anni, precisamente dal 2002, non ha mai smesso di suonare e conta alle spalle circa 600 performance live (tra le quali non scordiamo di menzionare il ruolo importante di support band al seguito di grandi nomi) e svariati lavori in studio; è lui, che con diversi cambi di line – up, ottenendo la fama di stronzo del villaggio, si può ritenere fiero di fare parte di uno dei gruppi più importanti del panorama musicale alternativo italiano ed è sempre lui e solo lui a tenere in piedi questo circo. L’attuale formazione che fa nascere il nuovo album ESTRANGED IN LADYLAND è la seguente: Lester_voce e basso, Vinn_chitarra e voce, Gak_chitarra, Spappo_basso, Leader_batteria. Il risultato è un disco interessante, intriso di cose ben fatte, con un buon tutto e un good american sound. Quest’ultimo è un rock n’ roll sano come un pesce, d’ispirazione seventy americana e con spruzzate di condimento punk che non guasta mai. Sin dalla prima traccia siamo spinti al ballo da un sonoro divertente ma di spessore, accompagnato da una voce perfettamente combinata al tono e con accento inglese perfetto, una voce ruvida e molto sporca, si potrebbe definirla una voce di strada. La prima parte del disco, ossia le prime sette canzoni sono quelle che più racchiudono il Lester pensiero, da “Eat it up”, “A Drug I Can’t Deny”, “From the Start”, “Margarida” in avanti, si parte veloci in una corsa senza sosta e si continua in scioltezza con le altre, anche quelle in coda all’album mantengono comunque sempre alto il livello e non scadono mai, lasciando da parte inutili fronzoli e andando sempre al dunque, con quattro accordi ben messi, generando un good sound di tutto rispetto, senza essere mai banali , anzi divulgando classe a go go nella loro semplicità, non calando mai, divertendoSi e divertendoCi, con un certo savoir faire. Che Lester e le sue ladies siano superiori alla maggior parte delle attuali band non ci sarebbe nemmeno bisogno di scriverlo, basta mettere il cd nel lettore e ascoltarlo, qui c’è il Rock N’ Roll e qui c’è la dimostrazione che anche in Italia lo si sa fare, basta averne le capacità certo, ma anche avere tanto entusiasmo e crederci sempre, ed è soprattutto facendosi un culo così che il risultato arriva. Lester dovrebbe insegnare ai suoi colleghi musicisti cos’è l’umiltà e tenere un corso per chi intraprende questa strada su come “continuare nella conquista del mondo una bettola per volta”, ma con stile. Link: www.landslideladies.com ; www.myspace.com/landslideladies

 

Recensione di Margherita Simonetti