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ATOMIKA KAKATO

Old Wave Prophets

Lo Scafandro / Wondermark

 

“Chitarra: URANIO, Basso: PLUTONIO, Batteria: DEUTERIO, Tastiere, voce e vaccoder: STRONZIO”…beh già una presentazione così ci fa intuire che qui di convenzionale c’è poco… sul nome della band soprassediamo, dove si va a parare è palese, il Giappone fa tanto fashion oggigiorno, ma noi sappiamo benissimo che è il significato all’Italiana quello che colpisce, e siccome l’ironia è arte, e qui ce n’è, la cogliamo, sorridiamo, ci divertiamo e ascoltiamo. La parola inglese funny ci sta alla perfezione. Diciamo subito: ci piace con pollice su ! Con l’avvicendarsi dei brani non possono non venire in mente i balli anni Ottanta stile Righeira con le braccia che fanno avanti e indietro a mo’ di surf dance…e qui di Ottanta ce n’è parecchio, di Ottanta disco dance su tutto, insieme all’Ottanta delle soundtrack dei cartoni animati giapponesi che piacciono tanto a tutti noi. Sì, British Sound, reminescenze di grandi nomi, tutto udibile dalle nostre orecchie, ma la percezione di disco dance è la più azzeccata. Il darkeggiare e il sound cupo in genere non sono roba loro, che siano anni Ottanta sì, ma è l’onda felice di quell’epoca che viene colta e reinventata egregiamente. La band, il cui abbigliamento nelle foto di repertorio richiama quello degli Operai del Rock n’ Roll, è composta da artisti di spessore nonché grandissimi fighi, noi, ad ogni modo è al risultato finale che guardiamo, ed è buono, ma è l’effetto scanzonato quello che positivizza il tutto al massimo, oltre sicuramente ai lodevoli armonici, con chitarra e synth ben amalgamati che si riscontrano subito partendo dalla prima song, indi dalla seconda in poi si ha la conferma che l’ascolto si farà sicuro e la voglia di continuare senza skippare diventa una certezza. La cover track inclusa, un versione Eighty della bellissima già di suo “Hello I Love You” dei mitici The Doors la si ascolta anche cento volte senza stancare, anzi piace assai, porta in un mondo dance psichedelico nel quale ci si rimane volentieri. A parte questo, la mescolanza di Ottanta e giorni nostri ne crea un sound brillante lungo tutto il percorso sonoro. Un piccolo appunto sulla pronuncia non lo si può non fare, l’inglese con italian accent fa passare l’esame con un sei stiracchiato, si può migliorare, anche perché la voce, intonata, si sposa perfettamente con il sonoro. Finally, no news good news dunque, questo è un motto che ci sta benissimo, se revival deve essere che revival sia, ma il sapere interpretare la new e old wave in una veste moderna è una sfida dal risultato con segno più. “Profeti della old wave” avanti tutta ! Si è capito che stiamo viaggiando a ritroso negli anni Ottanta con spinta in avanti ? Link: www.facebook.com/Atomika-Kakato

 

Recensione di Margherita Simonetti

SLASH

iTunes sessions

I-tunes Usa

 

Interessantissima uscita di fine 2010 per Slash e la sua band. Sei canzoni al fulmicotone di una band ormai decisamente affiatata da svariate esibizioni live nel 2010. C’è da dire che, le uscite discografiche relative al progetto solista di Slash sono in pieno stile Hudson:vale a dire infinite. C’è l’album pubblicato in parecchie edizioni con ogni sorta di ben di Dio per il fan, da dvds, a plettri, da demos, da pezzi rari eccetera eccetera e c’è anche la possibilità di acquistare online molte sue registrazioni dal vivo dal soundboard tramite la Abbey Road live. Questa uscita era stata annunciata da Slash tramite Twitter mesi addietro. Parlava di otto canzoni registrate appositamente in studio e dal vivo a beneficio esclusivo di I-Tunes. Purtroppo tali canzoni, sono per ora disponibili solo per l’I-tunes americano e fortunatamente i miei contatti sparsi nel globo mi hanno permesso di avere l’opportunità di sentire questo piccolo capolavoro. La band sembra che venga a suonare appositamente per te e la pulizia del suono, il perfetto mixaggio e l’amalgama tra le varie componenti della band, sono la cosa che giunge subito al tuo orecchio. Molti continuano a fissarsi sul binomio vincente della coppia Kennedy e Slash, ma qui è tutta la band che spinge al massimo. Le rullate del batterista Brent Fitz ad esempio impreziosiscono una versione al fulmicotone della storica e zeppeliniana ”Communication break down” che la band di Slash, propone spesso dal vivo. Kennedy raggiunge note ignote all’attuale Plant e sicuramente è spiegato proprio in questa canzone, la voglia dei Led Zeppelin di fare un tour proprio con lui pochi anni addietro. Nessuno viene deluso, credo dall’ascolto di questo mini EP. “Back from cali” è sicuramente piu’ lieve, rispetto al disco e risente sicuramente delle influenze della stessa suonata da Slash e Myles acustica per le “Max sessions”.

“Fall to pieces” è addirittura meglio, della già eccelsa versione dei legittimi proprietari Velvet Revolver. “Rocket Queen”, pezzo sacro per ogni Gunners del Pianeta Terra e non solo, gode di un’incredibile intervallo, molto simile a quello storico del periodo 1987 dove la mischiavano con “It tastes good,don’t it” dei rappers N.W.A ed è suonata molto aggressiva rispetto all’originale dei Guns N’Roses. Myles non scimmiotta Axl, ma bensi’ la personalizza parecchio in talune parti, senza deludere.

“Starlight” è il solito anthem che ti tocca ogni poro della pelle, con la voce di Myles, semplicemente carica di pathos come un Esper di Final Fantasy XIII e con Slash che arpeggia i suoi riffs assassini e con quel coretto che tenti sempre di cantare a squarciagola con risultati deludenti, quando la canti, ascoltandola dal cd.

“Suckertrain blues” è sicuramente piu’massiccia della versione dei Velvet Revolver e Slash anche in questo pezzo si riappropria della sua Gibson Les Paul per suonarla, visto che dal vivo con i Revolver, usa la BC Rich rossa che suona nel video mitico di “You could be mine”.

In sostanza, un’ottima chicca, che consiglio di ascoltare o se riuscite a procurarvela in qualche modo. Slash ha annunciato comunque che tale canzoni, in futuro saranno disponibili anche per altri mercati I-Tunes.

 

Recensione di MauRnrPirate