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STRATOVARIUS

Elysium

EarMusic/Edel - 2011

 

Sono passati ormai 22 anni dal primo disco degli Stratovarius, quel Fright Night che aveva già fatto intravedere le potenzialità del gruppo poi definitivamente esplose con l’ingresso, dietro al microfono, di Timo Kotipelto. Adesso nel 2011, a meno di un anno dal precedente disco Polaris, si ripresentano sul mercato con questo nuovo Elysium. Premetto che l’abbandono di Timo Tolkki, chitarrista e principale compositore della band, non mi aveva fatto pensare ad un futuro roseo per i membri rimasti. In più Polaris non mi aveva affatto entusiasmato (saltai la data in Italia dopo aver visto ogni tour da Visions in poi), come non mi aveva entusiasmato Matias Kupiainen il nuovo chitarrista. Ma a volte i miracoli accadono e questo disco ne è la prova vivente. Già dalla prima canzone, Darkest Hours (uscita già da un po’ di tempo come singolo), si nota che il songwriting è nettamente più incisivo. Le tastiere di Jens Johansson sono in primo piano e il riff di chitarra è tra i più heavy composti dal gruppo. Con Under Flaming Skies si fa un tuffo nel passato, il suo ritmo pressante e il suo ritornello orecchiabile riportano in mente i vecchi successi della band tipo S.O.S. (presente su Destiny). Infernal Maze ha un inizio molto operistico e solenne che viene subito accantonato per proporre un riff decisamente potente e un ritmo serrato dove la sezione ritmica composta da Jorg Michael (drums) e Lauri Porra (bass) lavora alla grande. Ottimi anche gli intrecci solistici di chitarra e tastiere, tra i più belli composti dalla band. Fairness Justified è una slow song dove prevalgono atmosfere cupe e malinconiche. Kotipelto dimostra di essere uno dei cantanti metal migliori, offrendo una prestazione molto coinvolgente senza dover per forza raggiungere i soliti altissimi acuti. Con l’uscita di Tolkki dal gruppo Kotipelto ha sicuramente avuto più spazio per poter sfruttare appieno la versatilità della sua voce. Le canzoni, a livello vocale, infatti risultano essere meno monocordi rispetto al passato e quindi più varie. The Game Never Ends riporta il ritmo del cd alla Stratovarius! Veloce, melodica e con un super ritornello. Con la successiva Lifetime In A Moment la band affronta un territorio mai esplorato prima. La voce è stracolma di effetti, il ritornello è solenne ed è sorretto da un coro operistico , ma quello che colpisce di più è l’atmosfera del pezzo davvero angosciante. Tuttavia, anche se così fuori dai canoni della band, risulta essere uno dei brani più ispirati. Bellissima Move The Mountain, tenera ballad sorretta da chitarra acustica e pianoforte che risulta essere una dei loro lenti migliori. Con la penultima Event Horizon si fa un ennesimo, ma piacevole, salto nel passato. La canzone raccoglie l’eredità delle varie Black Diamond e Eagleheart regalandoci 4 minuti di doppia cassa, tastiere con effetto clavicembalo, scale neoclassiche, e assoli che si intrecciano tra chitarra e tastiere nella loro migliore tradizione. Conclude i cd Elysium, la title track. 18 minuti di canzone: epica, solenne, con cambi di tempo continui, arpeggi acustici, riff pesanti, assoli e tanta melodia! Gran bel pezzo che non sfigura affatto davanti ai pezzi storici della band tipo Visions o Destiny.

In conclusione posso dire che gli Stratovarius hanno prodotto e confezionato un lavoro decisamente bello e sicuramente superiore alle loro ultime fatiche. Consigliato a tutti i fan del power metal. Chi è fan degli Stratovarius (come me) lo compri a scatola chiusa, ne vale la pena.

 

Recensione di Fabrizio Tasso

Pubblicata il 17 Gennaio 2011