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W.E.T

Wet

Frontiers Records 

 

"Apriti Sesamo" e trovi i W.E.T, per un tuffo a tutta immersione nell'indimenticabile e sempre verde melodia rockeggiante anni 80 che Robert Sall (Work Of Art), Erik Martensson (Eclipse), e Jeff Scott Soto (Talisman), ci regalano in un progetto destinato a entrare nella storia per la semplicità e la classe realizzando dodici brani di pregevole fattura. Brani ottimamente composti e ben delineati dai cori maestosi e dalla potenza degli assoli come nelle rock songs "Invincible", track d'apertura e con il titolo che fa da sponda all'intero cd (ai buoni intenditori...), la colossale "One Love", la trascinante "Just Go" che ricorda i Treat di Dreamhunter e non da meno "Damage Is Done" con un riff da far invidia alle più grandi band del genere. Possente corposità anche negli assoli della toccante power ballad "One Day At A Time" e nella più slow e struggente "Comes Down Like Rain" nelle quali le eccelse qualità vocali di Soto si superano!!! Le ariose "I'll Be There" e "My Everything" danno vita, nei chorus, alla scalata verso la vetta più alta della genialità. Una più che doverosa menzione le meritano infine l'anthemica e paradisiaca "Brothers In Arms" e le aoreggianti "Running From The Heartache" e la conclusiva "If I Fall", dalle melodie Journey e un chorus di ineccepibile maestria. Un progetto vincente che Jeff Scott Soto ha dedicato a Marcel Jacobs, amico fraterno e cuore dei Talisman che da lassù continuerà a battere per sempre.

Review by Francesco Cacciatore e Alessandro Mencarini

ALICE IN CHAINS

Black gives way to blue

Emi


Gli Alice in Chains ormai sono attivi sulla scena musicale dal 1986, dapprima come gruppo hair metal che suonava cover di Slayer ed Armoreid Saints ( Layne li definiva un gruppo di travestiti che suonava speed metal) e che si chiamavano Alice in Chainz dove militava il solo Layne e che dopo l'incontro tra Layne e Jerry e qualche cambiamento di stile funk inizialmente, divennero poi gli Alice in Chains che conosciamo, col loro sound unico e che apprezziamo ancora ora. Questo è il loro primo album dopo la morte del carismatico e unico Layne Staley, avvenuta nel 2002, per overdose di eroina. E’ sicuramente uno dei misteri della storia del rock, dimenticarsi di questi eroi, la cui morte è passata agli occhi della massa inebetita da altre morti di personaggi della scena simile(Cobain) come un fatto secondario. Layne, dopo la morte della ragazza, avvenuta anni prima, si era rinchiuso in un totale isolamento e si teneva in contatto con gli altri della band con qualche messaggio qua e là, ma non fu in grado certamente di suonare in quanto schiavo dell’eroina. Dopo alcuni anni dalla sua morte gli Alice in Chains si riunirono inaspettatamente in una data nel 2004 per raccogliere fondi per le vittime dello Tsunami, con i cantanti di affermate bands quali Tool, Damageplan e Puddle of Mudd alle voci. Nel 2006 cominciarono un tour estensivo con voce l’attuale cantante William Duvall, che li portò anche ad esibirsi in una performance a dir poco trionfale al Gods of Metal di Milano. Avevo qualche dubbio sinceramente da fan sfegatato della band (ho tutti i loro lavori) perché pensavo che Layne fosse davvero unico. L’ascolto di questo incredibile cd ha spazzato via ogni mio dubbio. Gli Alice in Chains non hanno cambiato ne genere, ne impostazione delle canzoni. Non si sono ne ammorbiditi, ne hanno abusato di nuove sonorità elettroniche a loro non consone. C’è il giusto equilibrio di canzoni claustrofobiche, quali “Acid Bubble”, che potrebbero essere tranquillamente sul loro capolavoro”Dirt” come ballate quali “Your decision” o “When the sun rose again”. I riffs di Cantrell son riconoscibilissimi, sempre ti entrano in circolo lentamente e ti strapazzano ogni singolo muscolo mentre la sessione del duo Inez e Kinney riesce sempre a fornire una prova all’altezza della loro leggenda. Un pezzo che rappresenta molto bene questo disco sicuramente “Lesson learned”, mid tempo che Duvall canta in modo greve ed evocativo e che ti rende ormai conquistato per bene da questo validissimo cantante che secondo me, è dotato da Madre Natura di una voce parecchio simile su alcune tonalità a quella del compianto Layne con una punta di impostazione funkeggiante e black vista la sua etnia. Davvero si rivela anche su disco, un autentico fuoriclasse. Il disco si chiude con l’episodio che ha incuriosito moltissimi al suo annuncio: la title track”Black gives way to the blue”, canzone dove al piano è nientepopodimeno che ospite Sir Elton John. Due mondi opposti che mi hanno incuriosito e che adoro visceralmente (penso che le ballate della coppia John/Taupin sian irraggiungibili per troppi) e che produce una ballata struggente solo piano, chitarra e voce e che è un tributo a Layne, che sicuramente gradirà. In sostanza questo disco è tra quelli da avere di questo in ogni modo interessante 2009 a livello discografico e che aumenta in modo esponenziale la mia voglia di rigustrarmeli dal vivo all’Alcatraz di Milano a Dicembre. Un disco nato in tour da lunghe jammate registrate sia nei backstage sia nei camerini e che poi portarono la band a fine tour a ritrovarsi un cd pieno di materiale, secondo Cantrell. Jerry aggiunge anche che il secondo passo è stato arduo, vale a dire se registrare questo materiale o meno e se era all’altezza della loro precedente produzione. Cantrell e gli altri, lavorando duramente, hanno ottenuto, secondo loro un disco aldilà di ogni loro più rosea previsione e questo lo posso confermare anch io come fan e come critico. Il disco ha ottenuto un grandissimo successo, raggiungendo nella prima settimana di vendita negli Usa un onorevole 5 posizione nella classifica di Billboard. Se amate la musica, questo è personalmente un disco da comprare originale.

Review by MauRnrPirate

 

PORCUPINE TREE

The Incident

Roadrunner Records

 

 

"The Incident" è il nuovo album degli inglesi Porcupine Tree che, prosegue e si evolve, come ogni altro album della band, a partire da dove il suo predecessore si era fermato: "Fear of a Blank Planet" (2007); era stato un contenitore pregno di genialità, di accenti dall’enfasi e dalla ricerca del passaggio ad effetto che aveva caratterizzato il tutto a una matura ricerca dell’ambientazione sonora. E così nel nuovo disco, Steven Wilson riconferma la sua genialità sonora attraverso un progressive ambient rock, realizzando un lavoro con il sapore sublime dell’essenzialità e, assieme, con il perseguimento di melodie forse più esposte, ma meno logorabili dal tempo e dalla ridondanza. Di sicuro il tratto più caratteristico di questo nuovo lavoro è che si suddivide in due CD, di cui il primo è occupato totalmente dalla title-track, "The Incident", una lunga suite di ben 55 minuti composta in quattordici capitoli, fuse attorno a una “colata” di suoni, anche se la divisioni tra i capitoli a mio parere è abbastanza percettibile. Nel secondo disco troviamo le notevoli "Flicker", "Bonnie The Cat", "Black Dahlia" e "Remember Me Lover", 4 brani interessanti, dove riemergono suoni soffusi, ma allo stesso tempo corposi, pieni di influssi dei quali è impossibile non lasciarsi abbandonare nel loro viaggio sonoro. "The Incident" è un album di suoni perfetti nel creare una catarsi emozionale, ma anche una vera sperimentazione del suono stesso. A far la differenza rispetto a tante band è una voce fuori dal coro, una band che suona per il piacere di farlo, ma soprattutto consapevole di doti interpretative fuori dal comune.

 

Review by AngelDevil

LYNYRD SKYNYRD

God & Guns

Roadrunner Records

 

"God & Guns" è il nuovo e tanto atteso album che segna il ritorno dei Lynyrd Skynyrd, uno dei gruppi più importanti del Southern Rock, i padri in assoluto. Una band sfortunata che ha dovuto affrontare tanti lutti, il 20 Ottobre del 1977 nell’incidente aereo perse la vita il cantante Ronnie Van Zant, il chitarrista Steve Gaines e la corista Cassie Gaines. Nel gennaio 2009 la scomparsa del membro fondatore della band, il tastierista Billy Powell, e a giugno del bassista di vecchia data Ean Evans. I membri storici come Gary Rossington (chitarra), Johnny Van Zant (voce), Rickey Medlocke (chitarra) ed il batterista Michael Cartellone non si sono arresi e hanno continuato con tutta la forza che è in loro per andare avanti, perché si sa la musica è l’unica può curare molte ferite. Ognuno stabilisce un legame affettivo quasi morboso con un periodo, una somma di note, un disco, o più semplicemente una canzone, "God & Guns" è questo,  è molto di più. È una sorta di scrigno nel quale sono stati riposti tesori e segreti di almeno 40 anni di musica. Nel quale si parla di storie spesso legate alla politica e alla libertà nell'America del 2009; nella quale si consumano, nel rito del riascolto, anni difficili e decenni importanti, che hanno traghettato un po’ tutto verso il mondo moderno. Decenni di valori contrastanti, ma di valori. "God & Guns" a mio parere ha raggiunto un obiettivo molto importante, ponendosi sin dalle prime note come apice nella discografia di un gruppo oggi forte di una piena coscienza nei propri mezzi, capace di dispensare notevoli emozioni in campo southern rock, pur non inventando nulla. Staccate tutto e isolatevi dal mondo, almeno per quasi un’ora. Lasciate che, per una volta, sia la musica a parlare per voi. Johnny Van Zant dotato di un’ugola potente ma tremendamente calda, capace di donare ad ogni pezzo un mood caratteristico sa come togliere il fiato. Canzoni come "Still Unbroken", "Simple Life" (primo singolo estratto), "Skynyrd Nation", "Floyd", "That Ain't My America", la splendida ballad "Unwrite That Song", "God & Guns", "Storm" e ancora "Gifted Hands" suonano ispirate, travolgenti e prodotte al meglio, certificano la grande qualità di questi musicisti. Questo disco è   una vera colonna sonora di un lungo viaggio. Notevole è anche l’artwork, nel suo interno foto e la dedica speciale a Billy Powell e a Ean Evans. "God & Guns" è un lavoro puro, vero. Non fatevi sfuggire la versione doppio cd dove, oltre a tre tracce live ("Red White & Blue", "Call me The Breeze", "Sweet Home Alabama"), sono presenti "Bang Bang" "Raining In My Heartland" e "Hobo Kinda Man", tre inediti più che grintosi. Ogni singola nota, ogni emozione, ogni momento magico che la musica dei Lynyrd Skynyrd, sa evocare è si musica conosciuta, ma da riscoprire ogni volta. I Lynyrd Skynyrd sono una grande band, unica nella loro totalità. "God & Guns" è un album da avere e da possedere!

 

Review by AngelDevil

BIG ONES

Altro che eroi

Warner Music

 

"Altro che eroi" rappresenta molto di più di un semplice cd, è l’ esordio discografico e l’inizio di qualcosa di speciale dei Big Ones, una tra le migliore tribute band degli Aerosmith, apprezzata dallo stesso Steven Tyler e soci. La band composta dal frontman e cantante Renzo D’Aprano, dal tastierista Gian Marco Benvenuti, dai chitarristi Luca Mommi e Tommy Brown, dal bassista Massimo Conti e Yuri Baldassarre alla batteria che, è cresciuta seguendo le gesta di un gruppo cosi importante si “spoglia” e si rivela capace di produrre brani inediti scritti in italiano. Sei brani dall’anima rock suonati con il cuore che ammaliano e sorprendono in positivo. Partenza ineccepibile con la magnetica "Vivi o No", primo singolo estratto presentato con un video di qualità, è sicuramente l'episodio migliore; una di quelle canzoni che stanno sulla bocca di tutti, la canti e la riascolti con gran piacere. Con "Ora Tremi di più", "Stringimi ancora" e la spettacolare "Altro che eroi" intrise di melodia sognante grazie alla costruzione di atmosfere suadenti che arrivano dal lavoro tastieristico e chitarristico, riescono nell’intento di far rivivere la tradizione storica delle ballate rock americane, che negli anni ’80 sono stati il passaggio obbligato per qualsiasi band rock and roll Usa. Prendono poi il sopravvento, creando scambi di battute interessanti e trascinanti, i riff più corposi di "Distorto e preistorico" e "Con il cuore in gola" con il cantato graffiante di Renzo sempre in evidenza. Quando questa band prende il volo, mostra di muoversi con disinvolta preparazione e ti trascina con sé. In conclusione, un lavoro maturo ed intenso, di grande attualità sonora, che certifica il talento di un progetto nostrano. Un plauso a tutta la band ed infine alla cura per la l’artwork del cd. Acquistate questo bel dischetto e visitate le pagine web della band di Latina. www.bigones.it/  www.myspace.com/1bigones

 

Review by AngelDevil

STEVE VAI

Where The Wild Things Are

Favorite Nations/Audioglobe

 

 

Commutare in parole le emozioni della musica non è un'operazione semplice, soprattutto nel caso di lavori riusciti alla perfezione come "Where The Wild Things Are", capace di farci ripercorrere la carriera di un chitarrista così importante come Steve Vai. Un ondata di note e di emozioni davvero difficili da commentare. Steve Vai, cresciuto sotto l'ala protettrice di Frank Zappa è uno dei più grandi talenti chitarristici, perché riesce a far parlare e cantare la chitarra facendogli fare qualsiasi cosa possibile e inimmaginabile. I pezzi proposti dallo show registrato allo State Theatre di Minneapolis in Minnesota nel 2007, sono semplicemente imperdibili, in quanto ci rivelano tutto il genio di Steve Vai. In quasi 3 ore di show, Steve Vai con la String Theories Band, composta da Alex DePue (violin and keyboards), Brian Beller (bass), Jeremy Colson (drums) e Ann Marie Calhoun (violin and keyboards) rende uniche le composizioni, riuscendo a coinvolgere completamente l’ascoltare/spettatore, rendendolo libero di spaziare verso mondi alternativi, ma decisamente reali. In più frangenti il DVD sa rendersi esaltante, in quanto ci rivela l’ineguagliabile e multiforme tecnica di Steve Vai. I 27 brani che compongono questo capolavoro sono: "Paint Me Your Face", "Now We Run", "Oooo", "Building The Church", "Tender Surrender", "Band Intros", "Fire wall", "The Crying Machine", "Shove The Sun Aside", "I’m Becoming", "Die To Live", "Freak Show Excess", "Apples In Paradise", "All About Eve", "Gary 7", "Beastly Rap", "Treasure Island", "Angel Food","Earthquake Sky", "The Audience Is Listening"," The Murder", "Juice", "Whispering A Prayer", "Taurus Bulba", "Liberty", "Answers" e "For The Love Of God". Disponibile anche in CD e Blue-ray, questo DVD si rivela un vero capolavoro: perfetto in ogni particolare grazie anche alla simpatia ed energia di Vai. Acquisto consigliato a tutti, e non solo per gli amanti del virtuosismo esclusivamente chitarristico.

 

Review by AngelDevil

 

 

STEEVI JAIMZ

My Private Hell

SCS/Cargo Records  

 

 

Già l'opener "Amazing" la dice lunga sulla qualità di "My Private Hell", il nuovo album di Steevi Jaimz, ex cantante dei Tigertailz. Il pregio maggiore di questo cd sta nell'immediata fruibilità; un lavoro senza dubbio riuscito, contagioso e dirompente, che rilancia Steevi Jaimz, motivato e ben concentrato per l'occasione, nelle sfere del rock odierno. Quindi un hard rock energico che si basa su un ottimo riffing di chitarra e sulla prestazione di Steevi, capace di enfatizzare tutti i vari momenti (10 brani) che questo disco attraversa, adattandosi a loro in modo sempre convincente. Tecnicamente valido ed ordinatamente scorrevole, in funzione di una serie di brani dalle liriche semplici ma compatte, di buon gusto, incollate con coraggio su sfondi sonori graffianti dal ritornello arena-rock. Tra gli highlight del disco le bellissime "Amazing" "Something Good Something Bad", "Kikk It Down" e la stupenda ballad "I Don’t Wanna Walk Away". I trentasette minuti di musica di cui il disco si compone scorrono via veloci, tanto che appena terminata la fruizione vi meraviglierete che l'album sia già finito. Album consigliato!Per maggiori info visitate il sito www.steevijaimz.com

 

Review by AngelDevil

EUROPE

Last Look At Eden 

Ear Music 

  

A poche settimane dalla sua uscita "Last Look At Eden" ha già centrato il primo posto nella chart svedese. Un bel biglietto da visita per il nuovo e settimo album degli Europe, storica band svedese che, pone all'attenzione della critica un disco pregevole e ricco di spunti interessanti, intriso di care citazioni ma anche di tanta originalità. E’ senza dubbio uno dei nuovi capolavori della band: per capacità esecutiva sia strumentale, che d'insieme (suoni e voci) e per l'impatto, la forza delle tracce e la loro sistemazione all'interno del disco. Armonicamente accattivante, efficace e ricco di lirismo, tra note sognanti, sempre ricchi di buon gusto. La cura del suono conferisce maggiore importanza al lavoro e ci restituisce con pienezza un'inossidabile capacità espressiva di un Joey Tempest più informa che mai. Il suo saper sfruttare- tutti i registri del suo cantato- passando dall'acuto più sostenuto alle rotondità più mature. In questo nuovo lavoro emerge prevalentemente la forza del loro sound, la tipicità di una voce così bella e riconoscibile tra tutte che sa essere dirompente e garbata. Con dodici tracce più due bonus tracks, registrate dal vivo nel corso del tour del 2005: si tratta di "Yesterday's News" (da Europe 1982-2000) e di "Wake Up Call", nei suoi 59 minuti si lascia ascoltare e riascoltare con piacere ritrovando l’energico hard rock un pò sfumato nei precedenti lavori "Start from the Dark" (2004) e "Secret Society" (2006). Tante belle canzoni come la title-track "Last Look At Eden", che è anche il primo singolo estratto con un ottimo videoclip di lancio; opportunamente vitalizzata dall'interpretazione vocale di Joey e sottolineata dai riff chitarristici di John Norumda. Notevole la splendida ballad "New Love In Town", dedicata alla nascita del figlio di Joey, eseguita con uno stile elegante e lineare che imprime un effetto decisamente romantico e melodico- poesia pura-. Altra ballad è la conclusiva "In My Life", bellissima canzone suadente e personale, forte di una densità nuova nella scrittura, protagonista di un “affresco” sonoro dai colori pastello…stupenda. Degne di nota sono poi "The Beast", "Mojito Girl" e "U Devil U" piene di energia e più corpose. Indubbiamente un album bellissimo e ben riuscito che merita di essere ascoltato veramente da chiunque. "Last Look At Eden" di sicuro sarà apprezzato dai fan di vecchia data del gruppo, e riuscirà a conquistarsi anche nuovi sostenitori. Nota di merito anche per l’artwork del cd. Disco consigliato a tutti!

 

Review by AngelDevil