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ELENCO RECENSIONI
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SKW

Numbers

Rising Works

 

Nuovo parto discografico a nome SKW (acronimo mutuato dal precedente monicker Skywalker), band milanese attiva da ben vent’anni formata da Marco (Voce), Simone (Chitarre), Mirko (Basso) e Giancarlo (Batteria), che realizza questo "Numbers" pregno di sonorità grasse ma avvolgenti. Giunto a quattro anni di distanza dal precedente "Alter Ego", con questi dodici brani curati, vari, potenti e devastanti ma con maggior melodia, mischiano perfettamente durezza con parti più tranquille. Aggredendoci nel riffing per poi esaltarci con assoli crepitanti di notevole spessore gli SKW picchiano duro senza sosta e sfornano un lavoro possente e dignitoso da ogni dimensione. La produzione è ottima (è stato prodotto negli Stati Uniti da Frank Andiver) ed anche da un punto di vista tecnico la band non delude le attese che conferma ancora una volta le proprie attitudini (heavy metal, nu-metal e crossover). La voce di Marco è potente e accattivante, a suo agio nelle sfuriate metalliche della chitarra di Simone che cavalca con le note la potenza del drummer Giancarlo e la perfezione del bravo bassista Mirko. Difficile fare un track by track in un album così omogeneo: riescono ad alternare grande metal tecnico ("1Minute2Lie"-"Cow(ard)") a melodie di facile presa; un connubio perfetto che riesce a colpire. La potenza delle canzoni si ammorbidisce con la stupenda "Sleep" dimostrando di saper suonare pezzi meno tirati regalando la giusta melodia per un brano che merita alla stragrande. Con questo nuovo album certificano l'evidenza di un lavoro di gran classe. Siamo quindi di fronte ad un prodotto ben costruito, fatto di musica e sensazioni forti. Infine, non si può non evidenziare lo splendido artwork (dovete assolutamente procurarvi una copia e capirete…). Link band: www.myspace.com/skwband http://www.skw.it/

 

Review AngelDevil

PINO SCOTTO

Outlaw Now’n Ever

Valery Records

 

"Outlaw Now’n Ever" è il titolo del primo DVD di Pino Scotto che esce per la valida e sempre più attenta Valery Records. Pino Scotto è diventato un vero personaggio in questi ultimi anni, grazie anche al programma "Database" in onda su RockTV, in cui il nostro con schiettezza esprime in totale libertà tutto quello che non gli va a livello musicale e non. Un musicista che non è mai sceso a compromessi portando avanti sempre e in ogni modo la sua musica. Ora, grazie a questo DVD, è possibile rivivere le performance live, e riscoprire la storia della sua carriera dai Vanadium ai Fire Trails, fino ai suoi solo album. Un viaggio all'interno del live in cui farsi un'idea della realtà della vita on the road-backstage e dal quale esce un ritratto, dell'uomo che rappresenta meglio di tanti altri questo mondo. Il live che occupa la parte principale del DVD è stato registrato nel mese di Aprile 2009 al Tartaruga Club di Villaguardia, Como. Una delle tante date del "Datevi Fuoco Tour" che da molti mesi ha portato il grande Pino e la sua band a suonare oltre 150 shows in tantissime città italiane. Al suo interno troviamo anche dei video e un'ora di intervista curata da Elena Di Cioccio per ripercorrere con aneddoti e immagini di repertorio, i momenti più memorabili della sua carriera trentennale. "Outlaw Now’n Ever" ha lo scopo di illustrare il lato umano del lavoro svolto in questi anni da Pino, per poi andare a sviluppare il lato tecnico, fondamentale per essere un vero professionista. Che dire a voi scoprire e gustarvi questo spettacolare e “colorito” DVD!


Review by AngelDevil

CINDERELLA

Live at the Mohegan sun

Frontiers Records

 

E’ uscito il 6 Novembre questo “Live at the Mohegan sun” dei Cinderella per la Frontiers Records. Stiamo parlando di una delle band che hanno fatto la storia dell'Hair Metal anni 80, con all'attivo quasi 20 milioni di dischi venduti in tutto il mondo dal loro esordio nel 1983, fino ai giorni nostri. Band capitanata da un grandissimo Frontman come Tom Keifer (pupillo di Bon Jovi) che, nonostante i gravi problemi alle corde vocali che lo tormentano da anni, è sempre riuscito a riemergere seppur con qualche difficoltà ma mantenendo intatta la sua grinta e passione per il rock 'n roll. Sono anni che i Cinderella non pubblicano un album in studio e per i fan in attesa, dopo vari “best of” e live, non resta che accontentarsi di questo ennesimo Cd live registrato in Connecticut nel 2005 durante il “Rock never stop tour”, dove i Cinderella parteciparono da Headliner insieme ad altre band leggendarie come Ratt, Firehouse e Quiet Riot. Un live dove la band esegue buona parte dei loro più grandi successi passati: da “Night Songs” dell'omonimo album del '90 (brano di apertura dopo un breve Intro) alla bellissima “Heartbreak Station”, fino ad arrivare a pezzi trascinanti come “Nobody's Fool”, “Gypsy Road” e la splendida “Don't Know what you got”, qua presentata in versione acustica, nella stessa versione poi registrata da Tom Keifer e Fred Coury l'anno successivo nella doppia compilation “VH1 Metal Mania Stripped”. La formazione è quella storica: Tom Keifer (voce, chitarra, sax); Eric Brittingham (basso); Jeff LaBar (chitarra) e Fred Coury (batteria), facendo vedere di non aver perso il lustro degli anni passati. Ce la mettono proprio tutta questi ragazzi per trascinare il pubblico cercando di coinvolgerlo molte volte a cantare i brani e suonando i pezzi in maniera impeccabile, con quel tocco di Blues che gli ha sempre contraddistinti. Basta e avanza al pubblico per infuocarsi. Lo stesso Keifer, nonostante si senta come la sua voce sia ormai sofferente (sembra di sentire Bon Scott) dimostra una grinta incredibile, volendo prima di tutto divertirsi e far divertire. Questo è in sostanza quello che ha rappresentato l'Hair metal negli anni 80: spensieratezza, voglia di divertirsi, di scuotere la testa pur facendo vedere una classe artistica indiscutibile. Poi tutto è cambiato e per alcuni reduci come i Cinderella di quel fantastico decennio, non resta che mantenerne la grandezza e il ricordo ancora vivo. Sono presenti anche 3 Bonus Track nell'album in versione Digipac: “Fallin' Apart at the same”, “Push push” e “Still Climbing”, brani contenuti negli ultimi lavori dei Cinderella, prima del loro momentaneo scioglimento per i noti problemi di Tom Keifer alla voce. Brani molto trascinanti che fanno vedere la passione del blues dei Cinderella, soprattutto in “Still Climbing”, brano che chiude il disco. Passione che sopratutto Keifer ha  sempre dimostrato fin dall'inizio della sua carriera, dichiarandosi grande fan di musicisti come Johnny Winter e B.B. King. In sostanza questo è un disco da ascoltare per chi ancora non avesse visto “le cenerentole” dal vivo e per chi volesse sentirne la loro classe e grinta, passando 1 ora di puro divertimento; aspettando con ansia che arrivi qualcosa di nuovo.

 

Review by SimoSuicide

BLANC FACES

Falling from the Moon

Frontiers Records

 

 

Seconda pubblicazione per i Blanc Faces con “Falling from the Moon” uscito lo scorso 6 novembre, dopo l'esordio nel 2005 con l'omonimo “Blanc Faces”, entrambi pubblicati dalla Frontiers Records.Band formata dai fratelli Robbie e Brian LaBlanc, rispettivamente Basso/Voce & Chitarra/Voce-solista. Nonostante che i Blanc Faces, ai più, possano sembrare un gruppo emergente degli ultimi anni, in realtà i fratelli LeBlanc già negli anni '80 sono stati protagonisti di diverse collaborazioni importanti, tra cui un disco con i Fury uscito nel 1985 con un etichetta indipendente. Come nel primo disco anche in  questa seconda prova in studio il duo si avvale della collaborazione di Butch Taylor alla chitarra solista e a Kyle Woodring (ex Survivor) alla batteria, recentemente scomparso e al quale il gruppo dedica questo lavoro; mentre alla produzione troviamo Dennis Ward dei Pink Cream 69. Con lo stesso team di musicisti è facile immaginarsi un lavoro del tutto simile al precedente, e in effetti è così: un disco di rock melodico con ritmi freschi, allegri e spensierati, con ottimi arrangiamenti e con pezzi anche un po' più accattivanti come “Don't take it away” (la migliore del disco; impressionante la versatilità della voce di Brian) e “Like a Believe”dove, soprattutto in quest'ultima, sembra di sentire il più recente Bon Jovi, così come in "I come alive", brano che dà il benvenuto in questo disco. Ma le influenze che più spiccano in questo lavoro sono di band che hanno fatto la storia del rock melodico negli anni 80. Forte è infatti il richiamo ai Toto, Styx, Journey e, ovviamente, ai Survivor, in brani come “It's all about the love” e la bellissma “Fly”, ballad che chiude il disco. Scuola Jim Peternik è invece “I Swear to you” e “I will”, mentre un brano che spicca per originalità è “Goodbye summer Goodbye”: una Mid-tempo che si discosta un po' dallo stile di tutto il disco, con richiami di rock contemporaneo, dove è pregevole il lavoro Butch Taylor alla chitarra solista e lo stesso dicasi per  la song “Deep in the Heart”, dove i due fratelli cercano di indirizzare il pezzo verso delle melodie Pop soprattutto per quanta riguarda il cantato di Bian, che qua pare scontato ma efficace, ma che in ogni caso non perde quello “smalto” rock che contraddistingue il gruppo. Buono, anche se non lascia particolari tracce, il lavoro alla batteria di Kyle Woodring (pace all'anima sua), dove per quasi tutto il disco, sembra svolgere più un lavoro di “accompagnamento” del resto del gruppo. La sua presenza si sente, anche se è poco incisiva. In sostanza questo è un lavoro che rispecchia molto le esperienze artistiche dei fratelli LeBlanc. Un bel disco di rock melodico che farà contenti tutti quei fan dei Toto e di Jim Peternik ma che può appassionare anche qualche giovane ascoltatore verso melodie che hanno fatto la storia della musica.

 

Review by SimoSuicide

BON JOVI

The Circle

Universal Music

 

Un album dei Bon Jovi è sempre e comunque un album dei Bon Jovi! Una band che possiede un forte carisma, con un leader che è sicuramente il punto forte del gruppo: grande carica ed energia che sa trasmettere con le sue canzoni e la sua voce. Li avevamo lasciati nel 2007 con "Lost Highway" e ora ritornano a calcare le scene della musica rock mondiale con un nuovo album "The Circle". Composto da 12 tracce, questo nuovo lavoro racchiude tutto ciò che il gruppo ha maturato sinora, e in qualche modo rappresenta l'essenza del rock: sound forti, ritornelli da pugno alzato e tante belle melodie che attraversano tutti i brani."The Circle" è indubbiamente un album con un piglio entusiasmante, liriche semplici ma compatte, incollate su sfondi sonori graffianti; suona più elettrico rispetto al diretto precedessore, più energico. La riprova giunge immediata dall'opener "We weren't born to follow", canzone in radio da metà dello scorso agosto che rimane piacevolmente in  testa. Le canzoni sono facilmente memorizzabili grazie anche al basso e batteria che lavorano in parallelo come i meccanismi di una macchina ritmica, una chitarra che alterna accompagnamenti incalzanti e riff tipicamente hard-rock ad intermezzi puliti ed arpeggiati, ed una voce dalle timbriche molto calde. Sono molti e vari gli spunti interessanti che riserva questo disco. A partire dalla già citata "We weren't born to follow" alla rock ‘n’ roll track "Work for the working man", passando per la magnetica "Superman Tonight", con il suo incidere riflessivo e grintoso; arrivando a quella che sprigiona molta energia "Brokenpromiseland" fino alla conclusiva ballad "Learn to love". Sensazione che non si esaurisce con gli episodi appena citati, ma si dipana lungo tutto il disco ora con maggiore, ora con minore evidenza. Nel complesso la track-list scorre velocemente e in modo uniforme; interpretate da un gruppo in grande spolvero.

 

Review by AngelDevil

MASTEDON

III

Frontiers Records

 

Questo fine 2009 vede il ritorno di una gradita sorpresa; si tratta di John Elefante, ex voce dei Kansas prima del ritorno di Steve Walsh, che dopo 20 anni dall'ottimo “It's a Jungle Out There” rispolvera il progetto Mastedon, valendosi della collaborazione, oltre del fratello Dino (chitarra), di altri ottimi musicisti come John Pierce (bassista dei Richard Marx) e Perry Lee (voce dei Tracer Fox). Il risultato di questo “3” (titolo che riprende proprio il terzo lavoro del gruppo) è un ottima miscela delle più classiche sonorità Hard Rock/AOR. Lo si capisce già dall'open disc “Revolution of mind”, brano che rispecchia lo stile di tutto “3”: un disco con pochi fronzoli, con brani dalla facile presa melodica e con qualche sperimentazioni “progressive” come nel brano “One day down by the lake”, song epica dalla durata di più di 10 minuti, dove spicca tutto il talento compositivo dei fratelli Elefante. Qua la voce pulita e potente di John la fa da padrone, se poi ci mettiamo gli ottimi riff di chitarra del fratello Dino e qualche arrangiamento orchestrale il risultato è un brano che nonostante la lunghezza è gradevole all'ascolto e facile da digerire. Il brano più Hard è sicuramente “Water into wine (fassa rokka)”, dove ascoltandola si viene catapultati con la mente in un Harley a tutta velocità, con occhiali da sole, capelli al vento e splendide fanciulle come passeggere! Ma il brano che spicca in questo ottimo lavoro è sicuramente “Lying”, a parer mio una vera e propria chicca. Un brano dalle classiche sonorità 80's dove la voce cristallina di John si amalgama alla perfezione con la voce “a sei corde” del fratello Dino che qua sfoggia un riff che non fa una piega, perfetto in ogni sua nota e un ritornello incalzante che rimane subito in testa, grazie anche all'ottimo lavoro di accompagnamento dalle tastiere e dei cori, che danno al brano quella compattezza e completezza necessaria per renderla un vero e proprio capolavoro. Ma un buon album AOR non è tale se non c'è una ballad. E' il caso di “Dust in the Wind”, brano che chiude il disco. Anche questo è un ottimo pezzo al pari di “Lying”. Una ballad dolce e malinconica perfetta da ascoltare in questi freddi mesi che ci attendono. Qua, oltre al solito riffone di Dino, è il piano a farla da padrone, e proprio come il vento, la mente corre facilmente verso i ricordi passati, gli amori e le delusioni che ogni tanto, la sera, prima di andare a dormire, affiorano nella nostra mente. Nel complesso questo è un ottimo disco che farà contenti tutti quei fan dell'hard rock anni 80 che non cercano la perfezione ma un suono onesto e ben fatto come sempre più raramente è difficile trovare ai giorni nostri. John Elefante, con questo “3”, dimostra ancora una volta il suo grande talento vocale e compositivo, frutto della sua grande esperienza di musicista, a dimostrazione di come, spesso, per fare un buon disco non serve produrre troppi virtuosismi ma, piuttosto, la passione e quello per cui si vive e si crede. Consigliato!

 

Review by SimoSuicide

FRANZ FERDINAND

Tonight

Domino Records

 

La band scozzese Franz Ferdinand torna dopo quattro anni ''ed ha trovato un nuovo modo'' di proporsi ai fans vecchi e lusingarne di nuovi,"Tonight" infatti è il frutto di questo lungo silenzio discografico passato a scrivere e provare i nuovi brani, durante lunghe sessioni notturne, in un vecchio stabile acquistato a Glasgow e trasformato per l'occasione in un cantiere sonoro, ecco dunque spiegato questo titolo. La mano nella produzione è di Dan Carey remixer per"Fatboy Slim e Hot Chip". Alle innumerevoli interviste, Kapranos aveva dichiarato a proposito di questo progetto, che avrebbe portato aria di rinnovamento fondendo insieme una varietà di temi e suoni per un ritmo che ha più della dance che del rock, ed in effetti ci troviamo di fronte ad un lavoro ottimamente arrangiato, e curato maniacalmente, la stessa voce si propone ben modulata e meno simile a quella di David Byrne dei Talking Heads. Ma quella strada percorsa dall'uscita del primo album omonimo che li aveva portati rapidamente alle stelle, tra lives, posizioni hot-chart, e riconoscimenti quali dischi di platino ed oro, non è mai stata clamorosamente abbandonata, perchè le schitarrate spigolose dal ritmo incalzante del post punk revival ci sono ancora, come scheletri nell'armadio, e lo spirito che invece aleggia incessante è quello di suoni provenienti dall'elettronica e dalla new dance, ricorrendo a dub giamaicano ed influenze africane. Scorrono così, velocemente, i 42 minuti di questo disco, che partendo da ''Ulysses'', primo singolo lanciato nelle radio internazionali, dal ritmo che si propaga tra sessioni di funk-pop e dance, l'ascoltatore si trova a percorrere strade che esplodono nelle suggestioni quasi house di "Can’t Stop Feeling", ritrovandosi a scuotere le spalle sulla coda synth-pop di "Lucid Dream" o a ondulare sulle tastiere stile eighties di ''Twilight Omens". Non mancano nel lavoro proposte allettanti per i vecchi fans come il funky sensuale di ''Turn it On'', la ballad acustic-folk'' Katerine Kiss Me'' ispirata dagli anni '60, e la melodica ''Send Him Away" che riporta alla mente atomosfere west-coast. La maturità artistica della band va dunque premiata, considerata la varietà di proposte creative che ci propongono in questo terzo disco, inoltre per assaporare intensamente questo lavoro si può acquistare la versione ''Limited Edition" con due dischi, di cui uno chiamato "Blood", che contiene le tracce dell'album rivisitate in chiave dub.

Review by Francesca Perciballi

SKUNK ANANSIE

Smashes & Trashes

Carosello Records

 

 

"Smashes & Trashes" non è un semplice best of, rappresenta il grande ritorno dopo quasi un decennio di pausa degli Skunk Anansie, la band della frontwoman Skin. Al suo interno troviamo 15 tracce (rimasterizzato in digitale) che unisce i loro pezzi classici selezionati dai primi tre album a tre nuove canzoni strepitose "Tear The Place Up", "Because Of You" e "Squander". Una band grandiosa che ha collezionato 5 milioni di album venduti, 2 album nella Top Ten con "Paranoid & Sunburnt" e "Stoosh", oltre a ben 7 singoli nella Top 20. Solo in Italia, oltre 500mila copie ed il loro ultimo tour italiano, con 9 date dal tutto esaurito, ha totalizzato oltre 100mila spettatori. Il disco in questione è travolgente energia unita a melodie estremamente contagiose che tengono alta l’attenzione nella totalità dei 62 minuti di durata. Skin, con una voce unica, molto caratteristica può spaziare dalle urla a toni delicati senza il minimo sforzo in cui regala sempre una prestazione “da urlo”.  Il rock elettrico e le atmosfere dolci-malinconiche scorrono a fiumi nelle memorabili e splendide "Charlie Big Potato", "I Can Dream", "Hedonism (Just Because You Feel Good)", una delle canzoni più famose ..e ancora"Weak", "Secretly", "All I Want", "Brazen (Weep)", "Twisted", "Lately", "Selling Jesus", "Charity" e "You’ll Follow Me Down".  Un gruppo dotato di tecnica sopraffina ma principalmente capace di trasmettere un feeling particolare. I 3 brani nuovi coinvolgono sin dal primo ascolto; dimostrano ed evidenziano che oltre a suonare tremendamente bene, sanno scrivere canzoni incisive. Una sequenza di pezzi esplosivi, melodie vincenti e un cantante vero, sono gli elementi fondamentali degli Skunk Anansie. Che dire… non ci resta che vederli live e attendere un nuovo album di inediti. Grande ritorno o meglio una vera rinascita!

 

Review by AngelDevil

FIREYED

Fireyed

Autoprodotto

 

Debut cd per i Fireyed, un gruppo di Caserta che riesce in poche canzoni (6) ad esprimere un elevatissimo potenziale, sia in termini sonori che di qualità del talento. Nei 28.31 minuti del dischetto, questi cinque ragazzi: Erik Beauty8 (vocals), Paco (guitars), Biagio “Blaze” (drums), Frank (guitars) e McFly(bass), fondono insieme un mix intenso di potenza e melodia; un hard rock roccioso. La sezione ritmica è predominante, sorretto da chitarre taglienti e incisive sempre pronte a costruire melodie attorno alla potenza sprigionata dal binomio basso/batteria. Il risultato è quanto mai intrigante e stimolante. Bravi sia nei pezzi più stradaioli come la fantastica e accattivante "Rock'n'Sex" e "Stop & go" sia nei brani intensi come la densa e avvolgente ballad "I wanna.. with you" e la title track "Fireyed". Questo lavoro è un'ottima prova di carattere, e musicalmente parlando, anche se non inventa nulla di nuovo, si fa ascoltare con molto piacere ed anzi è bello sentire un disco così incontaminato. Ascoltare per credere! Info web  www.myspace.com/fireyed

 

Review by AngelDevil

FOO FIGHETERS

Foo Fighters Greatest Hits

Sony Music

 

Come poter iniziare la recensione di un album dei Foo Fighters? La band di Dave Grohl non ha certo bisogno di presentazioni, come pochi altri gruppi: 15 anni di carriera, 6 album di platino e altrettanti Grammy al loro attivo, creatori di un rock corposo, potente e originale danno alle stampe un nuovo disco, esattamente il primo Greatest Hits. Intitolato semplicemente "Foo Fighters Greatest Hits" riassume, musicalmente parlando, i quattordici anni di vita dei Foo Fighters. Tanti momenti in cui l’ascoltatore può respirare appieno le melodie uniche intessute da una grande band. Troviamo 13 brani ("All My Life", "Best Of You", "Everlong", "The Pretender", "My Hero", "Learn To Fly", "Times Like These", "Monkey Wrench", "Big Me", "Breakout", "Long Road To Ruin", "This is a Call", "Skin and Bones") che attingono dall’intera discografia del gruppo, composta da sei album in studio ed un EP; una splendida versione acustica di "Everlong" e due super inediti, "Word Forward" e l’immensa "Wheels", nonché il nuovo singolo “bomba”. "Wheels" attraversa come uno scossone l’album, baciata dalla classe innata di Dave Grohl. E’ una splendida dimostrazione dell’eleganza musicale. Le atmosfere da brivido presenti nelle due nuove tracce portano l’ascoltatore in un vortice di emozioni uniche…che solo la tecnica e il cuore riescono a fare in una canzone. Mostrano al mondo la potenza e la forza di questo gruppo. Tante buonissime, grintose, adrenaliniche e variegate hit costruite su una chitarra ed un basso a tratti massicciamente distorti e un attimo dopo pronte a creare dolci arpeggi. La crescita costante di apprezzamento e di valore della band si conferma ancora una volta nelle due nuove tracce, confermandosi sempre più una certezza di grandiosità sonora. Consiglio caldamente l’acquisto di questo Greatest Hits. Oltre alla versione normale è possibile trovare anche la Deluxe, che contiene un book fotografico esclusivo e un DVD con interviste e altri contenuti inediti.

 

Review by AngelDevil

METHODICA

Searching For Reflections

Underground Symphony

Questo lavoro dei Methodica mi ha completamente e positivamente spiazzato! Tentare di descrivere un disco come "Searching For Reflections", non è facile e sarebbe troppo limitante, e forse poco efficace, limitarsi a leggere una semplice recensione, ma farò del mio meglio per farvi capire la maestosità di questo lavoro. Attivi dal 1996 dopo vari cambi di lineup, nel 2008 trovano la giusta sinergia con l’attuale formazione: Massimo Piubelli (vocals), Marco Ciscato (guitar), Alessandro Brusco (bass), Marco Piccoli (drums) e Marco Baschera (keyboards).  Forti di tante esperienze live e con un contratto con la nota Underground Symphony ecco giungere questo debut album registrato presso l’Opal Arts Studio, con l’ottima produzione di Fabio Serra. "Searching For Reflections" è un album dalle sonorità progressive metal non per tutte le orecchie e per tutti i gusti ovvio, ma provate a dare un ascolto (anche più di uno) a "Herveland": splendida ballata epica che crea atmosfere romantiche, prendendo a pugni il cuore dell'ascoltatore. Una canzone che ti acchiappa all’istante, perchè sono le sensazioni e i sentimenti soffusi a venir fuori come un paesaggio in lento movimento, grazie anche alla splendida voce di Angela Merlin (special guest), capace di infrangersi con la delicatezza e i riflessi di una bolla di sapone. Dischi come questo trascendono dal concetto di scaletta classica che vede una canzone alternarsi ad un'altra, qui è l'insieme che conta, è l'impasto sonoro a regalare un'emotività disarmante. Questi ragazzi sanno davvero suonare e si sente che hanno imparato alla grande la lezione dei maestri e lo dimostrano mescolandola a melodie dilatate e micidiali come nella superba e sostanziosa "Neon" che, con i suoi 8.44 minuti mette in luce un invidiabile padronanza nel costruire arrangiamenti dalle metriche molto raffinate e varie, sempre capaci di mantenere alta la tensione con un gran tiro. Affascina soprattutto il modo in cui atmosfere e suoni come "Ghosts" si contraggono in energetici e orchestrali slanci per poi improvvisamente dilatarsi o infrangersi in aperture intime e fluttuanti. Davvero notevole il lavoro complesso e ambizioso fatto sugli arrangiamenti, al punto che si scoprono un sacco di idee. Nota di merito anche per la confezione in digipack, ogni dettaglio è ben curato. Che dire musica di qualità suonata con grande precisione e tanta preparazione. Ottimo debutto! Info web: www.methodicaband.com www.myspace.com/methodicaband

 

Review by AngelDevil

WINGER

Karma

Frontiers Records

 

Dopo il riuscito "IV", tornano i nostri amati e sempre più grintosi Winger, band nata nel 1987: la creatura di Kip Winger (ex bassista di Alice Cooper) che continua sempre più a convincere, album dopo album, meritando del tutto il gran successo che sta riscuotendo dagli ultimi anni a questa parte. Kip Winger è un musicista nel senso più esteso del termine, un grande artista di quelli nel vero senso della parola, capace di muoversi al di fuori di schemi preconcetti ed imposti, per dar sfogo alla propria voglia compositiva e creativa.  Insieme a Kip (voce/basso) ritroviamo Reb Beach (chitarra), Rod Morgenstein (batteria) e John Roth (chitarra). Il suono che si percepisce dall'ascolto di questo disco è molto più veloce e potente di quello in precedenza: è un hard rock “compatto”. Siamo al cospetto di un album ottimamente suonato e ricco di spunti, molto vario e ben bilanciato. Si riappropriano del loro passato e recuperano come si conviene la lezione data in quel famoso terzo album intitolato "Pull". Un disco che si ascolta tutto d'un fiato, che ti scuote, ti prende le orecchie riuscendoti a dare la carica, capace persino di lasciarti andare alle spalle, per qualche momento, una giornata storta grazie alle note e linee vocali di Kip. Ed è questo il caso, dei brani poderosi (davvero notevole la produzione) nonché decisamente travolgenti: "Deal with the Devil" e "Stone cold Killer". Altre canzoni di pregevole fattura tra le 10 che compongono questo cd sono "Come a little Closer", "Always Within Me" e "Witness", quest’ultima crea delle atmosfere da brivido che, porta l’ascoltatore in un vortice di emozioni uniche. Questo nuovo capolavoro dei Winger mostra al mondo la potenza e la forza d’espressione di questo gruppo. Album da comprare al volo!

 

Review by AngelDevil

 

 

LYNCH MOB

Smoke and Mirrors

Frontiers Records

 

Grande ritorno quello dei Lynch Mob con "Smoke And Mirrors" il nuovo album che arriva dopo ben 17 anni da "Lynch Mob". Il chitarrista George Lynch insieme a Oni Logan al microfono, Marco Mendoza (Blue Murder, Ted Nugent, Thin Lizzy) al basso, Scott Coogan (Brides Of Destruction) alla batteria propone a tutti i suoi fan la sua ultima fatica discografica sotto il perenne ed indelebile marchio di un hard rock venato di blues di facile fruizione, soprattutto nei cori, nei riff di chitarra, così come negli assoli. Squadra vincente quella dei musicisti che hanno realizzato questo "Smoke And Mirrors"; un disco in definitiva “umano” di alti e bassi, ma piacevolmente ritmato senza ripetere quello che è già stato fatto. Tutto è cadenzato attraverso una logica sequenza che non vuole annoiare secondo i canoni di un'ennesima rivisitazione di classici immortali. Un’ora di musica composta da 13 canzoni che trasuda entusiasmo e passione. Riff riusciti e tempi sostenuti con assoli taglienti e mai troppi lunghi, ad opera del nostro Mr. Gorge Lynch, si alternano con la voce ruvida di Oni Logan. Canzoni come "21st Century Man" e la stupenda "Smoke And Mirrors", perfetta da ascoltare durante un viaggio, per un on the road - in una roadhouse su una strada polverosa; "Lucky Man" e "Where Do You Sleep at Night?" rappresentano al meglio i Lynch Mob del 2009. Chi ama e ha amato i Lynch Mob (band fondata dal chitarrista George Lynch dopo l'uscita dai Dokken nel 1989) di "Wicked Sensation", consiglio di acquistare questo cd, non perché ha la stessa forza e magia, ma perché è un lavoro che trasuda passione e soprattutto certifica un grande ritorno!

 

Review by AngelDevil