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INTERVISTA

 

CON BILL LEVERTY

 

CHITARRISTA DEI FIREHOUSE

L’intervista con i FireHouse era in preventivo già 3 anni fa, poi per colpa dei soliti ritardi prima di un concerto, è saltato tutto, ma la mia voglia di chiacchierare con un membro di questa band da me tanto amata è rimasta immutata, tanto da scrivere, insistere, fino ad arrivare al chitarrista Bill Leverty. Buona lettura

 

Intervista a cura di Andrea Lami

Ciao Bill. Parliamo dei FireHouse. Puoi raccontarci come è iniziata questa fantastica avventura ?

Bill Leverty: Michael Foster ed io suonavamo in una band (White Heat). C.J. Snare e Perry Richardson suonavano in un’altra (Maxx Warrior). Entrambe le band si sono sciolte contemporaneamente e noi quattro abbiamo semplicemente deciso di unire le nostre forze.

 

L’ultimo album inciso dai FireHouse risale al 2003 anche se non avete smesso di suonare in giro per il mondo. Non possiamo dimenticare, per esempio, la vostra strepitosa esibizione a Bologna il 21 ottobre del 2008. Avete in previsione di fare altri concerti?

BL: Non abbiamo mai smesso di suonare dal vivo. Domani (l’intervista è dell’08 aprile) sarò nel Michigan per un concerto. Mi piacerebbe che suonassimo di più in Europa. Abbiamo fatto degli splendidi concerti da quelle parti.

 

Avete mantenuto certe sonorità , una sorta di marchio di fabbrica dei FireHouse , passando indenni attraverso l’avvento del grunge, pensate che questa sia stata la vostra migliore arma?

BL: Ritengo che essere stati onesti con noi stessi sia stata la nostra migliore mossa. Abbiamo sempre cercato di fare un tipo di musica che a NOI piace senza dovere per forza inseguire una moda.

 

Siete riusciti a comporre splendide canzoni hard rock e ballad toccanti che hanno raggiunto il cuore di molti amanti del rock . Quale dei due tipi di canzoni vi piace di più?

BL: Amo la varietà, quindi dovrei risponderti entrambi. Sinceramente amo l’emozione che puoi mettere suonando una ballad ma d’altra parte amo l’energia di un brano rock.

 

State lavorando ad un nuovo album. Puoi raccontarci qualcosa?

BL:…Speriamo esca prestissimo. Abbiamo pensato che potesse essere divertente la ri-registrazione di alcune nostre canzoni. Speriamo piaccia ai fan.

 

Avete suonato con tante band quali Slaughter, Warrant, Trixter, Poison, Damn Yankees, Bon Jovi, Tesla, Ratt, Skid Row e molti altri. Puoi raccontarci qualcosa relativa ai tour?? Noi, così lontani da questo mondo possiamo solo immaginare che sia ricco di divertimento e buona musica.

BL: E’ stato molto piacevole suonare con queste band. Abbiamo un ottimo feeling con tutti ed ogni volta che possiamo suonare insieme, ci divertiamo parecchio.

 

Negli anni ’80 l’hard rock - hair metal ha raggiunto il suo apice. Abbiamo letto qualcosa nelle varie biografie (Motley Crue, Slash & c.). Anche voi avete vissuto seguendo il motto “sex, drugs and rock’n’roll”?

BL: Io AMO il rock n’ roll!!

Cosa ti ricordi dei tempi dei “White Heat” e “Maxx Warrior”?

BL: Mi ricordo quando suonavamo nei club gratuitamente, se riuscivamo a “guadagnare” 5 dollari al giorno, potevamo ritenerci fortunati. Ricordo che ogni notte dormivamo in sette in una stanza d’albergo. Abbiamo fatto quello che andava fatto, ma eravamo molto giovani quindi ci siamo anche divertiti. Quelle esperienze, mi fanno apprezzare ancora di più quello che faccio oggi.

 

Da dove nasce il nome FireHouse?

BL: Il nome è stato tirato fuori da Michael (Foster batterista) anche se abbiamo avuto qualche problema di trademark.

 

Quanto sono stati importanti Bon Jovi e gli Slaughter all’inizio della vostra carriera?

BL: Gli Slaughter sono stati molto importanti soprattutto per l’ottimo lavoro di Mark Slaughter e Dana Strum che hanno prodotto il nostro primo disco e l’hanno trasformato in un demo. Lo stesso demo sarebbe dovuto diventare il nostro primo album ma, successivamente, abbiamo firmato un contratto per la Epic, e la casa discografica ha voluto ri-registrare la maggior parte delle canzoni e scriverne di nuove. Jon Bon Jovi e Richie Sambora hanno cercato di farci firmare con loro etichetta (Polygram), ma la A&R aveva perso interesse. Sicuramente ci hanno aiutano a "rimanere fedeli". 

 

Cosa hai pensato quando hai firmato il tuo primo contratto con la Epic?

BL: Ci è venuto da pensare che finalmente eravamo ai blocchi di partenza. Non abbiamo mai pensato di avercela fatta. Abbiamo solo pensato di aver finalmente avuto la possibilità di partecipare alla gara.

 

Cosa hai provato a lavorare con Davis Prater (produttore di “Images and Words” e “Change of Seasons” dei Dream Theater) e con Ron Nevilson (ingegnere e produttore di band come Led Zeppelin, Who, Rolling Stones, Survivor, UFO, Ozzy Osbourne, Bad English, Damn Yankees, Europe, Kiss, Bad Company, Heart, ecc.)?

BL: Erano diversi, ma entrambi i migliori. Ognuno aveva il suo modo personale di fare le cose. Ho imparato da entrambi e posso dirti che li considero grandi produttori a livello mondiale.

 

Hai voglia di raccontarci qualche strano episodio (bello o brutto) che hai vissuto durante la tua lunga carriera?

BL: Il nostro primo giorno di tour abbiamo attaccato il rimorchio dietro il nostro bus e si è sganciato. Tutta la nostra strumentazione era lì dentro, io ero nella parte posteriore del bus ed ho visto tutto. Sembrava di essere nel mondo de “Il Mago di Oz”. Il nostro autista, Ringo Nelson, riuscì a rallentare e per fortuna non si ruppe nulla. Abbiamo fatto il nostro show tranquillamente. Chiaramente abbiamo cambiato sia il rimorchio che i catenacci. Fu un miracolo.

Che tipo di musica ascolti attualmente? Ascolti ancora la musica della fine anni 80/primi anni 90 (come faccio io) oppure ascolti altre cose?

BL: Ascolto un po’ di tutto, ma tendo verso quel tipo di musica che ha vocalizzi da tenore e usa chitarre pesanti. Amo i ritmi funk, mi fanno sentir bene. Cerco di mantenere una mente aperta.

 

Nei tuoi testi è sempre presente l’ amore. Quando è importante per te questo sentimento?

BL: Amo l'amore, quindi è per me molto importante. Sono sposato da 15 anni e mi considero l'uomo più fortunato del mondo. Detto questo, ho scritto molte canzoni d'amore, e come artista, mi sono interessato a molti argomenti diversi. "I Love You So Much" è stata fatta fin troppe volte, probabilmente in futuro scriverò di altre cose.

 

Parliamo ora della tua carriera solista e come prima cosa del tuo primo cd “Wanderlust”, album nel quale suoni e canti. Cosa si prova a cantare le proprie canzoni?

BL: Mi piace molto cantare, pensa che mi piace più cantare che suonare la chitarra.

 

Nel 2007 hai dato alla luce “Southern Exposure”. Cosa puoi dirci di questo tuo secondo lavoro? Si tratta di un album strumentale, perchè hai fatto questo tipo di scelta?

BL: Ho sempre voluto fare un album strumentale, ma non avevo le canzoni adatte. Un giorno, mi è stato chiesto di suonare alcune clinics nei negozi di musica, così ho deciso di scrivere quattro pezzi strumentali in modo da aver qualcosa da suonare. Mi è piaciuto così tanto che ne ho scritti altri sei ed ho messo tutto in un album.

 

Preferisci esprimerti con canzoni solo strumentali oppure con canzoni che abbiano il testo?

BL: Li amo entrambi. Diciamo che dipende solo dal feeling del momento.

 

Quando scrivi una canzone, come fai a sapere se la stessa avrà una migliore resa strumentale o con l’aggiunta del testo?

BL: Di solito parto dalla musica. Suono qualche melodia con la mia chitarra. Se sento che la chitarra è sufficiente, allora diventa un brano strumentale. Io do importanza a ciò che nasce da dentro.

 

Hai voglia di raccontarci qualcosa sul tuo terzo album "Deep South"?

BL: Ho deciso di registrare un album di cover molto datate che vengono dal periodo appena prima della nascita della musica rock. In quegli anni, c'erano tre generi che hanno influenzato il rock: il blues, il country e il gospel. Ho trovato delle canzoni che ho pensato di rendere mie con il mio stile e registrandole mi sono divertito parecchio ed ho imparato un bel po’ sulla musica.

 

Se ti guardi indietro… cosa vedi? E, invece, guardando avanti, quali sono i tuoi progetti per il futuro?

BL: Se mi guardo indietro, non ho nessun tipo di rimpianto. E 'stata una grande cavalcata. Per il futuro invece, vedo diverse registrazioni, sia come artista solista e con i FireHouse. Vedo anche molti concerti in tutto il mondo.

 

È più importante la tecnica o il feeling per te?

BL: il feeling!!

 

Cosa significa per te “ROCK”?

BL: Il rock è uno stile musicale che si apprezza maggiormente se ascoltato col volume al massimo.

 

Grazie infinite per la gentilezza e disponibilità. Spero di vederti presto in Italia.

Grazie a te. Spero di vederti presto...

 

Pubblicata il 23 Aprile 2011