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INTERVISTA CON GEORGE LYNCH  

CHITARRISTA DEI

In occasione del grande ritorno dei Lynch Mob con "Smoke And Mirrors", il nuovo album che arriva dopo ben 17 anni da "Lynch Mob"; l’intervista al chitarrista George Lynch.

AngelDevil: Parliamo del tuo nuovo disco. Qual è, a tuo avviso, l’aspetto migliore di ‘Smoke and Mirrors’? Inoltre, quale significato hanno per te il titolo ed i testi di questo lavoro?

George Lynch: Penso che l’aspetto migliore di questo "Smoke And Mirrors" sia il fatto che riesce a fondere il tipico ‘Lynch sound’ e lo stile che noi avevamo consolidato negli anni ’90 con ‘Wicked Sensation’. Il titolo va interpretato su due livelli differenti. Di base si tratta di una sorta di titolo, semplice, breve e di facile assimilazione che aggancia l’attenzione della gente e che può essere ricordato immediatamente . Ad una seconda analisi, la produzione musicale ed il processo di registrazione possono essere alterati dalla tecnologia che noi usiamo per comunicare ciò che creiamo e ritengo che, troppo spesso (e di questo ne sono certamente colpevole io come chiunque altro), il mezzo diventa il messaggio recepito, piuttosto che essere un mezzo che faciliti la fruizione del messaggio vero e proprio.

C’è anche un terzo livello di lettura dove il titolo rappresenta del modo di pensare positive che mi contraddistingue. Non sono stato coinvolto nella stesura dei testi e neppure ho espresso qualche mia personale opinione riguardo ai temi che sento più importanti per me e che mi appassionano. Se fossi in qualche modo una persona in grado di esprimere la mia visione delle cose attraverso i testi, ‘Smoke and Mirrors’ parlerebbe  dei metodi che i signori della truffa e gli approfittatori usano per convincere la gente ad impegnarsi con i propri interessi e quelli delle future generazioni.

 

AD: Dopo svariati progetti musicali....qual è il motivo del grande ritorno sulle scene dei Lynch Mob dopo tanti anni di silenzio? Com’è nato questo album, che idee ci sono alla base del suo concepimento?

GL: Con il senno di poi ho capito che si è trattato del progetto musicale più valido che io abbia mai fatto e che ha avuto, inoltre, un buon successo commerciale. Penso che meriti di essere ripreso e riproposto. La ‘cattiva’ qualità di registrazione è stata una reazione alla sterilità ed alla qualità disorganica dei Dokken, perché il mio cuore vive in territori che richiedono questo…cioè il blues.

 

AD: Che cosa ti aspetti da questo nuovo album?

GL: Ci aspettiamo di rimettere in piedi e riavviare la band come se fosse un gruppo blues, con la base di una formazione rock che conti. Questa band ha un potenziale enorme come risposta a quelle band vantano un’eredità verso la scena musicale ma che si limitano a riproporre le loro vecchie canzoni….ogni volta che ci ritroviamo, parte una jam-session carica d’energia e non possiamo fare altro che venircene fuori continuamente con nuove idee e darci dentro con lo sviluppo della nostra musica.

 

AD: Se dovessi convincere un nostro lettore a comprare ‘Smoke and Mirrors’, cosa gli diresti?

GL: Penso che gli direi che se compra il nostro lavoro, i suoi sogni più selvaggi diventeranno realtà…..e che se non lo compra subito lui e la sua famiglia periranno in un tragico ed inopportuno decesso….ihihihihi!

 

AD: ahahah buona questa. Stai programmando un tour per il nuovo lavoro? Ti vedremo in Italia?

GL: Ci distruggeremo facendo tour il più intensamente possibile, per tutto il 2010….conquistando cuori e menti uno spettacolo alla volta.

 

AD: Viviamo nell’era di Internet, la quale offre grandi possibilità di divulgazione per la musica e per raggiungere il pubblico senza il filtro della distribuzione dell’industria musicale. Cosa ne pensi di tutto ciò?

GL: Faccio parte della vecchia scuola e sono abituato a modelli tradizionali delle case discografiche anche se so che sono scorretti e viscidi….ma sto abbracciando, anche se con riluttanza, questo nuovo sistema. Voglio dire, a meno che tu non sia una super-star multimilionaria, veramente non hai una seconda opzione nella scelta!?

 

 

AD: Adoro le tue canzoni ed il tuo stile. Sei un maestro ed un punto di riferimento per molti chitarristi in virtù del tuo stile e della tua musica. I tuoi fan sanno che in un disco di George Lynch possono trovare un sound a loro familiare e melodie originali. Dove trovi l’ispirazione e come si articola il tuo processo compositivo? Come potresti descrivere te stesso e la tua musica?

GL: Si tratta di un sinistro e magniloquente blues ma, alla radice, si tratta di emozioni dirette, crude…..ed in ultima analisi è quello che comprende tutta la grande arte: passione, angoscia, pene d’amore, relazioni. Non penso, però, che si possa decidere quali emozioni vivere: o si fa in questo modo, senza programmazioni, o non si fa per niente.

 

AD: Che stimoli ti da la musica? Cosa ti ha insegnato questo mondo?

GL: Beh, amo essere pagato per ciò cha faccio e questo è un grosso incentivo!! LOL….seriamente, è triste pensare a quanta mondanità ci sia in quest’ambiente senza che, probabilmente, produca un reale riscontro in termini di creatività artistica. In tutto quello che ho fatto e sono stato nella mia vita, le unich ono costante per me, fatto e sono stato nella mia vita, l' in termini di creatività artistica. ammazioni, o non si fa per niene costanti, per me, sono state la mia chitarra e la mia musica. E’ un qualcosa che vive, respira e si evolve ed è un luogo sicuro ed accogliente in cui rifugiarsi….una sorta di porto sicuro nel mezzo di un mare perennemente in burrasca.

 

 

AD: Vorrei porti qualche domanda ancora sull’esibirsi dal vivo, sul tuo equipaggiamento e sul suonare in generale…qual’è il tuo modello di chitarra preferito e perchè?

GL: Proprio di recente mi sono re-innamorato della mia ESP Tiger originale. L’anno scorso ero preso per la mia ESP GL56. Possiedo, inoltre, una 59 Esquire che un amicomi aveva prestato e che ora amo anch’essa.

 

AD: Quando componi, da dove inizi ed hai un particolare equipaggiamento che usi per questi momenti?

GL: La scintilla creativa migliore scocca quando stai suonando con ed a confronto con altri musicisti; la chimica è buona in questi casi. Sono solito suonare con Brian Tichey ultimamente ed è proprio il batterista dei miei sogni: siamo come due mostri che perseguono il miglioramento…non si finisce mai di crescere! Catturerò le idee iniziali in qualunque modo io possa; semplice e conveniente! Preferisco dei veri e propri registratori a nastro. Più I sistemi sono vecchi, meglio sono!

 

AD: Quale tecnica credi sia fondamentale conoscere per un grande chitarrista?

GL: Penso che ci siano molti metodi per raggiungere la grandezza esecutiva. La tecnica è importantissima, l’auto-didattica è, anch’essa, favolosa; tutti I metodi sono validi. Il punto è il risultato finale e per il fatto che la gente ha caratteristiche diverse, non c’è una metodologia che vada bene per tutti

 

AD: Cos’è cambiato nella vita di George Lynch dall’inizio della sua carriera?

GL: Se non avessi percorso il sentiero musicale, avrei voluto molto diventare un gestore di un negozio di scarpe o qualche altro lavoro molto a contatto con la gente come questo. Forse avrei finito con il fare il venditore di aspirapolveri porta a porta, o il proprietario di un fast foood; forse avrei guidato un camion o forse sarei stato un manovale a cottimo. Tutti questi sono lavori che ho già fatto prima di diventare un professionista.

 

AD: Quale qualità diresti che è la più forte in te, quella che ti ha reso ciò che sei, che definisce la tua personalità?

GL: Tu sostieni che io abbia una personalità forte…..ovviamente non mi hai ancora conosciuto! ahahah ! Seriamente, sono una persona che si appassiona molto; che si dedica alla famiglia, agli amici, alle band (che per me rappresentano sia gli amici che la famiglia), alle idee…e mi appassiono alla gente. Posso aiutarla, non amo rinunciare a qualcosa o a qualcuno e, naturalmente, mi auguro che la maggior parte di queste persone faranno la cosa giusta dando, a loro volta, una possibilità a qualcuno. Questa visione ottimista del mondo, di certo, mi ha fatto avere molte delusioni in passato, da parte della natura umana! LOL

 

 

AD: Sesso, droga e rock ‘n’ roll; cosa ne pensi?

GL: Dunque, sesso e droga sono sempre stati intorno a me. Il rock’n’roll, nella sua forma attuale è qualcosa di relativamente nuovo! ahahah…..Non sono interessato a creare una religione del rock’n’roll come cerca di fare certa gente. E’ un mezzo molto importante che permette di riflettere sulla nostra realtà sociale e culturale e, a dispetto della religione, non è incanalato in una sola visione o direzione.

 

 

AD: Chi è George nella vita di tutti I giorni? Come trascorri il tuo tempo libero?

GL: Tempo libero? Cos’è???? ahah Sono politicamente attivo ed attento. Mi considero un politico radicale, un ambientalista ed un umanista o naturalisti, come preferisci chiamarlo. Mi piace partire con la mia Harley e trascorrere il tempo nel deserto del Sud-Ovest….Arizona, Utah, New Mexico, Nevada. Sarei assolutamente felice di passare il resto della mia vita esplorando questi luoghi.

 

 

AD: Fantastico! Amo le Harley. Ok Gorge, il nostro tempo è scaduto. E’ stato un piacere poterti intervistare. Spero di vederti presto a Milano. C’è qualcosa che non ti ho chiesto e che, invece, i tuoi fan vorrebbero sapere?

GL. Sono nudo!!!! lol

 

 

LEGGI LA RECENSIONE QUI

LYNCH MOB

Smoke and Mirrors

Frontiers Records - 2009

 

Per questa intervista- Special Thanks for the hook up to Gingio Muehlbauer

Pubblicato il 17 Dicembre 2009