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GlamAttakk:12 Edizione

 

 

17 Aprile 2010@ Rock N’Roll Arena-

 

 

Romagnano Sesia(Novara)

 

 

Report a cura di MauRnrPirate

 

Foto a cura di Andrea Lami

 

 

In una nuova prestigiosa e affermata location quale la "Rock N'Roll Arena" di Romagnano Sesia (Novara), si è svolta sabato 17 Aprile 2010, la Dodicesima edizione del "GlamAttakk Festival", storico festival dedicato alle sonorità Glam metal. La curiosità di rivedere sul palco italiano i CrashDiet, con il nuovo cantante Simon Cruz e di assistere alle performances di bands, che  dal vivo son assolute garanzie quali Lucky Bastards e Hollywood Killerz, tra l'altro co-organizzatori insieme a Glaze dell'evento, era personalmente davvero tanta e le mie attese non son andate affatto deluse. La cornice del pubblico, era come sempre molto variegata e colorata in questo contesto, con molti personaggi tra il pubblico con un look di tutto rispetto, ispirato alla migliore scena LosAngelina fine anni Ottanta. A intrattenere la folla, prima delle tre bands che ho citato a inizio articolo, son stati i novaresi Radio Night e i milanesi Party Tonight.
Non ero ancora arrivato al locale e quindi mi son perso buona parte della performance dei Radio Night, ma per quanto ho potuto ascoltare, devo dire che la band suona un hard rock classico, senza particolari innovazioni stilistiche e denota un buon affiatamento come band. Segnalo il cantante Andrea "Ac-Dc", che ha davvero una voce molto potente e incisiva e che il loro demo potrà essere richiesto a loro, se interessati. Man mano, tanti miei amici arrivano, e assisto molto curioso alla performance dei Party Tonight, band che mi era personalmente sconosciuta prima di questo evento. Rimango innanzitutto molto colpito dal look dei vari componenti, dal chitarrista molto alla Slash, dal cantante Chris Dandy, che mi ha ricordato nel look il miglior Simon Le Bon di inizio carriera (quello di Planet Earth per intenderci) e dai vari componenti della band, compresa la seconda cantante Michelle, molto rock nella sua mise. La caratteristica di questa band è la presenza di due cantanti sul palco, con Michelle che non si limita al semplice ruolo di corista ma abbellisce ( e non solo esteticamente) il gruppo. Una band molto volenterosa e che ce la mette davvero tutta per essere ricordata dagli esigenti presenti, la cosa riesce in parte. Le canzoni hanno una struttura molto semplice, col classico ritornello e assolo e non son molto incisive ancora. L'idea, comunque del doppio cantante in sonorità rock e similari, è un' idea che merita il mio personale apprezzamento e per questo dico,che sicuramente la band nell'immediato futuro, potrà rodarsi sempre di piu' e affinare i vari difetti. Gli strumentisti mi son sembrati molto in ombra, forse anche a causa dell'emozione, ma sicuramente potranno personalmente colpire maggiormente l'attenzione con un maggiore coinvolgimento scenico e motorio, sul palco.

 

Attesissimi direi da molti e anche dal sottoscritto, che non li vedeva all'opera da alcuni mesi, poco dopo le 22, con un leggero ritardo sulla tabella prevista, ecco salire sul palco del GlamAttakk i "debuttanti" a questo festival, gli alessandrini Lucky Bastards. Prestazione a dir poco perfetta, si è come assistiti a un tornado impazzito, che ha spazzato via ogni tua residua speranza di resistere alle note molto Motorheadiane del sound della band, uscita con un ottimo debut album "Hated for what we are", non tanto tempo fa recensito dalla Nostra Direttrice e Boss Miss AngelDevil. Il look della band è decisamente rock n'roll e il cantante Geppo è un assoluto personaggio,anche fuori lo stage,non avendo mollato per un secondo i suoi occhiali Aviator. Paco, ormai è un amico da tanti anni e con il suo kajak agli occhi,ha regalato ai presenti assoli assassini e taglienti. Evan è un bassista che colpisce per la sua bandana decisamente stupenda e per la sua imponenza (nda mi sa che ho trovato uno piu' alto di me nell'ambito rock eheheh) e con il suo basso,sempre al servizio delle composizioni della band. I classici della band,vale a dire "I'm a rocker,don't blame me", piccolo anthem dove Geppo e compagni invitano a non giudicarci troppo e "Reborn again" son stati eseguiti tutti. Pochissimi errori a livello esecutivo,molti son andati a comprare il cd al merchandising e molti cantavano le loro composizioni. E'stata una scelta coraggiosa, inserirli nel bill d'oggi viste le loro radici in taluni frangenti vicine al miglior trash metal alla Megadeth e Motorhead, ma direi che dopo questa esibizione, tante persone, se voglion assistere a un concerto DOC in termini di potenza e rock n'roll selvaggio, si rivolgeranno al combo alessandrino.

 

Poco tempo dopo son saliti sul palco gli Hollywood Killers da Torino e direi che un GlamAttakk senza loro non puo'essere un GlamAttakk. La band ,ormai suona insieme da tanti anni e si è costruita un nome di assoluto rilievo e rispetto nella scena street rock italiana. Molto affiatati sul palco e con un carismaticissimo singer quale Harry KillKill, la band ha saputo rispondere adeguatamente alla performance incendiaria dei Lucky Bastards, producendosi in un bel set di dodici pezzi, tutti molto energici e precisi nell'esecuzione- Il loro bassista ha offerto tutto il tempo birra ai fortunati spettatori delle prime fila e le loro sonorità punteggianti in taluni frangenti hanno saputo far scatenare il numeroso pubblico che era intanto arrivato dentro l'Arena. Purtroppo, già da loro, si son verificati errori a livello di suoni, la pecca che probabilmente ha molto limitato la successiva esibizione degli headliners, gli svedesi CrashDiet. Da segnalare il simpatico momento finale, con la band e i loro amici che lanciavano stelle filanti dal palco e quando Harry ne ha lanciata una , è stato prontamente imbrattato dal pubblico. E'stato presentato un nuovo mini cd, che si trovava al banchetto del merchandising che vede in "700000" il nuovo singolo, un pezzo molto rock e bello che consiglio ai nostri lettori, come son state eseguite le vecchie canzoni, i classici cavalli di battaglia, parlandoci chiaro come "Teenager Meltdown".

 

L'attesa, per gli headliners CrashDiet sale moltissimo e appena dopo la mezzanotte,la band prova direttamente sul palco,nascosta dai tendoni.
Una sirena introduttiva svela le sagome dei quattro svedesi, molto apprezzati da numerose fanciulle presenti nel locale e buon ultimo sale sul palco il nuovo cantante Simon Cruz, che arriva dai Jailbeat, band in cui milita il fratello del chitarrista Martin Sweet. Un look con una benda piratesca e con capelli a dir poco spettacolari e molto difficili da imitare,anche dopo diverso tempo di piastra ,cotonatura e lacca e un giubbotto della Triumph,caratterizza il look di Simon. Peter London, effemminato bassista biondo della band e Martin Sweet, sfoggiano le tshirt del gruppo d'ordinanza,mentre il batterista Eric Young suona con gli occhiali da sole. Purtroppo nei primi brani del quartetto svedese, il fonico del locale compie un assoluto macello, non azzeccandone una, con continue distorsioni, con un basso che praticamente che non arriva e soprattutto con la voce di Simon che sembra essere stata colpita da ettolitri di elio liquido.
Devo sinceramente dire che a livello vocale, Simon mi ha convinto maggiormente nell'eccellente lavoro "Generation wild" (trovate la mia recensione nella sezione"Review" del nostro ormai consolidato magazine), probabilmente deve prendere maggiore confidenza con i pezzi di "The Unattractive devolution" piuttosto che quelli dello storico"Rest in Sleaze" dove militava il mai compianto abbastanza, Dave Lepard. Martin è stato sicuramente meno istrione,rispetto all'edizione del Pegorock di qualche anno fa a cui avevo assistito ,mentre Peter era stato chiaramente conquistato dal vino italiano,ma ha saputo regalare una buona prestazione e ottimi cori. Eric non ha sbagliato nulla e sicuramente lo definirei il migliore nella loro serata,mentre Simon mi ha convinto,ma non del tutto ,come ho descritto sopra. I classici della band son stati eseguiti praticamente tutti da "Queen Obscene","Riot in everyone","Falling rain",che forse è stato il pezzo riuscito in sede live della serata,"Like a sin" accanto a nuovi estratti del loro lavoro,una su tutte la title track "Generation wild"già entrata nelle preferenze dei numerosi estimatori della band. Simon è riuscito a pronunciare correttamente il nome della location"Romagnano"solo alla fine, magari qualcuno gli ha fatto uno scherzo dicendogli che era "Romentino", un momento comunque di allegria. Diversi pezzi son stati eseguiti con lo stesso Cruz con una chitarra di tipico stampo trash metal, alla ritmica.
Il pubblico ha accolto calorosamente i CrashDiet e li ha incitati per tutto concerto, anche se purtroppo è stato eseguito solo un bis, la sempre graditissima "It's a miracle". Probabilmente i CrashDiet son stati un poco in sottotono nella loro esibizione comunque molto gradevole a causa dei vari fattori legati a un'estenuante tour italiano che li ha visti prima a Roma, poi a Bologna e il giorno dopo addirittura a Trento, oltre che all'amore per vini e derivati e sicuramente mi eran piaciuti di piu' al PegoRock, ma anche per loro, vale la prova d'appello, che so non sarà deludente nella prossima venuta della band sul suono italico e son sicuro che,  visto i numerosi fans del combo svedese, non tarderà proprio.

 

Un plauso deciso al Rock N'Roll, di Romagnano Sesia, locale molto bello per gli appuntamenti live, con un palco finalmente all'altezza per valorizzare le bands presenti e che son sicuro crescerà sempre di piu' come realtà.

 

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Pubblicato il 21 aprile 2010