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INTERVISTA AL CHITARRISTA 

AUSTRALIANO GRAHAM GREENE

Graham Greene suona la chitarra in modo straordinario, non occorre la voce di un cantante perché la sua sei corde trasmette molto di più..più che suonare le corde di uno strumento, sembra suonare le corde dell’anima! Negli anni ’80 ha suonato nei Flash Harry e  Ice Tiger, hard rock band  nota in quel periodo.

AngelDevil: Ciao Graham, sono molto felice di poter parlare con te della tua musica; ritengo che moltissime persone adorino le melodie da te create. Per iniziare, però, potresti raccontarci qualcosa a riguardo della tua carriera?

GG: Grazie Angel. E’ molto bello essere qui a parlare con te. Dunque, ho preso in mano la chitarra che avevo circa 15 anni e per me fu un’esperienza quasi religiosa! Mi immersi completamente nello strumento e nella pratica di questo ed in capo a 5 anni mi ritrovai a suonare regolarmente dal vivo con delle band per tutta la scena cittadina. Nel 1982 diventai un professionista, riuscendo abbastanza bene a guadagnarmi da vivere con la musica in maniera diretta o indiretta. Ho lavorato come membro di un band, assistente, turnista e cantante, produttore, giornalista musicale e web designer. Dal 1994 ho, inoltre, scritto e registrato materiale solista, il più recente dei quali è stato il mio ultimo lavoro, Leap Of Face.

 

 

AD: Puoi raccontarmi qualcosa sui brani per te più significativi del tuo ultimo lavoro? Quale canzone rappresenta al meglio il tuo stile?

GG: E’ una domanda difficile alla quale rispondere visto che ogni brano dell’album è stato registrato impiegando chitarre differenti, in modo tale che ogni melodia fosse un’esperienza unica e definita. Le chitarre sono state tutte realizzate da Perry Ormsby  della Ormsby Guitars nell’Australia Occidentale ed è stato meraviglioso suonare e comporre con questi strumenti. Se proprio dovessi scegliere un brano che mi possa rappresentare, direi “Impressive Hair”. Divertente, veramente divertente e colpisce nel segno!

 

 

AD:Come descriveresti il tuo sound? Quali sono i tratti distintivi che contraddistinguono la tua musica?

GG:E’ sempre difficile descrivere se stessi, ma i musicisti con i quali, nella maggior parte dei casi, trovo affinità sono persone quali Vai e Satriani. Personalmente, ritengo che siamo molto differenti, ma abbiamo in comune il fatto di cercare sempre di far fuoriuscire dai nostri strumenti differenti tipi di suoni ed emozioni, i più vari possibili, con l’intento di cercare la più completa espressività. Ho ricevuti moltissimi commenti sulle mie melodie ed arrangiamenti e, di conseguenza, ritengo che più che la semplice tecnica, sia il fatto che io scriva canzoni a contraddistinguermi, anche se, nella maggior parte dei casi, queste non hanno un testo.

AD: Potresti descrivere il feeling che hai con la tua chitarra? Cosa significa per te suonarla, quali emozioni provi?

GG: Sento la chitarra come una parte di me; è lo strumento con cui ho una vera e propria relazione personale. Suono pochi strumenti, ma devo lavorare per suonarli al meglio delle mie possibilità. La chitarra l’ho sempre sentita come qualcosa di totalmente naturale per me…ha un profondo significato per me. La sensazione che si ha suonando dal vivo è qualcosa d’inerente alla libertà, dell’essere in grado di far uscire la tua anima e andare a toccare la gente con questa. Una buona serata passata sul palco, quando ogni cosa fila liscia come l’olio, è un vero e proprio esercizio d’euforia. E’ questo il motivo per cui saliamo sul palco e facciamo questo lavoro. Sento una grande sensazione di gioia nel suonare la chitarra ed è per me un piacere ed un privilegio condividere tutto questo con le persone che vengono a vedere i miei concerti.

 

AD: Qual’è il tuo modello preferito di chitarra e perché? Quale credi sia la conoscenza tecnica fondamentale per un grande chitarrista?

GG: Dunque, le mie chitarre favorite sono quelle della serie Signature della Ormsby Guitars e sarebbe veramente difficile dire quale sia tra loro la migliore. Uso due modelli a sei corde – la GG6 e la GG6FG – e poi la GG7, la sette corde, appunto. Con queste chitarre posso ottenere qualsiasi suono io riesca ad immaginare e sono fatte su misura per le mie mani, il mio modo di suonare e la mia musica. Perry Ormsby è un genio ed un tipo tosto.

 

Per quanto riguarda la tecnica non ritengo sia tutto nel suonare la chitarra; un grande chitarrista deve scoprire un suo modo di approcciarsi alla chitarra ed, inoltre, avere la conoscenza di ciò con cui lui o lei stanno avendo a che fare, vale a dire, la musica. Possedere una solida conoscenza della teoria musicale e saper leggere lo spartito è assolutamente un enorme vantaggio, ma non possedere queste abilità non è certo la fine del mondo per la carriera di un musicista. Si può trovare un altro approccio per raggiungere queste conoscenze e imparare abbastanza per essere abili nel comunicare idee musicali senza uno strumento tra le mani. Lo stesso avviene per gli attuali chitarrismi iper-tecnici che caratterizzano molti musicisti usciti recentemente. In realtà tutto si reduce all’essenza delle canzoni ed al fatto se la musica che si fa sia o meno in grado di comunicarti qualcosa, di parlarti. Questo può essere fatto con mille note o con una sola.

 

AD: Quali musicisti annoveri fra le tue principali fonti d’ispirazione? Quali sono gli artisti contemporanei che più ammiri?

GG: Per l’armonia e la composizione ascolto sempre I grandi compositori sinfonici: Beethoven, Liszt, Paganini, Bach, Mozart. Questi musicisti come comporre e creare un’aria musicale!

Nella musica contemporanea le mie influenze si possono trovare nelle band che mi hanno colpito da ragazzino come Deep Purple, Rush, Led Zeppelin e per I più recenti, Dream Theater, Mr.Big, Vai e Satriani – band che suonano hard rock con forti connotazioni virtuosistiche. Oggigiorno, grazie ai moderni mass media ed ad internet, noi veniamo sommersi da così tanta musica che risulta difficile distinguere un gruppo da un altro, ma ben pochi sono stati in grado di attrarre la mia attenzione. Musicisti come Guthrie Govan e Andy McKee stanno facendo delle ottime cose nel campo della chitarra, riuscendo a forgiare qualcosa di nuovo, mentre si poggiano sulle basi di chi è venuto prima di loro. E’ una caratteristica che amo molto in un musicista.

 

 

AD: Qual’è stato, finora, il momento più importante nella tua carriera?

GG: Finora ci sono stati molti momenti importanti, ma credo che l’episodio più bello sia stata la vittoria dello Star Music Award Best Rock Instrumental del 2008 per il mio brano “Impressive Hair”. Ero già stato nominato Quattro volte per premi e riconoscimenti locali, ma vincerne uno negli USA è incredibilmente…….impressionante! Suonare con Bon Jovi e Meat Loaf sono state occasioni fantastiche, come quella del Viet Nam tour del 2008.

 

 

AD: So che tu suoni a livello professionale da molti anni. A tuo avviso, qual’è stato lo show finora realizzato, che definiresti indimenticabile?

GG: Proprio il Viet Nam tour che ho appena menzionato. L’ho fatto con la mia band Resonance Project, con la collaborazione di mia moglie Donna come cantante. Suonammo al My Dinh Stadium a Hanoi, che è la più grande arena del paese. Avevano un pubblico di 15000 persone e 6 milioni di spettatori durante la diretta su VTV1. Venivamo trattati come delle star e la gente in Viet Nam era meravigliosa. Si è trattato di un’esperienza che sarà difficile scordare in fretta.

 

AD: Al di fuori della musica, qual’è l’altro tuo interesse principale?

GG: Due cose: i libri ed il mio nipotino di 3 anni Zakk. Leggo molto ed amo trascorrere il tempo con il mio ‘piccolo uomo’. Ama le macchine e le chitarre, così ci divertiamo molto facendo ‘cose da uomini’ assieme! E’ una fonte di gioia costante per me e mi permette nella maniera più completa di rimanere con i piedi ben piantati per terra e non montarmi la testa. Ah, altra cosa: amo moltissimo cucinare.

 

AD: Ottimo direi! Dobbiamo attendere un tuo nuovo album per l’immediato futuro? E magari qualche collaborazione con qualche altro artista?

GG: Non ho, attualmente, piani precisi, ma sto lavorando al progetto di un nuovo album con un cantante e compositore di origini statunitensi, Jack Dalton, che ora vive ad Adelaide. Siamo in fase di pre-produzione al momento e stiamo scrivendo e registrano demo in vista del full-length e pensiamo di entrare in studio per Giugno/Luglio. L’album verrà mixato ed avrà il mastering a Neshville, a cura di Gregg Brown, uno dei produttori di grido di quella zona e si sta parlando di una produzione internazionale. Jack ed il suo seguito sono delle persone eccezionali e sto cercando di far realizzare e di portare in tour il CD proprio dalla band che accompagna Jack dal vivo. Sto avendo molte ispirazioni e stimoli nella scrittura e nell’arrangiamento, in una maniera veramente intensa ma anche immensamente appagante.

 

AD: Ok Graham, è tutto. Grazie mille per la tua disponibilità.

GG: E’ stato un piacere Angel. Grazie e ciao.