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I-DAY MILANO URBAN FESTIVAL

        

Domenica 30 Agosto 2009 Arena Concerti Fiera di Rho

 

Report a cura di Enrico Montani

 

Crediti Fotografici Francesco Prandoni

 

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Un concerto che potrebbe definirsi semplicemente "un tranquillo week-end di paura".
Tutto incomincia il venerdì sera con voci che dicevano che gli Oasis non avrebbero partecipato al festival di domenica causa dissensi interni durante la data parigina, le indiscrezioni del venerdì sera diventano realtà il sabato quando viene diramata una nota dalla Indipendente Concerti la quale riporta l'assenza forzata della band di Manchester, ma del regolare svolgimento dello show con le altre band in cartellone e del conseguente spostamento dei The Kooks come headliner. I commenti e i malumori su internet di chi aveva già speso 50 euro erano del colore più nero, c'era chi voleva l'intera restituzione del biglietto, chi richiedeva il rimborso parziale del biglietto e chi addirittura proponeva incredibili e fantasiose proposte come chiamare i Coldplay, vista la loro presenza a Udine la sera dopo per la data del loro tour.
Quando tutto sembrava non avere buone soluzioni, ecco che tra la notte di sabato e la mattina di domenica giunge la comunicazione ufficiale dall’ Indipendente Concerti che annuncia come nuovi headliner niente meno che, una tra le band "sacre" del rock mondiale: i Deep Purple più un risarcimento per l’accaduto equivalente ad un buono di 20 euro sull'acquisto del biglietto per l'edizione 2010.

Dopo tutto questo susseguirsi di emozioni la giornata ha il suo inizio sotto tutte le migliori aspettative. Uno splendido pomeriggio di sole bacia Milano, l'area concerti non è stracolma di gente, molti vista l'assenza degli Oasis hanno rinunciato all’evento (sbaglio madornale), ma pian piano l’aerea si popola di rockers pronti ad assistere all’esibizione dei Deep Purple, una band che ha scolpito il proprio nome tra gli Dei del Rock.
I primi gruppi a salire sul palco dell’Urban Festival sono i The Hacieda ,seguiti dagli Expatriate e successivamente dai Twisted Wheel che, intrattengono il pubblico con la loro musica divertente e veloce, con alcuni pezzi che si avvicinano vagamente allo Ska.
Alle 19 cala il tendone sul palco che annuncia l'imminente inizio dei Kasabian; l'aria comincia a scaldarsi, il pubblico rumoreggia, fino a quando sul palco compare la band capitanata da Sergio Pizzorno, scatenato e molto coinvolgente con il pubblico, che a sua volta risponde cantando a squarciagola pezzi come: Processed Beats, Club Foot, Empire, Shoot the Runner, fino al delirio finale di Lsf.
Alle 20.30, più o meno, l'area concerti è gremita di ragazzini che scalpitano per i The Kooks che entrano nel tripudio generale. Ad infiammare ancora di più la gente è una scaletta di pezzi famosi come Ooh la, She Moves In Hear Own Way, Shine On e la famosissima You Don't Love Me, che fa scatenare l'intero pubblico. Ore 22 i The Kooks se ne vanno tra gli applausi generali.

L'area concerti ha un cambiamento generazionale, i ragazzini lasciano il posto a gente "più matura" (tra cui il sottoscritto). Alcuni irriducibili intonano un coro "Oasis,Oasis,Oasis", ma vengono prontamente zittiti da un "Deep Purple,Deep Purple" da brividi…ecco nella penombra fa il suo ingresso la batteria Pearl bianca di Ian Paice che viene accolta da un urlo generale. Gli addetti ai lavori si impegnano incessantemente sul palco per preparare il tutto e, in men che non si dica, dopo un veloce check sound il palco rimane vuoto, coperto solo di una luce viola. Dopo qualche minuto parte l'intro, le grida della gente quasi lo sovrastano e all'improvviso il primo a salire è Paice che si accomoda dietro la batteria salutando il pubblico, poi entrano tutti, eccoli li, i Deep Purple, una tra le band leggenda del hard rock capitanati da un Ian Gillan in super forma e con una voce ancora graffiante davanti ad una folla impazzita. Con una Highway Star tirata più che mai, ha inizio il tripudio generale. Oltre un'ora e mezza di vero e puro “orgasmo” per le orecchie dei presenti, i nostri ci regalano dai brani recenti alle pietre miliari come Higway Star, Speed King, Strangekind e la famosa e stupenda Smoke On The Water.
Uno show difficile da scordare, perché quando in campo scendono veri e propri mostri sacri ogni commento è superfluo.

Ore 00.00 Milano è ricoperta da un alone viola, profondo viola, la gente piano piano inizia a defluire per tornare a casa felice e appagata di una bella giornata conclusa in maniera egregia, grazie ad una grande band che, il rock, quello vero gli scorre nel sangue.  Questi sono veri musicisti perché hanno scritto pagine e pagine di musica ad alti livelli, musicisti unici e inimitabili. Lunga vita ai Deep Purple!!!

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