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INTERVISTA A JEFF SCOTT SOTO

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Non capita tutti i giorni di poter intervistare uno dei propri idoli! Prendendo spunto dall’uscita del suo ultimo lavoro siamo riusciti a parlare un po' di tutto quello che riguarda il Jeff musicista cercando di non porgli sempre le stesse banali domande. Ma non perdiamo tempo in stucchevoli preamboli e godetevi questa fantastica intervista!!

 

Lunedì 02 Aprile 2012

 

Intervista : Fabrizio Tasso

Traduzione : Daniela Patanè


RRM: Ciao Jeff, innanzi tutto ti ringrazio per averci concesso questa intervista, non so se ti ricordi di me. Sono quel ragazzo che ogni volta che fai tappa in Italia ti aspetta dopo il concerto con un quintale di booklets da farti autografare!!

 Ho recensito per il nostro magazine il tuo ultimo cd Damage Control dandogli il massimo dei voti. A parer mio è il tuo ennesimo capolavoro, mi spieghi come fai a trovare l’ispirazione per pubblicare così tanti lavori di così grande qualità?

 

JSS: Grazie mille, significa molto per me, specialmente dopo la delusione da parte dello zoccolo duro dei miei fan riguardo a “Beautiful Mess”, che è stato un album che ho fatto più che altro per me stesso e per trovare nuovi fans che non conoscessero JSS! Ma per questo ho sentito il bisogno e il desiderio di fare rock di nuovo, soprattutto con dei pezzi più pesanti. E’ stato bello essere nuovamente aggressivo e so che il mio pubblico apprezzerà il fatto che sia ancora in grado di spingermi oltre il limite e inventare qualcosa di nuovo. La maggior parte di loro sa già che il mio orientamento musicale è molto variegato, quindi ho bisogno di soddisfare quell’energia per sentirmi creativo, questa è la risposta alla tua domanda in effetti, trovo ispirazione nella libertà di seguire il mio cuore.

 

RRM: Le canzoni del tuo ultimo lavoro sono un perfetto mix di potenza e melodia, in più sembra che tu sia riuscito a coniugare alla perfezione le influenze provenienti dai tuoi progetti precedenti tipo W.E.T. Talisman. Come nasce Damage Control? Che messaggio vuoi comunicare?

 

JSS: Come ho già detto, volevo fare di nuovo rock, il mio pubblico voleva rockeggiare con me, così ho stilato una serie di caratteristiche che volevo per questo nuovo album ed ho individuato i co-autori che mi avrebbero aiutato a crearlo.

 

RRM: I tuoi live set sono sempre contraddistinti da una carica e un energia che ben pochi frontman al mondo riescono a trasmettere a loro pubblico. Qual è il cantante che ti ha ispirato di più, e quale è stato il primo concerto che ti ha fatto dire “Lo voglio fare anch’io”?

 

JSS: Ho iniziato con Tom Jones e Michael Jackson quando ero MOLTO giovane...poi sono passato a Prince e Freddie Mercury, per giungere poi a David Lee Roth e Bruce Dickinson, tutti frontmen che sprigionano grande energia dal vivo e che sanno come tenere in pugno l’audience! Per me è ugualmente importante saper cantare e sapersi “esibire”, perché soltanto cantare bene è un po' come stare a casa ad ascoltare un cd. Invece esibirsi bene e cantare di merda è come dire al pubblico che sei bravo solo in studio.

 

RRM: Qualche hanno fa (durante il tour di supporto a Lost In The Translation) iniziasti il concerto con Living The Life. Quanto è stato importante per te registrare i brani che poi sono finiti sul film (Rock Star), che ricordi hai di quelle session e che ne pensi del film (io lo adoro). 

 

JSS: E’ stata veramente un’altra pietra miliare nella mia carriera, penso che la colonna sonora del film sia di fatto più famosa del film stesso! Ho scelto di fare queste canzoni dal vivo perché probabilmente non vedrete mai esibirsi gli Steel Dragon, così almeno potrete vedere il cantante che ha dato vita ai pezzi in studio!

 

RRM: Parlando sempre di ricordi “live”, l’ultimo volta che ci siamo visti un ragazzo ti chiese se in futuro c’era la possibilità che uscisse un secondo album dei Soul Sirkus e tu risposi “con Neal Schon ho sbagliato una volta e non farò lo stesso errore” Ci puoi raccontare cosa andò storto con i Journey? E se dovessi veramente registrare un seguito a “World Play” chi sceglieresti come chitarrista?

 

JSS: Non ci sarà più un Soul SirkUS con nessun altro, nemmeno se il disco vendesse milioni di copie, non mi interessa fare nulla che includa membri dei Journey, ho i miei progetti, i miei impegni e i miei interessi da sviluppare. Per quanto riguarda i Journey, non ho fatto nulla per meritarmi quanto è successo, è una domanda che devi fare a loro se vuoi una vera risposta, io dopo 5 anni non so ancora il perché.

 

RRM: So che come tue influenze hai citato, tra i vari, Queen, Styx e Journey. Ho letto che tra questi ci sono pure i Jackson 5!! So che è il primo disco che hai comprato! Ci puoi raccontare del giovane Jeff alla ricerca della sua strada?

 

JSS: Ho realizzato molto presto che sarei diventato un musicista, ho ancora la stessa grinta di quando ho iniziato la mia carriera con Yngwie. Non riesco a fare nient’altro con la stessa passione. Anche se non sono un nome blasonato che vende milioni di copie all’anno, per me la ragione e i motivi per andare avanti sono l’amore, la passione e le emozioni che la musica mi dà!

 

RRM: Tra tutte le tue collaborazioni immagino che tutti ti chiederanno del periodo con Malmsteen, io invece ti chiedo se puoi raccontarci con poche parole di questi tuoi progetti : Eyes, Takara, Kuni, Skrapp Mettle e Transiberian Orchestra. Ne metterei molti altri ma non basterebbe lo spazio ;)

 

JSS: Nemmeno qui c’è abbastanza spazio per discutere di questi progetti, il miglior modo per trovare queste e TUTTE le altre risposte è un nuovo libro che uscirà più avanti quest’anno, che il mio tour manager Frank Tunney ha scritto sulla mia carriera, dal titolo “Stand Up And Shout: The Story Of A Rock Star”. Non è tanto un’autobiografia, quanto una cronistoria della mia carriera, che elenca tutte le mie band, i progetti, i demo, le sessions, ecc. Così come molti ricordi personali miei e di molte delle persone che hanno fatto parte della mia vita e del mio passato.

 

RRM: Fantastico!! Non vedo l’ora di leggerlo!! Ma fammi una confidenza!! Ma tu tieni conto del numero dei cd in cui compare il tuo nome? Io non riesco a starti dietro, quando penso che mi manchino pochi titoli scopro sempre che hai fatto le backing vocals da qualcun altro!! Tra tutti i tuoi lavori a quali sei legato di più?

 

JSS: Troverai tutto questo nel libro, anche io non ricordo su quanti album ho lavorato, penso siano oltre 60, e questi sono tutti album in cui ero la voce solista, se aggiungi gli album dove ho fatto i backing vocals superiamo i 100, ne sono sicuro! E’ stato un gran lavoro, ma come ho detto è la mia passione e io amo il mio lavoro e vivo per esso!

 

RRM: Negli ultimi anni ho avuto la fortuna di incontrare sia Pontus Norgren che Jamie Borger. Entrambi hanno avuto belle parole sia per te che per Marcel. So che per te era come un fratello puoi raccontarci un aneddoto divertente che ti piace ricordare pensando a lui?

 

JSS: Ci vorrebbero pagine intere, avrei troppe cose da dire su quanto gli volevo bene e quanto ovviamente mi manca, mi manca la nostra musica ed ho troppi ricordi che mi vengono in mente. Un giorno scriverò la mia autobiografia e racconterò molte delle nostre storie, così come altre storie personali che sono certo sarebbero una lettura interessante.

 

RRM: Siamo giunti alla fine, sei pronto per l’ultima domanda? Ok.. se dovessi scegliere i musicisti per una All Star Band, ammettendo che chiunque chiami ti dica di si, chi sceglieresti e perchè?

 

JSS: Dal mio punto di vista, Damage Control è la mia All Star Band. Tutti quelli che hanno contribuito e con cui ho registrato quest’album sono la mia All Star Band e non potrei immaginare questo disco senza di loro…soprattutto la mia band da solista, loro sono i migliori amici con cui potrei viaggiare ed esibirmi. L’ho già fatta la cosa dell’ All Star Band e penso che sia un idea sopravvalutata haha…

 

RRM: Ti ringraziamo tantissimo per il tempo che ci hai dedicato, per me è stato un onore! Ti aspetto al più presto sui palchi italiani anche perché ho un altro camion di booklet pronti per te. Ci lasci un saluto per i lettori di Rock Rebel Magazine?

 

JSS: Sono in questo business da 27 anni, sto vivendo la seconda metà della mia carriera, durante la prima ho imparato il mestiere facendomi un nome e guadagnando esperienza. Ora posso godermi i benefici di quegli anni e grazie al sostegno di persone come te e come i miei fans sono abbastanza fortunato da essere ancora qui a vivere il mio sogno. Soltanto per questo non so trovare le parole per ringraziarvi, quindi lets keep rocking my friends!

 

effscottsoto.com

 

 

 'DAMAGE CONTROL'

 

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