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Le registrazioni per il seguito del fortunatissimo “Smalltown brawlers” sono finite, quindi prendiamo in ostaggio i tre fratellini Bone per fare il punto della situazione.

Partiamo dall’inizio.

Andrea Lami: Siete tre musicisti con un differente background ed un passato musicale molto vario parlando dei gruppi dove avete suonato-. Da dove è nata la voglia di far dell’hard rock nudo e crudo?

Steve: in realtà quando abbiamo iniziato non ci siamo posti il problema del genere, volevamo che la nostra musica fluisse senza condizionamenti o schemi quello che è uscito ci piaceva, ci sentivamo a nostro agio e andava bene così!

Meku: forse dopo tanti anni passati a suonare heavy metal, avevamo voglia di fare qualcosa di diverso, volevamo fare musica più spontanea, meno calcolata, ero tornato alle mie radici blues/rock e questo probabilmente ha influenzato la fase di composizione.

 

Andrea Lami:Cosa significa Bad Bones? Come mai avete scelto questo nome?

Lele: eravamo in saletta e stavamo parlando dei testi che stava scrivendo Steve, lui a un certo punto fa: “… voglio parlare di cose che mi appartengono, cose della mia vita … ho un po’ di scheletri nell’armadio da tirare fuori …” e io ho pensato “cavolo devi avere un sacco di ossa cattive la dentro per scrivere un testo come quello di Poser”. Ci siamo guardati e ci siamo detti: “ ecco!!! Ci chiameremo Bad Bones!!!”.

 

Andrea Lami:La vostra storia è nota ai più. Ti va di ripercorrerla a grandi linee.

Meku: Nel maggio del 2007 eravamo partiti con l’idea di scrivere canzoni e divertirci, punto. A settembre avevamo un po’ di pezzi pronti e siamo andati a Vicenza per registrare un demo di 4-5 pezzi … invece ci siamo ritrovati con 11 canzoni registrate in meno di 4 giorni! Era nato “Smalltown Brawlers”! nei mesi successivi sono successe le cose più incredibili, durante un viaggio di puro divertimento in California ci siamo ritrovati a suonare al Whisky a Go Go di Los Angeles, tornati in Italia abbiamo scoperto di avere una base di fan molto forte, le date andavano bene, il disco (autoprodotto) iniziava a vendere in modo inaspettato, poi la chiamata dall’America e la grande sfida di trasferirci in California per qualche mese …

Lele: laggiù è stata molto dura all’inizio … avevamo pochissimi soldi, vivevamo in un deposito abbandonato a Wilmington, un quartiere ispanico dietro il porto di LA … c’erano le gang e un’atmosfera molto pesante …

Steve: è stata una sfida con noi stessi, volevamo spostare i limiti e viverci un’avventura tutti insieme, con la forza e la determinazione siamo riusciti a superare alla grande tutte le difficoltà e alla fine siamo riusciti a suonare oltre 22 shows in meno di tre mesi, tra i quali festival importanti come l’ Hollywood Rock Convention insieme a Pretty Boy Floyd e Enuff’z’Nuff e il Summer Festival di Port Hueneme, oltre alle date in posti come il Whisky a Go Go, il Derby, il Paladino’s… tutto con le sole nostre forze…

Lele: siamo tornati in Italia con la convinzione che nessuno avrebbe potuto fermarci!

Meku: visto che “Smalltown” era andato così bene che nel 2009 ricevemmo un proposta per distribuire l’album e così a luglio è uscita una nuova edizione con tre bonus tra cui “We Want To Live With r’n’r” una cover dei Vanadium con Pino Scotto alla voce come ospite!

Lele: i buoni risultati del nostro primo disco ci hanno dato una grande carica, e via di nuovo un mese negli Stati uniti la scorsa primavera e poi una serie infinita di shows in giro tra Italia ed Europa, poi i concerti con gli Hardcore Superstar e gli Entombed, Strana Officina e Crucified Barbara. Da qui la proposta di Nadir Music e la decisione di registrare “A Family Affair” il nostro ultimo album.

Andrea Lami:Come sono nate le songs che sono contenute in “A Family Affair”?

Steve: gli ultimi anni sono stati molto intensi, abbiamo girato l’Europa e l’Italia, e siamo tornati in California per altri concerti… le canzoni di ”A Family Affair” sono state scritte negli ultimi 3 anni, tra l’Italia e gli USA, parlano delle cose che ci sono successe… tutte le emozioni, le lacrime, il sangue, le paure e le soddisfazioni che ci hanno forgiato in un periodo che ha cambiato fortemente la nostra vita… per questo il disco si intitola così, è un affare che riguarda noi e ci rappresenta in pieno!

 

Andrea Lami:So che avete fatto molte date, sia in Italia che all’estero. Vi sentite più a vostro agio in studio oppure on stage?

Meku: sono due dimensioni diverse, noi siamo una live band, ci piace fare i concerti e stare in giro, avere un contatto con il pubblico. In studio siamo comunque a nostro agio, registriamo in presa diretta, cercando di trasportare nelle tracce quell’intensità che c’è nei concerti, è sempre una bella sfida!!!!!!

 

Andrea Lami: Il disco è appena uscito ed è sicuramente un passo avanti rispetto all’esordio. L’avete registrato presso i Nadir Studio di Trevor e Tommy. Raccontaci tutto?

Steve: sono molto contento del lavoro svolto con Tommy, i suoi studi sono veramente validi e lui ha capito tutto di noi, ci aiutava a cercare la giusta intensità mentre registravamo i pezzi, ci faceva suonare tutti insieme nella stessa stanza con gli ampli a palla perché voleva sentire quella spinta che abbiamo dal vivo. Le tracce sono state registrate in quattro giorni, come ai tempi di “Smalltown”, con la differenza che abbiamo avuto un mese per il mix e il mastering e questo ha giovato tantissimo per risultato finale.

 

Andrea Lami: Anche a livello grafico e di booking, mi sembra un ottimo lavoro. Trovo molta cura anche nei particolari.

Lele: Con Tommy e Trevor c’è stato subito un grande feeling, sono grandi professionisti, Nadir Music crede molto in noi e noi siamo molto soddisfatti del lavoro che stanno facendo. La copertina del cd è stata disegnata da Michele Prato, il nostro grafico di fiducia, che ci segue dagli inizi e che si dedica a noi con grande dedizione . Abbiamo un grande team alle spalle!

 

Andrea Lami:Forse è prematuro parlare di programmi… Sarà vostra intenzione continuare a suonare dal vivo per promuovere l’album?? Avete altri programmi??

Steve: la migliore promozione è suonare e suonare, siamo contenti delle pagine che ci hanno dedicato i magazines e le web’zines, ma il nostro lavoro è stare sul palco! Durante l’estate suoneremo ad un sacco di festival, Liff Rock, 3 Days in Rock, Maximum Rock, Wedge Loud, Italian Headbangers, poi in autunno ancora qualche data in Italia e poi a Novembre torneremo in California per una quindicina di date, al ritorno faremo nuovamente un po’ di Europa e poi valuteremo se fermarci e scrivere materiale nuovo nella primavera del 2011, non siamo però così bravi a fare programmi… quindi… ecco… qual cosina potrebbe cambiare, chi lo sa!

 

Andrea Lami: Ringraziamenti vari….

Bad Bones: grazie a te per questa bella intervista, a Nadir Music per il supporto che ci sta dando, a tutti i ragazzi che ci vengono a vedere ai concerti e ci seguono con così tanta passione … siete tutti parte della famiglia… it’s a family affair!

 

 

 

 

 

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Pubblicata il 24 giugno 2010