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Per il tour di interviste promozionali relativo all'uscita del nuovo album "Abrahadabra", abbiamo incontrato a Milano Silenoz, Galder e Shagrath dei DIMMU BORGIR, gruppo musicale symphonic black metal di Oslo (Norvegia). Hanno risposto alle nostre domande Silenoz e Galder.

INTERVISTA E TRADUZIONE A CURA DI ANDREA EVOLTI
Photo a cura di  Musicphoto Patrizia Cogliati

Salve ragazzi! Per prima cosa, bentornati nel music-business dopo un lungo periodo di pausa, durante il quale sono avvenute varie cose, alcune belle, alcune brutte. Volevo, come prima domanda, parlare appunto di Abracadabra

SILENOZ: Abahadabra (sorride)

 

Abahadabra, scusate la mia pessima pronuncia. Questo album si presenta con una forte componente operistica e pieno di atmosfera che richiama, appunto, all’esoterismo. La cosa è dovuta alla connessione con le tematiche trattate dai testi?

GALDER: Certo! Penso che ci sia sempre una connessione forte con i testi. Nel caso di questo album penso sia ancora più forte, perché le due componenti sono cresciute di pari passo e hanno creato un corpo unico che si è evoluto di conseguenza.

SILENOZ: Solitamente noi componiamo la musica e poi inseriamo il testo, ma in questo caso avevamo accumulato un blocco di testi da cui partire ed abbiamo costruito la musica attorno ad esso. E’ stato un lavoro enorme, vero, che è diventato un obbiettivo, un sfida per noi.

 

Per quest’album avete studiato o approfondito in maniera particolare argomenti quali l’esoterismo, l’occultismo e la magia?

SILENOZ: Sì certo!

 

E c’è una storia dietro questi brani, una sottile linea rossa che unisce i capitoli di questo album?

SILENOZ: Non è propriamente un concept album, ma molti dei brani presenti nell’album sono connessi tra di loro per le tematiche, quindi possiamo dire che c’è un argomento comune.

GALDER: Si tratta di un lavoro molto personale, scaturito dal periodo di stop della band. Parla dei Dimmu Borgir, ma anche di Alister Crowley e di tutti i libri che, nel tempo, abbiamo letto su di lui e sono molti.

SILENOZ: Non si tratta solamente di un argomento che affascina me per motivi personali. La figura di Crowley è estremamente unica ed importante in un senso più ampio, come personaggio e come autore, soprattutto perché è molto diverso dall’idea che si è fatta la gente su di lui e da quello che di solito legge su di lui.

 

C’è una ragione particolare per questa vostra scelta nell’uso così massiccio di parti operistiche, superiore al precedente lavoro dove la presenza di chitarre era così imponente?

GALDER: In particolare no. Rispetto al passato, dove c’erano molti campionamenti ed uso di file MIDI, abbiamo affrontato una produzione davvero imponente, la più grande mai fatta da noi finora, con l’impiego di moltissimi musicisti di supporto che ci hanno affiancato. Penso che i Dimmu Borgir non si siano mai spinti fino a questo livello, vero? (rivolto a Silenoz)

SILENOZ: Certamente! C’è una dinamica assolutamente superiore ed un potenza dell’orchestra reale che MIDI e campionamenti non possono sicuramente riprodurre. E’ anche per questo che abbiamo scelto questa direzione maggiormente orchestrale.

 

Ho notato che, sempre rispetto al passato, c’è un maggior uso di cori operistici, specialmente di voci femminili e di cambi d’impostazione nelle linee vocali. E’ una scelta nata durante la realizzazione dei brani e degli arrangiamenti o è qualcosa che era stato pianificato fin dall’inizio?

GALDER: Abbiamo deciso di fare le cose un passo alla volta, in quest’album, cosa che non potevamo fare con gli altri. Certo, abbiamo anche pianificato alcune cose, vero?

SILENOZ: Certo.

GALDER: Si è trattato di cose pensate prima e poi provate in studio di registrazione.

SILENOZ: Certe cose devi lasciare che succedano, in altre parole.

GALDER: Ci sono moltissime cose in quest’album e non è stato facile riuscire ad adattarle all’idea base, ma volevamo sperimentare con molte cose diverse fra loro, anche con molti cantanti-session ed ospiti.

 

A proposito della scrittura della parti di tastiera per quest’album, chi è l’autore principale, o anche il master-mind, il coordinatore di tutto, voi (due), Galder, Silenoz o…

SILENOZ: Shagrath. Lui si è occupato della composizione maggior parte delle linee di tastiera mentre lui (Galder) le ha suonate in fase di registrazione.

GALDER: Di solito ci scambiamo abbastanza i ruoli, con me addetto alle chitarre e lui alle tastiere o viceversa, in base a come si presenza la parte di brano da suonare.

 

 

Parlando del lavoro di chitarre in questa release, ho visto che c’è un approccio un po’ più melodico rispetto al passato, con alcuni assolo, cosa rara per voi, ma ce sono in questo lavoro. Una cosa che si distacca un po’ dalla vostra ‘tradizione musicale’ visto che, spesso, voi non molti suonate assoli nei vostri brani.

GALDER: Nella musica ci si evolve continuamente e si incontrano situazioni sempre differenti, stili differenti, componenti differenti come un’orchestra, la presenza della quale può non richiederti molti assoli visto ‘l’ingombro musicale’. Questa è sempre stata la ragione principale. La presenza di così tante componenti musicali, specialmente di un’orchestra, disperderebbe la resa dell’assolo se ce ne fossero troppi, proprio per la quantità di parti musicali suonate, che ci portano a mettere poche parti soliste di chitarra. La gente a volte, si concentra troppo sugli assoli.

SILENOZ: C’è già molto in quest’album, pertanto sarebbe inutile eccedere con altri orpelli. A volte meno è già fin troppo. La resa finale è la cosa più importante.

 

Argomento show dal vivo: ci saranno problemi durante la parte europea del tour nel riprodurre i brani fedelmente?

GALDER: Non siamo mai stati in grado di riportare fedelmente sul palco, per ovvi problemi logistici: l’orchestra è numerosa e difficile da portare on stage. Ci siamo sempre avvalse di campionamenti, pre-registrazioni o delle tastiere in sostituzione di molti passaggi…

SILENOZ: Si va in scena dal vivo e riempire un palco di musicisti è sempre un grosso problema….

GALDER: Sì, certo, c’è anche il problema del suono che deve essere anche quello simile, perché è un’ottima cosa offrire sempre un sound migliorato da sentire.

SILENOZ: Speriamo di riuscire a portarci, per questo tour, l’orchestra dal vivo il più al completo possibile. Ovviamente…

GALDER: Portarsi dietro un centinaio di persone….

SILENOZ:..è sicuramente molto dispendioso!

A riguardo delle linee vocali di Shagrath: anche per questo c’è stato uno sviluppo durante la lavorazione dell’album oppure Shagrath ha voluto sperimentare qualcosa di pre-pianificato?

SILENOZ: Assolutamente. Si è imposto di chiudersi in studio, con il nostro produttore, fin dalla stesura delle linee vocali, per seguire l’evoluzione completa del lavoro ed era entusiasta di quello che stava sentendo. Si è spinto oltre, ha sperimentato ed ha ottenuto un approccio e dei risultati molto diversi da quello sin qui fatto.

GALDER:Certo! Ha cantato un sacco di volte le linee vocali fin dalla fase di pre-produzione, per poi tornare ancora in studio e lavorare duramente per completare il tutto ed ottenere qualcosa che non aveva mai realizzato prima.

 

Sin da vostri esordi siete stati una band che ha cercato di raggiungere un grado di evoluzione considerevole, dando grande importanza a questo. Oggi come oggi, l’etichetta di symphonic-black metal band vi va un po’ stretta e la considerate inappropriata?

GALDER: A mio avviso la gente può definirci come vuole, non è un problema per me. Più che altro symphonic-black metal è la miglior definizione per voi giornalisti che dovete descrivere la nostra musica agli altri. Nella nostra musica ci sono diversi elementi che convivono: thrash metal, heavy metal classico….

SILENOZ: La cosa migliore che si possa fare è non definire una musica, non metterle i paletti o delle etichette, perché una definizione è anche una limitazione

Non essere rinchiusi in gabbia pertanto

SILENOZ: Precisamente! Voglio dire, non pretendo che la gente la pensi come me, ma a mio avviso esiste buona musica e cattiva musica ed è questo quello che m’interessa. Voglio che la gente consideri il nostro nuovo lavoro come un album di buona musica.

GALDER: C’è un messaggio nei testi molto particolare, un messaggio molto oscuro, che tratta di argomenti oscuri, ed è per questo che è giusto, comunque, associarci al black metal come stile.

 

Magia, esoterismo, occultismo sono sempre temi utilizzati da molte metal band ma, molto spesso, l’approccio rimane un po’ superficiale. Nel vostro caso, siete convinti di essere riusciti a raggiungere fino in fondo il vostro obbiettivo di usare l’argomento giusto nel contesto giusto?

SILENOZ: L’ispirazione che può essere data da argomenti come l’occultismo, è inesauribile. L’occulto e l’ignoto sono una grande fonte ispiratrice per i testi di una band ed anche noi, fin dal nostro passato più lontano, ne abbiamo tratto una diretta ispirazione per fare musica, ma penso che di album in album, siamo riusciti ad essere sempre più profondi in quest’ambito. Ovviamente questo è il nostro modo d’intendere questi argomenti, il nostro modo di lavorare…..è il nostro modo di pensarla.

 

Ritenete che molta gente potrebbe fraintendere i vostri testi?

GALDER: Certo! So che è così ma non è colpa nostra!

SILENOZ: Vogliono fraintendere! C’è gente che vuole proprio questo..

 

Vogliono giustificazioni per i loro crimini in pratica.

SILENOZ: Esatto.

 

Una domanda un po’ particolare: vi sentite pronti per realizzare la colonna sonora di qualche film?

SILENOZ: E’ possibile. Ma noi quando concepiamo musica concepiamo metal, pertanto…

GALDER: E’ qualcosa di diverso scrivere per un film, un altro modo di lavorare.

SILENOZ: Non abbiamo la tendenza a comporre brani che durino così a lungo. Inoltre la musica per un film deve essere un sotto fondo, stare sotto a ciò che avviene e non prevaricare…

GALDER: Avevamo realizzato un brano per il trailer americano di Hellboy…

SILENOZ: Esatto ma è stata solo una partecipazione.

 

Vi ho fatto questa domanda perché Zombieland, un film uscito non poco tempo fa, aveva come tema principale d’apertura For Whom The Bell Tolls dei Metallica ed il resto della colonna sonora era abbastanza orientata sul rock/metal. Essendo i tempi propizi, mi viene da chiedere, per quale film vorreste fare una colonna sonora?

GALDER: A me piacerebbe che fosse un horror, perché sinceramente non credo che la nostra musica si addica ad una commedia….horror o fantascienza preferirei.

 

Sarebbe interessante vedervela fare di un Sex and City Parte II.

GALDER: Quello sarebbe interessante!

 

Ok ragazzi, grazie per il vostro tempo e la disponibilità e buona fortuna per il nuovo album ed il tour.

SILENOZ & GALDER: Grazie a voi! Ciao!

 

 

 

 

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pubblicata il 26 settembre 2010