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ALICE COOPER

 

 

Treatment

 

Live  Club di Trezzo Sull’Adda - 14 Ottobre 2011

 

Report a cura di Fabrizio Tasso


 

A poco meno di un anno dal “Theatre Of Death Tour” ritorna a Milano Mr. Vincent Damon Furnier, in arte ALICE COOPER. Come l’anno scorso la data milanese (che questa volta si svolge al Music Live Club di Trezzo) è andata “Sold Out”. In effetti avvicinandosi all’entrata del locale si viene letteralmente assaliti da “bagarini” accaniti che cercano e vendono biglietti. Superate queste orde di assatanati personaggi riusciamo a guadagnare l’accesso al locale. Il colpo d’occhio all’interno della sala è molto interessante. Pubblico di tutte le età che sta a testimoniare che la musica dello Zio Alice ha coinvolto ben più di una generazione.

Ad aprire le danze sono i Treatment, giovanissimo gruppo inglese. Non avendo avuto modo di conoscerli prima, la loro esibizione è stata una piacevole sorpresa. Nella mezz’ora a loro disposizione danno tutto quello che hanno. Il loro sound pesantemente influenzato da bands come Thin Lizzy, UFO e Skid Row risulta molto elettrizzante. I ragazzi di Cambridge hanno un lotto di canzoni fresche, potenti, e dotate di un ottimo tiro. In più, curano particolarmente la presenza scenica grazie al loro continuo muoversi da un lato all’altro del palco. Devo dire che sono uno dei migliori opening act che mi è capitato di vedere negli ultimi tempi. Al termine della loro esibizione viene issato il telo sul quale spicca l’immagine di Alice. L’eccitazione dei presenti sale di minuto in minuto, fino allo spegnersi delle luci, quando esplode in un boato.

Dopo il breve intro, il telo cade per rivelare la scenografia del palco, ma soprattutto l’entrata in scena di Alice, che dall’alto del suo pulpito (almeno 4 metri) catechizza la folla con “The Black Widow”. Inizio spettacolare e senza un attimo di sosta. “Brutal Planet”, “I’m Eighteen” e “Under My Wheels” infiammano la platea già completamente soggiogata dal carisma di Mr. Cooper. Come al solito la voce di Alice è a livelli altissimi, a 63 anni il singer statunitense sta vivendo una seconda giovinezza. Come il vino più invecchia, più diventa pregiato. Ma siamo solo all’inizio. “Billion Dollar Babies” e “No More Mr.Nice Guy” mettono ancora in mostra le sue grandi capacità di trasformismo visivo. Oltre al cambio di vari costumi, ogni canzone è accompagnata da vari strumenti come spade, bastoni, grucce, bambole di pezza, che vanno ad amplificare il significato intrinseco del brano eseguito. Con “Hey Stoopid” sembra di essere tornati agli inizi degli anni 90. Il pubblico canta ogni singola strofa ed Alice lascia che sia la gente a cantare il ritornello. Emozionante! Ancora un paio di pezzi dal suo vecchio repertorio (“Is It My Body” e “Halo Of Flies”) e Alice lascia campo aperto alla sua band, ritirandosi dietro le quinte. Ottima la prova di tutti i musicisti coinvolti, che non si limitano ad eseguire il compito assegnato, ma interagiscono come una vera band. Glen Sobel (drums) e Chuck Garrii (bass) formano un sezione ritmica potente e precisa. Steve Hunter, Tommy Henriksen e Orianthi (guitars) sono tre chitarristi di alto livello. Specialmente la bionda e bella Orianthi è una piacevole sorpresa. La nuova entrata è dotata di una tecnica sopraffina oltre ad una ottima presenza. Al rientro di Alice sul palco viene il momento di “I’ll Bite Your Face Off”, ultimo bellissimo singolo tratto da “Welcome 2 My Nightmare”, la sua ultima fatica in studio. Purtroppo questo rimane l’unico estratto dal suo ultimo splendido cd, infatti ci si rituffa nel passato con “Muscle Of Love”, “Only Women Bleed” (introdotta da un fantastico assolo di Orianthi e interpretata da Alice in maniera strepitosa) e “Cold Ethyl” (dove la bambola di pezza che era stata fatta ballare e baciata nella canzone precedente viene maltrattata in malo modo per la durata di tutto il pezzo). E’ tempo di “Feed My Frankenstein” con la scenetta dello scienziato pazzo che crea il suo abominio, il quale si materializza come un pupazzo gigantesco (almeno 3 metri) avente le sembianze di Alice. Davvero spettacolare, la platea è in visibilio! “Clones (We’re All)” introduce la canzone che tutto il pubblico attende! “Poison” viene eseguita in un tripudio di grida e applausi ! Ancora spettacolo con “Wicked Young Man” con l’ennesima scenetta in cui Mr.Cooper uccide un fotografo infilzandolo e poi viene condannato a morte e ghigliottinato. “Killer”, “I Love The Dead” e “School’s Out” chiudono il concerto. In quest’ultima viene reso un omaggio ai Pink Floyd con l’inserimento del ritornello di “Another Brick In The Wall”. Solo pochi secondi ed il bis è servito! “Elected” con Alice che entra sul palco con la bandiera italiana chiude un meraviglioso spettacolo con tanto di stelle filanti e coriandoli che investono la sala. Dopo più di 40 anni di onorata carriera Alice Cooper dimostra di essere ancora sulla cresta dell’onda. Lo show che ogni volta allestisce è sempre coinvolgente e spettacolare, grazie soprattutto ad un gran gusto per le scenografia e per la scelta dei musicisti che lo accompagnano. In più la teatralità da attore consumato e tutti gli espedienti usati per stupire e divertire la folla costruiscono un intrattenimento tra i migliori al mondo. Lunga vita ad Alice Cooper!!

 

 

 

Alice Cooper Set List

1. Vincent Price Intro

2. The Black Widow

3. Brutal Planet

4. I’m Eighteen

5. Under My Wheels

6. Billion Dollar Babies

7. No More Mr. Nice Guy

8. Hey Stoopid

9. Is It My Body

10. Halo Of Flies

11. Drum Solo and Band Jam

12. I’ll Bite Your Face Off

13. Muscle Of Love

14. Only Women Bleed

15. Cold Ethyl

16. Feed My Frankenstein

17. Clones (We’re All)

18. Poison

19. Wicked Young Man

20. Killer

21. I Love The Dead

22. School’s Out

bis

23. Elected