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Live Report  ASKING ALEXANDRIA + BLESS THE FALL + CHELSEA GRIN @ Magazzini Generali, Milano -10 febbraio 2012

Report a cura di Bryan Vee

Eccoci di nuovo ai Magazzini Generali, locale che ormai sta diventando il principale punto di riferimento per la stragrande maggioranza dei live di media entità e ha visto, solo negli ultimi tempi, solo per citarne alcune, band del calibro di Trivium, 30 Seconds to Mars e Bullet For My Valentine. Oggi è il turno degli Asking Alexandria, band in totale ascesa che ultimamente ha il becco ovunque e sta girando il mondo intero da Headliner, proprio come stasera.

 

Andando per ordine però vediamo salire sul palco i Chelsea Grin, provenienti dallo Utah USA con un sound grosso come una casa. La loro particolarità sta nell’avere 3 chitarre sul palco con un notevole guadagno in termini di violenza sonora. A dirla tutta è stato proprio l’eccellente sound generale a colpirmi maggiormente e ho proprio pensato “Se loro che sono la band in apertura hanno questi suoni, chissà la principale!”. Mi sono dovuto ricredere, erano loro ad avere di gran lunga il sound

migliore! Dopo una corta scaletta di soli 7 brani lasciano il posto sul palco ai Blessthefall, uscendo tra gli applausi.

 

La storia si fa sempre più interessante, senza farsi attendere più di tanto, giusto il

tempo di cambiare un paio di amplificatori sul palco ed ecco apparire questi 5

ragazzi anch’essi americani e davvero ricchi di talento. Conosco questo gruppo da

qualche annetto ormai e ne ho sempre sentito parlare male solo per la loro giovane

età. Si perché caso vuole che oggi fosse proprio il compleanno di uno dei chitarristi,

18 anni, e vorrei proprio chiedere alle miriadi di malelingue che abitano i peggiori

forum del metal se loro, a 18 anni, cavalcano palchi di tutto il mondo o se sono

seduti al buio nella loro cameretta.Ma tornando al live, questi 5 “ragazzini” infiammano tutto il locale suonando e cantando ottimamente, non sgarrando praticamente mai, riuscendo a trasmettere tutto il loro spirito e la loro voglia di sfondare. Infiniti complimenti a loro per aver davvero zittito i più scettici con brani come “Hey Baby, Here's that Song You Wanted” e la finale “What’s Left Of Me”. Superlativi!

 

Finiamo coi tanto attesi Asking Alexandria. La band non si può proprio discutere per quanto su CD ma purtroppo sono anche tristemente famosi per non essere propriamente impeccabili nella situazione live. La folla è comunque infuocata al punto da inneggiare al loro nome con grossi cori nonstop fino al loro ingresso on stage. Si parte con una intro di suspance e “Closure” che denota fin da subito tutte

le lacune sopracitate. Una voce sottotono sulle lyrics pulite e delle chitarre pressoché inesistenti. Batteria e basso a farla da padrone e qui grossi, potenti e

fantastici scream che però bisogna riconoscere al cantante Danny Worsnop. Le loro canzoni sono però così ben strutturate e così potenti da farti dimenticare per un attimo di quanto detto e la tua testa inizia a muoversi a ritmo dei costanti “mosh” che caratterizzano lo show, i “circle pits” si scatenano ad ogni pezzo così come frequenti sono i violentissimi “wall of death” che si creano lasciando ogni tanto qualche fan al suolo con tanto di sopraccigli sanguinanti. Dopo brani epici come “A Prophecy” e “Not The American Average” che Danny annuncia come canzone d’amore dedicata a Justin Bieber con tanto di risata generale, e chi conosce il testo sa perché, eccoci arrivare rapidamente alla fine. Non prima però della singolare scena alla quale tutti abbiamo assistito e partecipato: Danny chiede al pubblico di accovacciarsi a terra per poi spiccare un grande salto verso l’alto all’inizio di “To The Stage”. Una scena davvero unica! Un live ricco di adrenalina con un pubblico affamato e partecipe. Il massimo per gli amanti del genere!