CONDIVIDI

 

AVENGED SEVENFOLD @ PalaSharp - Milano

 

Giovedì 21 ottobre 2010

 

Report a cura di Andrea Lami

 

GURDA LE FOTO DEL CONCERTO QUI

Torna in Italia la band più “in” del momento, quella più mainstream, quella più criticata, insomma una band che non passa inosservata soprattutto per gli ultimi avvenimenti accaduti all'interno del combo. La morte del batterista “Rev”, la sua sostituzione con il famosissimo Mike Portnoy per la registrazione dell'album e per la successiva tournee l'ha portato ad essere sulla bocca di tutti. L'ultimo album, “Nightmare”, ha ricevuto qualsiasi tipo di recensione: troppo semplici, costruiti, troppi generi proposti in un album solo, metti il che porta solo ad una considerazione: carenza di identità e di idee. Insomma chi più ne ha, più ne metta. A mio parere quest'ultimo lavoro, considerata anche la discografia della band, mantiene una certa identità ed è capace di far divertire dalla prima all'ultima nota, tanto da portarmi alla decisione di venire a vederli in sede “live” per verificare di persona le qualità di intrattenitori di questo quintetto. La dimostrazione che questa band piace ed ha un grosso seguito è già palesata dallo spostamento del concerto dall'Alkatraz al Palasharp, molto probabilmente merito anche del drummer “in affitto” capace di far spostare masse di fan, soprattutto qui in Italia. Dopo la notizia del 9 settembre, i fan italiani di Portnoy avranno pensato -un po' come ho fatto io- di non voler perdere l'occasione di vedere suonare il proprio drummer preferito e si sono precipitati come testimoniano le tante magliette dei Dream Theater presenti (mai quante quelle degli A7X sia chiarissimo!!!). Sono passate da pochissimo le 21 quando salgono sul palco Matthew Shadows, Synyster Gates, Zacky Vengeance, Johnny Crist con il loro “tutor”, visto che non è stato scelto nessun gruppo d'apertura e si parte alla grandissima con il primo singolo dell'ultimo album, che altro non è se non l'omonima “Nightmare” capace di far esplodere un Palasharp vicinissimo al sold-out. Le canzoni scelte per la serata sono equamente divise tra passato e presente e sono accolte tutte con la stessa partecipazione. “Welcome To The Family” sembra fatta su misura per presentare -anche se non ce ne sarebbe bisogno- Mike Portnoy al pubblico presente, come il batterista idolo dello scomparso Rev.

La scaletta prosegue ed io perdo il lume della ragione con l'esecuzione della mia song preferita dell'ultimo album: “Buried Alive” il suo partir lento lento (arpeggio) per poi trasformarsi in un midtempo di scuola Metallica fino ad arrivare alla prima accelerazione (quarto minuto) che ci porta dritti dritti al secondo cambio di tempo (quinto minuto) con un Mike Portony capace di catturare l'attenzione con il suo modo di suonare, scherzare, agitarsi e picchiarsi in testa. Come non rimanere coinvolti nel lentone dedicato alla memoria di Rev? Impossibile, come è impossibile non fare qualche riflessione. Quando muore un amico, c'è poco da fare, si soffre e si sente la sua mancanza ed ognuno vive il dolore in maniera del tutto personale. Sarebbe bastata una dedica, due parole, (lo sfondo gigante mi sembra un po' troppo) memori del fatto che la morte fa vendere un sacco di cd, come dimostrano gli illustri esempi del passato da Michael Jackson ai Queen, dagli Acdc ai Metallica. Insomma, bisogna stare molto molto attenti e tenere sempre a mente i fatti, ricordando che in questo caso si tratta di un 28enne che ha fatto un mix di farmaci non di una tragedia come quella di Steve Lee (R.I.P.).

Ma torniamo alla musica: la prestazione è sicuramente positiva, merito della grinta ma soprattutto delle canzoni composte. Le influenze sono moltissime, per qualcuno forse troppe ma, potrebbero invece creare un genere che può anche ritagliarsi uno spazio tutto suo. Niente di nuovo, c'è da ammetterlo, ma quello di stasera è un concerto ricco di voglia di divertirsi, sia sul palco che sotto, il pubblico è per lo più composto da ragazzi giovani-giovanissimi che conoscono a memoria il repertorio della band. Forse siamo di fronte ad un cambio generazionale: un po' come negli anni 90 si andava a vedere i Metallica/Guns n'Roses, i giovani d'oggi attualmente seguono gruppi come questi, che per ora non hanno l'influenza che hanno avuto i grandi, ma che se riceveranno il giusto supporto, saranno capaci di dire la loro in questa nuova realtà musicale.

 

PS: un ringraziamento particolare a Gianfranco Monese e Simone Sacco per l'aiuto volontario ed involontario nella redazione di questo articolo.

 

GUARDA LE FOTO DEL CONCERTO QUI

Pubblicato il 22 ottobre 2010