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B U L L E T  FOR  M Y  VA L E N T I N E

 

 Guest: A Faded Glory

   

 M AG A Z Z I N I  G E N E R A L I - M I L A N O 25 Luglio 2011

  

A cura di Bryan Vee

 

 

 

Evento direi particolare, questo live dei Bullet For My Valentine. Dopo il cambio di location (i gallesi avrebbero dovuto suonare all’Alcatraz qualche settimana fa) dovuto ad una infezione alla gola per Matt Tuck, ecco riproporre i tanto inadatti Magazzini Generali. Locale fatto a corridoio con un impianto voci forse degno della house music del sabato sera, ma di sicuro non per il metalcore live! Le malelingue ed io pensiamo ad un cambio dovuto alla poca prevendita; vuoi per il periodo, vuoi per il lunedì sera ma il tanto rumoroso Sold Out non pare esserci stato. Le persone presenti questa sera non avrebbero minimamente riempito l’Alcatraz dato che non sono appunto riuscite a riempire completamente nemmeno i Magazzini Generali. Certo, la temperatura era infernale ma questo è un altro discorso.

 

Tutto è pronto già alle 20.15: salgono sul palco i nostrani A Faded Glory, band

Hardcore dell’hinterland milanese che si vede proiettata davanti ad un pubblico

diverso da quello presente ai loro normali show; un pubblico più numeroso e più

ambizioso! Le prime note di chitarra a formare un intro strumentale sono davvero

potenti e di grande effetto. Riescono in pieno a colpire l’attenzione di tutti i presenti

che di sicuro restano spiazzati poi all’annuncio della piena italianità della band. 30

minuti scarsi di intensa violenza fatti di distorsione grossa e sporca di una chitarra

molto precisa e sicura, un basso cristallino e presente, una batteria martellante e

forse sovrastante ma specialmente di una voce in costante scream capace di

tenere vivo l’interesse di chiunque. I quattro se la cavano bene anche tra una

canzone e l’altra dimostrando personalità nell’interagire con l’audience che

risponde alla grande e si fa anche trascinare in un Wall Of Death “fatto in casa” su

richiesta del cantante. Bravi ragazzi, continuate così!

In anticipo sulla tabella di marcia ecco arrivare sul palco i tanto attesi e acclamati a gran voce BULLET FOR MY VALENTINE. Dopo una titanica introduzione crescono le note di “Your Betrayal” col boato generale in sincronia col tremore del pavimento dell’intera struttura: i colpi di rullante sono delle fucilate in pieno petto! Si vede subito il buono stato fisico della band che a tratti riesce anche a zittire un po’ le voci che li vuole sempre a zero con le corde vocali. Certo, non ci troviamo di fronte ai migliori cantanti del globo e nemmeno del genere ma di sicuro la band riesce a compensare con l’ottima tecnica generale agli strumenti e l’immensa bellezza delle loro canzoni. In rapida successione come spesso accade nei concerti metal ecco susseguirsi “Pleasure and Pain” e la sempre devastante “Waking The Demon” accolta dai fans come fosse un oracolo e eseguita dalla band nella classica modalità di incitamento al Circle Pit. In “The Last Fight” inizia a sentirsi qualche strana frequenza, forse troppo bassa, nella voce di Jason James al basso; dal suo solito scream alto e dal tipico accento gallese è oggi passato ad un growl affannato e in secondo piano, cosa che ha condizionato non poco e in negativo l’andamento di tutto lo show. Diamo la colpa al fonico? Diamo la colpa alle eccessive basi che tendono a confondere? Diamo la colpa all’impianto? Non diamo la colpa a nessuno questa volta, è un concerto metalcore questo! E la cosa è molto chiara quando scoppia l’inizio di “4 Words (To Choke Upon)”: apice assoluto del live assieme alla sempiterna “Scream Aim Fire” suonata qualche canzone più in là tra il singolo

“Bittersweet Memories” e “Say Goodnight” capaci sì di emozionare ma anche di far

sbadigliare ogni tanto i metalheads più esigenti. Si continua con l’esplosiva “Begging For Mercy” e la fantastica “Tears Don’t Fall” che, inutile dirlo, manda definitivamente in estasi tutti i presenti già alla prima inconfondibile nota di chitarra pulita. La band comunque non si perde in chiacchiere o troppi fronzoli e sfodera un pezzo dopo l’altro correndo forse anche un po’ troppo dato che nel giro di un’ora appena siamo già a 10 pezzi eseguiti e a 2 soli mancanti. Anche l’ultima pausa è da record di velocità perché il pubblico inneggia “Hand of Blood” e quest’ultima nonntarda ad arrivare: delirio nel pogo con l’aria che si fa sempre più bollente e difficile da inspirare. Chiusura dei giochi con “Alone” che lascia un po’ la voglia di averne di più, la rabbia di essere già giunti alla fine e la perplessità di appena 1h e 15min di setlist.

In conclusione, nonostante la buona esecuzione delle canzoni ma l’avversa

risposta acustica della struttura, il live si rivela troppo corto e senza nessun tipo di

sorpresa. A parte qualche picco di estremo godimento (come già citato “4 Words” e

la parte mosh di “Scream Aim Fire” su tutte) ci si accorge che a 2 anni dall’uscita

dell’album “Fever” il quartetto metalcore è già passato 3 volte nel nostro paese con

la stessa scaletta (piccole variazioni a parte). Chi a saltato questo appuntamento

non ha perso nulla che non aveva già visto nei precedenti recenti. Una bella

rinfrescata serve assolutamente: un album nuovo magari ad inizio 2012. Nell’attesa

consacriamo i BULLET FOR MY VALENTINE col cuore pieno di fiducia nel futuro!

 

Setlist: 1h15min

01. Intro + Your Betrayal

02. Pleasure & Pain

03. Waking The Demon

04. The Last Fight

05. 4 Words (To Choke Upon)

06. Bittersweet Memories

07. Say Goodnight

08. Scream Aim Fire

09. Begging For Mercy

10. Tears Don’t Fall

11. Hand Of Blood

12. Alone

Pubblicato il 26 luglio 2011