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CHRISTOPHER CROSS

 

La Salumeria Della Musica Milano - 19 Novembre 2011

 

Report a cura di Emiliano Vallarino - foto di Fabrizio Tasso

 

L’essere abituati a vedere decine e decine di concerti rock all’anno, ti porta a dare per scontate certe situazioni, a conoscere più o meno le facce delle persone che incontrerai e i locali, gira che ti rigira, sono quasi sempre gli stessi. Ma quando ti viene data l’opportunità di assistere alla performance di un signore che ha vinto un oscar ed è stato l’unico al mondo capace di portare a casa 5 grammy awards nello stesso anno, ti rendi conto che hai ancora tante cose da imparare e motivi per entusiasmarti. E’ questo lo spirito, con il quale i miei compagni di viaggio ed io siamo partiti da Genova, destinazione Milano, per assistere al concerto di Christopher Cross. Per lunghi tratti del tragitto, sia all’andata che al ritorno ci ha fatto compagnia una nebbia assurda, nel tipico stile londinese al quale sono abituati gli abitanti di White Chapel, ma per fortuna, di Jack lo Squartatore nemmeno l’ombra. Parcheggiata l’auto, raggiungiamo “La Salumeria Della Musica”, locale “scavato” dentro una ex fabbrica nella quale veniva lavorato l’oro e vari macchinari ancora presenti all’interno ne ricordano il passato fatto di presse e catene di montaggio. Oggi è riconosciuto come uno dei cento club jazz più rinomati del mondo e i motivi sono sotto gli occhi di tutti. Il personale è molto professionale e gentile e i servizi con i quali vengono agevolati gli ospiti sono ineccepibili; se a questo si aggiunge il fatto di poter assistere a determinati eventi fruendo della compagnia di taglieri di salumi e formaggi pregiati sapientemente studiati, accompagnati da flut e ballon di vini doc, il tutto acquista quel quid che va tutto a vantaggio di chi ha capito come si gestiscono locali che devono essere subito riconoscibili. Il pubblico è ovviamente composto da persone che hanno quasi tutte superato la quarantina e questo è dovuto al fatto che il periodo di maggior successo di Christopher Cross risale agli anni 80’, nonostante buoni lavori usciti in seguito, ma, si sa, quando da un momento all’altro ti ritrovi ad essere il musicista più famoso del mondo, non è mai facile mantenere le aspettative del pubblico e della critica, che alle volte sanno essere veramente pressanti, senza rendersi conto così, di provocare un’involuzione nell’artista di turno.

Sono all’incirca le 21 e mezza quando Christopher Cross e la sua band prendono posto sul palco. Si inizia subito con una delle hit di maggior successo “All Right” e il pubblico si ritrova immediatamente coinvolto. Cross ci tiene giustamente a far sapere, che a causa di problemi tecnici intervenuti nel pomeriggio, il concerto sarà completamente rivisto in chiave acustica, ma poco importa, anzi, probabilmente è meglio così, perché sono tutti musicisti di livello e grazie all’acustica più che soddisfacente del locale, la prestazione di ogni membro della band sul palco è di quelle da ricordare. “Doctor Faith” e “Hey Kid”, tratte dall’ultimo album, ci danno l’idea che, sotto il basco scuro che va a coprire quasi per intero le espressioni del poliedrico cantautore texano, batte il cuore dell’autore di tanti successi, che ha ancora tante cose da dire e da dare. Con “Open Up My Window” cantata in una versione in lingua spagnola, si fa apprezzare il duetto vocale con la tastierista Kiki Ebsen, 5 album solisti all’attivo e dotata di una splendida voce. “Never Be The Same” e “On Time For Talk” ( canzone che non viene eseguita da tempo), ci conducono verso un’altra delle canzoni senza tempo, “Sailing” e negli occhi di molti dei presenti trova spazio una lacrima di malinconia. Dave Beyer alla batteria e Richie Gajate-Garcia alle percussioni, si scambiano più volte i rispettivi strumenti, coinvolgendo il pubblico in sporadiche jam. “Kind Of I Love You”, “Dreamers” ( che Christopher Cross dedica a Steve Jobs) e “Does It Feel Like Christmas”, aprono la strada a “Spinning” dove è il battito delle mani del pubblico, ormai completamente alla mercè di Christopher Cross, a farla da padrone. In tutti i brani trovano spazio, ora il sax o il clarinetto, ora la seconda tastiera, tutti suonati dal polistrumentista Andy Suzuki e i cori del canuto bassista Chazz Frichtel. Ancora una manciata di brani, tra le quali spiccano le esecuzioni di “When You Come Home” e “Walking In Avalon” e parte l’intro della canzone che ha donato l’immortalità a Cross, “Arthur’s Theme”, colonna sonora del film “Arthur” con Liza Minnelli e il compianto Dudley Moore. La commozione della giovinezza che fu o il ricordo di qualche amore lontano è palpabile negli occhi di tutti i presenti, per poi lasciare posto alla forza dirompente di un altro pezzo strafamoso come “Ride Like The Wind”. Un saluto fugace a favore del pubblico e la band scompare dietro le quinte, per poi rientrare e bissare con l’ultimo brano “Say You’ll Be Mine”.

La serata è stata unica, particolare e qualcuno ripone speranza nell’incontrare Christopher Cross. Passano una quindicina di minuti e il sessantenne chitarrista di San Antonio si presenta al banchetto organizzato per la vendita dell’ultimo lavoro “Doctor Faith”, ma è solo un attimo, tre minuti in tutto, il tempo di firmare qualche disco e fare giusto un paio di foto con noi di Rock Rebel Magazine e scompare di nuovo verso il bus che lo porterà a Padova, ultima tappa di questo tour in terra italica. Non si poteva veramente chiedere di più ad una serata che rimarrà sicuramente nei ricordi dei fortunati che erano presenti all’interno de “La Salumeria Della Musica”. Ma poi usciamo dal locale e si, qualcosa in più si può tranquillamente chiedere. Meno nebbia?

 

 

Set List Chistopher Cross Acoustic Show

1. All Right

2. Doctor Faith

3. Hey Kid

4. Open Up My Window

5. Never Be The Same

6. On Time For Talk

7. Sailing

8. Kind Of I Love You

9. Dreamers

10. Does It Feel Like Christmas

11. Spinning

12. In The Blink Of An Eye

13. Leave It To Me

14. When You Come Home

15. Walking In Avalon

16. Rescue

17. I Really Don’t Know Anymore

18. November

19. Arthur’s Theme

20. Ride Like The Wind

bis

21. Say You’ll Be Mine