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Live Report

DEAFHEAVEN + HIEROPHANT + LANTERN + PROMETHEUS @

CSA Grotta Rossa di Rimini – 14 febbraio 2012

 

Report a cura di Marco Ricciotti e Andrea “Canthc” Cantelli

Foto a cura di Andrea “Canthc” Cantelli


 

C: Martedì 14 Febbraio, è la sera di San Valentino, e vi racconterò nel dettaglio che cosa ho fatto con la mia ragazza…NO tranquilli non ho una ragazza e quindi vado ad un concerto Punk/Metal, con bands di gente che conosco e i Deafheaven che non mi piacciono neanche tanto, il problema consiste nel fatto che ci sarei andato comunque a questo show anche se avessi avuto una ragazza ed è proprio per questo che non ne ho una. Oggi mi concentrerò più sulle foto e delle band a parte per la sua (Lantern) vi parlerà l’astro nascente del giornalismo musicale internazionale (Marco Ricciotti)

 

M: E’ la prima volta che scrivo una cosa che sarà pubblicata, la sensazione è la stessa che si prova la prima volta che si fa sesso: sai che nonostante gli sforzi non sarà comunque una bella performance e il fatto di saperlo preventivamente ti rende psicologicamente debole e tutto andrà ancora peggio del previsto, è un circolo vizioso.

Vorrei cominciare col dire che a fine serata è accaduto un evento che ha oscurato tutto ciò che è avvenuto prima: Andrea Cantelli ha conquistato una vittoria schiacciante a freccette contro alcuni membri de La Prospettiva, alcuni lo chiamano già “eroe”, lui preferisce che si continui a definirlo “uomo più bello di tutti i tempi”. Ok, le stronzate sono finite ed è giunto il momento di parlare del concerto.

 

Si parte abbastanza presto coi Prometheus, su qualche social network si sono definiti “just another hardcore band”, ed è proprio così: non tentano di staccarsi dalla massa e cercare disperatamente di inventare qualcosa, suonano quello che gli piace suonare e dicono quello che vogliono dire senza tanti fronzoli. C’è quella genuinità che molto spesso manca, questo per me basta. Il cantante saluta il pubblico e mi rendo conto che devo andare a suonare, merda non ero pronto, merda proprio no, ah di mi tocca, ah di devo darmi una mossa. Di noi parlarerà l’uomo più bello di tutti i tempi.

C: Dei Lantern da Rimini ve ne ho gia parlato in passato in altri report, sono una delle migliori realtà indipendenti della mia zona, ancora purtroppo sconosciuti a livello nazionale ma presto usciranno con una musicassetta distribuita da non so chi…quindi preparate il vostro “walkman” cosa mi dici…hai un ipod? Dici veramente? Sei veramente out of fashion…ora fa figo avere un supporto analogico…regolati di conseguenza. Per quel che riguarda l’esibizione, i Lantern intrattengono i presenti per una mezz’oretta scarsa al ritmo del loro Punk-hc che con il tempo si sta facendo sempre più noise, avendoli visti spesso posso dire che è stato uno dei loro concerti migliori, peccato non riescano a coinvolgere il pubblico con l’eccezione di qualche loro fedelissimo….ripasso la tastiera a Marco.

 

 

M: E' il turno degli Hierophant, da poco ci suona un caro amico ma sono in buoni rapporti anche con tutti gli altri. Negli ultimi tempi stanno girando tantissimo, sono costantemente in tour e si vede che ormai ci hanno preso la mano. Avendoli visti sin dai primi concerti ho notato quel miglioramento radicale che avviene solo quando macini date su date. Bravissimi musicisti, Carlo alla voce spettina la gente nonostante sia già a metà tour. Non sono un super-fan del genere ma la valutazione oggettiva è che fanno quello che devono fare e lo fanno nel migliore dei modi.

 

E’ giunto il momento degli headliner, i Deafheaven da San Francisco, i membri ufficiali sono solo due (cantante e uno dei due chitarristi) ma dicono che forse quella attuale sarà la formazione definitiva. Una buonissima performance per loro, nonostante la giovane età e nonostante la corrente che se ne va a metà dell’ultima canzone; pezzi ben scritti ed è piacevole stare ad ascoltare come lavorano i chitarristi, melodie interessanti, la voce del cantante è marcia ma potente, perfetta per il genere. Già, il genere, e si arriva a questa quanto mai spinosa questione, perché a bassa voce si dice “black metal” e alla fine gli accordi sono quelli lì dissonanti come devono essere (forse un po’ troppo felici), la batteria fa tupatupatupatupatupa come deve fare, ma mi manca qualcosa. E non sono gli interlude ambient che ormai si buttano un po’ ovunque (e il mio gruppo ne è l’esempio). No. Sono le facce dei membri, troppo pulite (il cantante è pure belloccio), sembrano dei cazzo di studenti di Harvard. Dov’è il mio facepainting? Dove sono le mie barbe e capelli lunghi e sporchi? Dove sono le mie chiese in fiamme? E il mio headbanging e varie mosse brutte sul palco? Io non sono un blackster duro e puro ma so che quello che affascina del black metal è tutto ciò che c’è dietro e l’immagine che si è creata, perché l’immagine conta e conta un casino. E allora io dico di lasciare l’etichetta “black metal” a chi è abbastanza brutto e cattivo da meritarsela o in alternativa a chi è abbastanza figo da creare un’arma per controllare il clima e leggere libri di Nicholas Sparks come il nostro amico Varg (grazie Cant che mi tieni aggiornato). Chi è d’accordo metta il dito qui sotto.