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Whitesnake Winter Tour @ Svizzera, Olanda , U.K.

 

2-3-5 Dicembre 2011

 

Report e foto a cura di Fabrizio Tasso

 

La domanda che mi sono posto è la seguente: possiamo perdere 3 concerti degli Whitesnake così ravvicinati tra loro? La risposta è venuta automatica, no!! Noi di RockRebelMagazine e WhitesnakeItalia non potevamo certo farci sfuggire una così ghiotta occasione per chiudere l’anno concertistico col botto e dopo aver prenotato aerei, treni, auto a noleggio e alberghi ci siamo messi in moto. La prima tappa è a Milano dove ci raccoglie il nostro amico Manuel. Ho sempre pensato che in Svizzera a Dicembre il panorama fosse dominato dal bianco della neve, ma invece della simpatica sostanza neanche l’ombra. In più la temperatura è decisamente accettabile. Arriviamo verso le 16:00 a Bulach e subito scesi dalla macchina incontriamo Alessandro Del Vecchio (Edge Of Forever-Eden’s Curse e tanti altri). Ale è al momento in giro con i Voodoo Circle, opening act del tour europeo dei Sinner. Scambiamo quattro chiacchiere con Ale, sempre molto disponibile e poi raggiungiamo Amedeo che ci aspetta davanti alle porte del locale. Alle 19:00 vengono aperte le porte e ci fiondiamo dentro per raggiungere la prima fila. Centrato il nostro obiettivo ci possiamo rilassare e dare un occhio alla sala che ospiterà il concerto. Lo Standhalle è un posto con una buona capienza, ma la sala è tagliata in due da un telone nero che ne riduce la capacità di una buona metà. In effetti questa data del tour non sarà certo ricordata per la grande affluenza di pubblico. In più la distanza tra la transenna e il palco è, a parer mio, enorme (almeno 4 metri).

Dopo una ventina di minuti fa ingresso sul palco Mat Sinner con la sua band per dare fuoco alle polveri. In totale 6 pezzi per il biondo cantante/bassista tedesco, che riscaldano a dovere la sala. Nel poco tempo a loro disposizione i Sinner pescano dal loro repertorio “Comin’ Out Fighting”, “Born To Rock”, “Knife In My Heart”, “German Rocks”, il nuovo singolo “Back On Trail” e chiudono il loro show con “Rebel Yell” cover dell’immenso Billy Idol. Prestazione di alto livello che alla fine mi farà domandare il perché relegare un gruppo così in apertura e non nella posizione che gli spetterebbe di diritto (ossia prima degli Whitesnake). Pochi minuti per liberare il palco ed è il turno dei The Answer. La band Nord Irlandese è autrice di un buon hard rock con forti influenze southern e blues. Premetto che prima d’ora non li avevo neppure sentiti nominare. Il loro show procede senza intoppi. La carica dei 4 giovanotti è abbastanza coinvolgente, ma il vero problema sono le canzoni. Pezzi che sanno di già sentito lungo un miglio e mancanti di un refrain realmente originale. Se poi aggiungiamo che il volume era al disotto della media e che il set luci li lasciava praticamente in una penombra totale, la loro prestazione non sarà certo da annoverare negli annali. L’unico pezzo che mi è rimasto impresso è “Waste Your Tears” che apre il loro ultimo cd, ma poi niente altro.

Cambio palco molto rapido (durante il quale ci raggiunge anche la nostra amica Ania) e arriva il momento che stavamo aspettando da 4 mesi a questa parte. Al calare delle luci parte l’intro “My Generation” degli Who e gli Whitesnake irrompono sul palco. La scaletta rispetto al tour estivo è stata leggermente cambiata. Al posto di “Best Years” l’apertura è lasciata a “Bad Boys” (da 1987) e la sala è già nelle sapienti mani di Coverdale. La carica è sempre la stessa e la band è in palla come non mai. “Gimme All Your Love”, “Love Aint’ No Stranger” e “The Deeper The Love” (finalmente eseguita nella versione di Slip Of The Tongue e non acustica) ci proiettano indietro nel tempo. L’entusiasmo dei presenti è tangibile, ma il bello deve ancora venire. David come di consueto si ferma per parlare al suo pubblico e si sofferma davanti a noi esclamando: “Daniela, Fabrizio…Come stai?” ( qui il video) Devo dire che ci siamo emozionati come bambini e che avevamo entrambi i brividi sulla pelle. Non capita tutti i giorni che il tuo idolo ti faccia sentire così speciale. Passeremo il resto del concerto in un’estasi totale. Nel frattempo scorrono “Steal Your Haert Away”, la stupenda “Forevermore” e si arriva al “Guitar Duel” dove Reb e Doug si sfidano a colpi di note. Quest’ ultimo sfocia nella “Snake Dance”, pezzo strumentale che vede l’ingresso degli altri membri della band. Si riparte con “Can You Hear The Wind Blows” (unico estratto da Good To Be Bad), “Rock Me Baby” (cover di B.B. King) e “Love Will Set You Free” che introducono il bellissimo “Drum Solo” di Brian Tichy (ma di questo parleremo più avanti). Dopo la nuova presentazione della band (anche di questa parleremo in seguito) e l’accenno a “Slow And Easy” è il momento dei classici. “Is This Love”, Fool For Your Lovin’”, “Here I Go Again” e “Still Of The Night” inframezzate da “White-Snake Christmas”. Chiude alla grande “Burn”, che nella parte centrale si trasforma in “Stormbringer”, per poi riprendere il tema iniziale. In conclusione, data molto buona, che però viene penalizzata da un’acustica non troppo limpida e da un set luci davvero disastroso. L’unica spotlight presente cerca di inquadrare il più possibile tutti i ragazzi della band, ma il risultato è che per quasi tutto il concerto i musicisti sono costretti a suonare in un buio imbarazzante. David dal canto suo rimane su ottimi livelli, calando un pochino verso la fine dello show, ma il suo impareggiabile carisma colma completamente questa sua piccola defaillance. Finito il concerto è tempo di after show. Sfollato il pubblico rimaniamo in attesa della band (senza David) che si presenterà nella sala dopo circa una mezz’ora. Incontriamo prima Michael Devin con cui ci fermiamo a parlare per un po’ e poi tutto il resto della band. Reb ci saluta, ma quasi subito torna sul tour bus dato che le ultime date lo hanno decisamente provato. Rimaniamo con Doug, come al solito gentilissimo, al quale chiediamo il favore di farci autografare il poster da Coverdale. Lui accetta volentieri, ma ci avverte che il giorno seguente non ci sarà l’after show e che quindi non saprebbe quando ridarcelo. Noi gli ricordiamo che saremo presenti anche a Londra e che potrebbe darcelo lì. Felicissimo di questa news ci dà comunque appuntamento domani sera a Enschede. Saluti vari ed il tour manager arriva per recuperare i ragazzi.

 

Whitesnake Stadthalle (Bulach, Svizzera):

1. Bad Boys

2. Gimme All Your Love

3. Love Ain’t No Stranger

4. The Deeper The Love

5. Steal Your Heart Away

6. Forevermore

7. Guitar Duel

8. Snake Dance

9. Can You Hear The Wind Blows

10. Rock Me Baby

11. Love Will Set You Free

12. Drum Solo

13. Band Introduction

14. Slow And Easy

15. Is This Love

16. Fool For Your Lovin’

17. White-snake Christmas

18. Here I Go Again

18. Still Of The Night

19. Burn/Stormbringer

 

Adesso ci aspetta il ritorno in macchina fino a Malpensa, da dove parte il nostro volo con destinazione Amsterdam. Viaggio tranquillo che ci consente di arrivare per le 10 del mattino nel nostro albergo situato vicino all’aeroporto. Dopo aver dormito si e no un paio d’ore ci raggiungono i nostri amici spagnoli, con i quali divideremo l’esperienza di questa data olandese (e di quella successiva a Londra). Il viaggio in auto dura all’incirca 2 ore e ci conduce nella splendida cittadina di Enschede. Ci incontriamo davanti al locale con Simona, altra fan accanita degli Whitesnake. Sono circa le 16:00 e ne approfittiamo per mangiare qualcosa e fare un giretto, rigorosamente a turni per non perdere importanti posizioni. Il tempo scorre in fretta e arrivano le 19:00 in un batter d’occhio. Inutile dire che siamo i primi ad entrare e ci andiamo a posizionare al centro delle transenne proprio di fronte a dove si esibirà David. Il Muziekcentrum è un locale veramente bello. La sala, dato che ospita anche opere teatrali, è particolarmente elegante è dispone di varie logge da dove è possibile godersi il concerto. Io personalmente preferisco il freddo metallo della transenna! Mentre stiamo aspettando che lo show inizi succede una cosa meravigliosa. Doug compare da dietro le quinte per consegnarci il nostro prezioso poster autografato da Coverdale. Siamo assolutamente esterrefatti dalla sua disponibilità, lo abbracciamo ringraziandolo prima che rientri nel backstage. Ore 20:00 precise, salgono sul palco i The Answer. La loro prestazione grazie ad un set luci professionale, ad una acustica spettacolare e ad una sala finalmente gremita (il concerto è sold out) mi coinvolge sicuramente di più. Ottima la loro prova anche se le canzoni non mi convincono più di tanto.

Con queste condizioni favorevoli mi aspetto una gran prova dagli Whitesnake e loro mi accontentano. La setlist all’inizio è uguale a quella di Bulach, ma si vede che tutta la band ci sta mettendo l’anima questa sera. Al termine di “The Deeper The Love” David si para davanti a me e Daniela e qui do inizio al mio piano. Sventolo un foglietto con scritto “Lyrics” e chiamo David a gran voce. Lui si gira e raccoglie dalle mie mani il fatidico foglietto. Sopra abbiamo scritto il testo di “Love Is Blind” dal suo album solista “Into The Light” e D.C. la canta a cappella solo per me e Daniela. Noi siamo in visibilio, e anche il resto della sala dimostra di gradire questo simpatico intermezzo. Lo stesso accade dopo l’esecuzione di “Steal Your Heart Away” quando un altro testo fa capolino sul palco e David interpreta “Now You’re Gone”. Poi scherza col pubblico e ridendo esclama : “I’m a fucking Jukebox!!”. Lo Show prosegue con la più bella versione di “Forevermore” che alla quale abbia assistito. Ma in generale tutti hanno una marcia in più. Soprattutto Reb che sfodera una prestazione ai limiti della perfezione. Adesso però devo parlarvi dell’assolo di batteria di Brian. Tichy riesce a migliorare ulteriormente la sua performance, sia a livello tecnico, sia a livello scenografico. Oltre ad abbandonare le bacchette per usare le mani, inserisce un simpaticissimo siparietto nel quale prima usa due bacchette giapponesi (sì, quelle che si usano per mangiare!!) e poi passa a percuotere i tamburi con due coltelli, anch’essi giapponesi. Spettacolare! Ma non è ancora finita! Il giochetto di far turbinare un mare di bacchette facendole rimbalzare in cielo sul rullante diventa ancora più spettacolare grazie a delle strisce di materiale che si illumina al buio. Al termine del suo assolo il boato della sala è assordante. Il concerto riprende e dopo “Is This Love” viene il momento di presentare l’ospite d’onore di questa serata. Sale sul palco quindi Adrian Vandenberg (storico chitarrista dal 1987 al 1997) per l’esecuzione di “Fool For Your Lovin’”, “Here I Go Again” e “Still Of The Night”. Il rivedere Vandenberg sul palco accanto a David è stata una emozione unica. Gli anni sembrano non essere passati per il biondo chitarrista olandese, la classe e la tecnica sono sempre le stesse, così come il suo aspetto fisico. Le emozioni però sono ben lungi dal finire. Una versione da applausi a scena aperta di “Soldier Of Fortune” cantata dal solo David e una Burn/Stormbringer devastante chiudono il concerto in un crescendo di emozioni. Rimane il tempo per “White-Snake Christmas” cantata a cappella da tutta la band, che augura Buon Natale a tutti. Questo è senz’altro il più bello show degli Whitesnake al quale abbia mai partecipato. Appena i ragazzi lasciano il palco ci lanciamo subito di corsa nel retro del locale. Riusciamo giusto in tempo a salutare David da dietro una transenna prima che salga in macchina. Alla spicciolata escono tutti. Fuori fa freddo, ma Doug compie l’ennesimo gesto di affetto nei nostri confronti uscendo dall’auto in maglietta per venire ad abbracciarci. Una persona fenomenale cari amici!! Non ci rimane che salire in macchina con la consapevolezza di essere stati presenti ad uno dei più grandi live della band.

 

Whitesnake Muziekcentrum (Enschede Olanda):

1. Best Years

2. Gimme All Your Love

3. Love Ain’t No Stranger

4. The Deeper The Love / Love Is Blind

5. Steal Your Heart Away / Now Your Gone

6. Forevermore

7. Guitar Duel

8. Snake Dance

9. Can You Hear The Wind Blows

10. Rock Me Baby

11. Love Will Set You Free

12. Drum Solo

13. Band Introduction

14. Slow And Easy

15. Is This Love

16. Fool For Your Lovin’ (with Adrian Vandenberg)

17. Here I Go Again (with Adrian Vandenberg)

18. Still Of The Night (with Adrian Vandenberg)

19. Soldier Of Fortune ( a Cappella only David)

20. Burn/Stormbringer

21. White-Snake Christmas

 

Il giorno dopo sveglia alle 8:00 e la compagnia italo-spagnola si dirige all’aeroporto, per imbarcarsi in direzione Inghilterra. A Londra troviamo ad aspettarci Manuel e Ania, con i quali divideremo l’albergo. L’Hotel scelto è subito dietro a quello della band. Questa scelta strategica sarebbe stata particolarmente azzeccata se David avesse alloggiato lì. In realtà Mr. Coverdale è in un altro imprecisato hotel della città. Va beh!! Ci abbiamo provato! La giornata è libera, dato che il concerto è domani e ne approfittiamo per fare shopping natalizio. Verso sera incontriamo la nostra amica Diletta ed insieme a lei e Reb Beach ci infiliamo in un pub per bere qualcosa insieme. Reb è una persona simpaticissima ed è bellissimo sentirlo parlare. Tra una birra e l’altra si avvicina l’ora di cena e dobbiamo salutarci. Proseguiamo nei nostri pellegrinaggi attraverso la città prima di cedere al gelo esterno e decidere di ritornare in albergo. La mattina, dopo un english breakfast abbondante, la passiamo in giro per Londra. Verso le 14:00 ci spostiamo per raggiungere l’ HMV Forum. Con nostra estrema sorpresa notiamo che è già presente un discreto drappello di persone ad aspettare l’apertura delle porte. Naturalmente sono già visi noti per noi e ci intratteniamo per scambiare 2 parole con i fans inglesi/irlandesi. Decidiamo quindi di prendere posto in fila anche se mancano 5 ore all’apertura delle porte. Sfortunatamente la temperatura è piuttosto rigida, ma sfruttando il jolly dei turni riusciamo a tollerare il gelo. Alle 19:00 precise le porte vengono aperte e ci catapultiamo dentro il locale, un po’ per conquistare la prima fila ma soprattutto per sfuggire alla temperatura glaciale. Fortunatamente le nostre amiche Diletta e Ania sono già dentro al momento dell’apertura delle porte per tenerci i posti. Con loro appoggiato alla transenna c’è pure Reb, ma nessuno del pubblico se ne accorge tranne noi. L’espressione di stupore di due fan dietro di lui quando si volta per andarsene è meravigliosa. L’HMV Forum è una struttura costruita nel 1934 in pura art decò. Nato come cinema ha subito diversi cambi di utilizzo fino a diventare una venue per concerti all’inizio degli anni 80.

Il posto è meraviglioso, l’unico problema è la mancanza del riscaldamento che ci costringerà a tenere la giacca fin oltre metà concerto. Ad aprire questa data londinese ci sono i Red White And Blues, gruppo inglese che vede tra le sue fila Myke Gray (Guitar, Skin/Jagged Edge) e Matt Alfonsetti (Vocals, Jagged Edge/Skintrade/Road To Ruin). Ragazzi che band!! Hard & Blues da fa accapponare la pelle. Tutte le canzoni sono strutturate in maniera perfetta e coinvolgono tutta la sala in applausi strepitosi. Finalmente una grande band, consiglio a tutti di cercare il loro cd perché ne vale assolutamente la pena. Canzoni come “Rescue Me”, “Let It Shine”, “Red White and Blues” e la conclusiva “Stand Up For Rock ‘n’ Roll” sono quanto di meglio sia stato prodotto, nel loro genere, negli ultimi anni.

Per quanto riguarda gli Whitesnake, solita grande prestazione della band con un David Coverdale stellare. Le date a Londra galvanizzano in maniera incredibile il singer inglese, che ogni volta riesce a trasmettere emozioni uniche. In più il suo modo di interagire e scherzare col pubblico è veramente qualcosa di speciale. Non vi starò a spiegare il concerto canzone per canzone, perché la scaletta è praticamente identica a quella in Olanda, ma mi sembra doveroso soffermarmi sulla “Band Introduction” che in questa data è stata semplicemente spettacolare. Nelle date di questo tour invernale ogni membro della band che viene presentato da David è accompagnato da un accenno a canzoni molto famose, recitate per scherzo da tutto il gruppo. Si inizia con “Whole Lotta Love” (Led Zeppelin) per presentare Michael Devin, seguita da “Another One Bite The Dust” (Queen) e “Billy Jean” (Michael Jackson) con David che cerca di imitare i passi del compianto Michael. Per Reb viene scelta “Slow And Easy”, mentre per Doug viene eseguito il riff iniziale di “Eye Of The Tiger” (Survivor) per poi passare a “How Many More Times” (Led Zeppelin). A questo punto comincio a pensare che se uscisse Jimmy Page per eseguire almeno un pezzo sarebbe il concerto della mia vita. Si riprende con “Is This Love” e al termine di questa canzone fa l’ingresso sul palco un Babbo Natale che comincia a lanciare regali alla platea. Ma purtroppo il regalo più grande, cioè Jimmy Page on stage, non si concretizza. Il concerto comunque ha un finale pirotecnico, con una “Still Of The Night” e una “Burn/Stombringer” eseguite con una tale potenza e passionalità da far esplodere la sala in un boato strepitoso. Non ci rimane che l’after show, che si tiene al bar situato al primo piano. Tanti fans e la band (escluso David), ma nessun altro personaggio degno di nota. Trascorriamo un’oretta tra discorsi e varie birre per poi raggiungere i ragazzi all’albergo per gli ultimi saluti. Nella hall dell’hotel rimaniamo in compagnia di Doug Aldrich e Brian Ruedy, con i quali intraprendiamo una divertentissima conversazione. Poi, dopo esserci scambiati gli auguri di Buon Natale e felice Anno Nuovo, ci salutiamo affettuosamente e ci diamo appuntamento al prossimo tour. Rientriamo in albergo, sfatti da questa lunga kermesse ma strafelici di aver partecipato a questi splendidi eventi. In conclusione vorrei ringraziare i miei compagni di viaggio che hanno reso questa avventura ancora più bella di quanto sarebbe stata. Quindi un grazie speciale a Daniela (sei la mia vita), Manuel, Ania, Diletta, Amedeo, Mimmo, Simona, Laura, Yadira (e famiglia), Evodi, Maite, Ger, Fritz, e Tiara. Un ringraziamento speciale a Doug e Reb (siete meravigliosi), Brian Ruedy, Brian Tichy e Michael Devin. Un Grazie di cuore a David Coverdale perché senza di lui questo non sarebbe stato possibile. In conclusione mi sembra doveroso fare gli auguri a tutti i lettori di RockRebel Magazine. Merry “Whitesnake” Christmas and a Rocking New Year, Forevermore!!

 

Whitesnake HMV Forum (London U.K.)

 

1. Bad Boys

2. Gimme All Your Love

3. Love Ain’t No Stranger

4. The Deeper The Love

5. Steal Your Heart Away

6. Forevermore

7. Guitar Duel

8. Snake Dance

9. Can You Hear The Wind Blows

10. Rock Me Baby

11. Love Will Set You Free

12. Drum Solo

13. Slide It In/Band Introduction

14. Slow And Easy

15. Is This Love

16. Fool For Your Lovin’

17. Here I Go Again

18. Still Of The Night

19. Soldier Of Fortune ( a Cappella only David)

20. Burn/Stormbringer

21. White-Snake Christmas

 

 

 

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Sinner + The Answer + Whitesnake @ Svizzera

The Answer + Whitesnake @ Olanda

Red White and Blues + Whitesnake @ Londra