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MITCH MALLOY

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Hungryheart


Infinity Live Pub di Lodi - 5 Novembre 2011

 

Report e foto a cura di Fabrizio Tasso

 

La passione a volte ci porta ad effettuare scelte rischiose. Penso che tutti voi avrete impresse le immagini dell’alluvione che ha colpito Genova nella giornata antecedente al concerto di MITCH MALLOY. Vivo a Genova e sabato 5 novembre, fino all’ultimo ero indeciso sul da farsi, ma alla fine ha predominato la mia voglia di Rock N' Roll e con estrema cautela mi sono diretto in quel di Lodi per assistere a questo grandissimo evento. Viaggio tranquillo e in circa 2 ore raggiungo l’Infinity Live Pub. Non ero mai stato in questo locale, ma devo dire che mi ha subito colpito. La location è perfetta. Bel palco, arredamento moderno, bel set luci e una discreta capienza fanno dell’Infinity Live Pub il posto ideale per una serata come questa.

Ad aprire la serata abbiamo gli italianissimi Hungryheart. Avevo già avuto fortuna di assistere ad un loro live nel 2003, quando aprirono la data dei Quireboys, e già allora mi avevano entusiasmato. Il loro hard rock influenzato dalla scena americana fine anni 80 (Bon Jovi-Firehouse tanto per intenderci) dal vivo è una bomba! “Boulevard Of Love”, “Stealing The Night” e “One Ticket To Paradise” ci riversano addosso quintali di melodia mista a pura adrenalina, è impossibile rimanere fermi con un inizio così spettacolare. Il sodalizio creato da Josh (voce) e Mario (chitarra) è semplicemente unico, tanto che non posso fare a meno di accostarli a Jon Bon Jovi e Richie Sambora, vista la qualità sprigionata. Non meno importante la sezione ritmica con Steve (basso) e Paolo (batteria), che con il loro lavoro preciso e potente sorreggono alla grande il sound degli Hungryheart. Bellissima la cover di “Man In The Mirror” dedicata a Michael Jackson, che a tratti non sfigura assolutamente con l’originale. Ancora una manciata di pezzi a loro disposizione prima di lasciare il palco. “Angela” (splendida), “Love Is The Right Way”, “Let’s Keep on Tryin’” e una coinvolgente versione di “River Of Soul” chiudono il loro concerto. Prestazione da 10 e lode grazie all’assoluta bravura dei musicisti e all’alta qualità della musica proposta.

Ore 23:00 fa ingresso sul palco Mitch Malloy seguito dalla “All Star Band” tutta italiana che lo accompagnerà anche per il resto del tour europeo. Troviamo infatti al suo fianco, Alessandro Del Vecchio (Edge Of Forever, Lionville, Eden’s Corse) alle tastiere, Mario Percudani (Hungryheart, solista) alla chitarra, Anna Portalupi (Skill In Veins) al basso e Alessandro Mori (Glenn Hughes, James Christian, Tony Franklin) alla batteria. La partenza è da urlo! “Mission Of Love” dal suo primo disco datato 1992 rompe gli indugi riportandoci indietro nel tempo. La voce di Mitch è fantastica e non ha perso neanche un filo di smalto in questi 20 anni. Anche il suo aspetto è rimasto lo stesso, per intenderci è uguale come lo vedete su youtube nel video di “Anything At All”. “Falling To Pieces” è il primo estratto dal suo ultimo cd intitolato “II” (che presto andremo a recensire), splendida questa canzone dotata di un groove semplicemente unico. Si ritorna però subito al passato con “Standing In The Middle Of Nowhere”, con il blues di “Over The Water” dove Mario dimostra tutta la sua classe e con “It’s About Love” (dall’album “Shine” del 2000). La prestazione di Mitch è da incorniciare, soprattutto durante l’esecuzione di “Carry On” (dall’ultimo full lenght) che lui ha scritto subito dopo la tragica morte di Steve Lee dei Gotthard. Canzone meravigliosa! Solo voce, chitarra e tanto sentimento. L’applauso del pubblico dopo questa canzone è pauroso. Mitch visibilmente commosso ringrazia tutti prima di riprendere con altre due canzoni da “II”. “I’ll Love You Still” e “Love Song” scorrono in attimo dato l’estremo coinvolgimento della sala. La prestazione di Alessandro e compagni è da applausi a scena aperta. L’affiatamento della band è ottimo e supporta in maniera strepitosa il cantante americano. Si arriva alla fine dello show è quindi il momento di sfoderare i grandi classici. Apre la super ballad “ Our Love Will Never Die”, si prosegue con “Forever” (manifesto di come dovrebbe essere un Aor song con gli attributi) e si chiude con il singolo che proiettò nel 1992 Mitch nella Top 20 rock americana, “Anything At All”. Spettacolare ed emozionante quest’ultima con la sala che canta ogni singola parola della canzone. Sembra tutto finito ma il bis è solo dietro l’angolo. “All My Friends” chiude in maniera perfetta uno dei live più coinvolgenti degli ultimi tempi. Mitch Malloy in questa sua prima calata italica sfodera il meglio del suo repertorio, eseguendolo con una classe e un coinvolgimento da brividi. Tutto questo grazie anche alla grandissima prestazione della band, la quale dimostra che noi italiani non abbiamo niente da invidiare agli artisti stranieri. Anzi in questo caso gli stranieri possono solo imparare. Un particolare ringraziamento a Mitch Malloy, persona simpaticissima ed umile che dopo il concerto si è concesso per autografi, foto e qualche chiacchiera. E un sincero complimento a tutti i musicisti coinvolti nella serata, grazie a voi la nostra musica non morirà mai.

 

 

Set list Mitch Malloy

1. Mission Of Love

2. Falling To Pieces

3. Stranded In The Middle Of Nowhere

4. Over The Water

5. It’s About Love

6. Carry On

7. I’ll Love You Still

8. Love Song

9. Our Love Will Never Die

10. Forever

11. Anything At All

12. All My Friends

 

Set List Hungryheart

1. Boulevard Of Love

2. Stealing The Night

3. One Ticket To Paradise

4. Man In The Mirror

5. Angela

6. Love Is The Right Way

7. Let’s Keep On Tryin’

8. River Of Soul

 

Hungryheart