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EASTPAK ANTIDOTE TOUR 2011

 

A DAY TO REMEMBER

 

AUGUST BURNS RED

 

 THE GHOST INSIDE + LIVING WITH LIONS

 

Alcatraz di Milano - 6 novembre 2011

 

Report  a cura di Mattia Giambini

Appena entrato all'Alcatraz non nego di essermi messo a ridere alla visione di una rete piena di palloncini appesa al soffitto e, mentre ancora mi chiedo se io sia veramente alla tappa italiana dell'Eastpak Antidote Tour oppure ad una di quelle feste di compleanno che facevano i bimbi da Burghy, salgono sul palco i Living With Lions. La formazione canadese ha deciso di fare sul serio per la promozione dell'ultimo "Holy Shit" visto che è già la seconda volta che si imbarca in un tour europeo nel giro di un anno (li abbiamo già visti quest'estate in compagnia dei Comeback Kid). Ross (ex Misery Signals) e soci, nella loro mezz'ora di tempo che hanno a disposizione si sono dimostrati più che abili a tenere uno show riuscendo a scaldare a dovere i presenti nonostante l'affluenza sia ancora scarsa.

Dopo di loro tocca ai The Ghost Inside che sulle note di “Unspoken”, mandano in delirio i presenti che nel frattempo sono discretamente aumentati. Tutto un altro impatto, dritti in faccia, senza fronzoli né pretese, uno show con poche parole e tanti fatti, la band Californiana ha dato tutto un altro sapore alla serata facendomi dimenticare la presenza dei palloncini sopra le nostre teste...

Tocca ora agli August Burns Red, dopo la solita intro dance che ha fatto ballare tutto l'Alcatraz partono, senza pietà, con uno dei loro pezzi più belli, “Composure”. Jake stasera è in forma smagliante e continua a macinare chilometri sul palco. La loro setlist dura leggermente più delle precedenti e promuove il nuovo arrivato Leveler senza andare a discapito delle precedenti releases (forse l'unica dimenticata è “Thrill Seeker”). Il pubblico apprezza e non smette di supportare la band con circle pits e wall of death, aspetto ora fiducioso di vedermeli magari in un tour da headliners il più presto possibile.

 

Premetto che la scelta degli A Day To Remember di non volere alcun fotografo mi ha fatto storcere il naso quasi quanto i palloncini... Prima della loro entrata, dopo che alcuni dei presenti hanno già lasciato l'Alcatraz dopo lo show degli August Burns Red, viene calato un telo nero per coprire il palco, telo che calerà di colpo quando la band inizierà la sua performance con Sticks & Bricks accompagnata dall'esplosione di coriandoli (...sì) dalle due estremità del palco. Lo show è fin dal primo istante una delusione, tutto sembra patinato e pateticamente studiato nei minimi particolari (spontaneità e coinvolgimento da parte della band pari a ZERO) e, ciliegina sulla torta, la prestazione di Jeremy è al limite dell'imbarazzante, il trucco del far cantare il pubblico regge fino ad un certo punto, mi è bastata una canzone per capire che il 90% delle volte che lasciava cantare i suoi fans coincidevano esattamente con le note più alte che avrebbe dovuto raggiungere. Tesi presto confermata quando al primo tentativo, fallisce miseramente. Andando avanti di canzone in canzone purtroppo la situazione non migliora, le parti pulite sono sempre distrutte da una prestazione decisamente al di sotto della sufficienza e gli applausi del pubblico sembrano diminuire sempre di più fino a raggiungere quasi un minuto di gelido ed imbarazzante silenzio prima dell'encore. Ancora due pezzi e lo show, fortunatamente, finisce. Ammetto che le mie aspettative nei loro confronti non fossero poi ai massimi storici ma do comunque sempre la chance di stupirmi alla band che ho davanti e spesso è succede, beh, non questa volta, e se posso permettermi penso che la ragione di tutto ciò stia scritto sulle maglie di Jeremy e soci, ovvero, FAMOUS.