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FASTER PUSSYCAT - Hell In The Club

 

Lola Stonecrackers - Deleeders

 

Rock’n’Roll Arena - Romagnano Sesia (NO)-  15 Ottobre 2011

 

Report  e foto a cura di Andrea Lami

 

Un altro appuntamento per nostalgici al Rock’n’Roll Arena di Romagnano Sesia. Questa sera ad esibirsi ci sarà quel che resta dei Faster Pussycat, nella persona di Taime Downe coadiuvato dall’apporto di bravi turnisti che lo accompagneranno per tutto questo tour europeo.

 

Ad aprire la serata troviamo i torinesi Deleeders, autori di un hard rock di tutto rispetto. La nuova cantante stupisce i presenti con il suo timbro potente, mentre al basso troviamo Blackie, già noto e già apprezzato con gli Hollywood Killerz. Ed è proprio il cantato femminile (oltre alla piacevole visione) che ti cattura e ti riporta alla mente band come i Femme Fatale o i Witness, proprio per rimanere nei favolosi anni 80!! La band ha pubblicato ad inizio anno il cd d’esordio “Ouch”. Sul palco abbiamo l’occasione di apprezzare la rockdancer Stefagnaccia già presente nel video della band che vi consiglio di andare a vedere (www.youtube.com/watch?v=6plB3Bij49c).

 

Il compito di mantenete in temperatura i presenti passa in mano ai Lola Stonecrackers che inizio ad ascoltare e guardare con curiosità, fino a quando non riconosco nei vari membri che compongono la band i Muppet Suicide che ho avuto occasione di apprezzare a fine agosto al Biker Fest di Orio al Serio. Il suono della band strizza infatti un po’ l’occhio alle sonorità di Axl e soci, con l'aggiunta di un pizzico di originalità in più dovuta ad altre influenze musicali. Chiacchierando con la band scopro che sono in tour europeo e vedo nel merchandise un cd (credo d’esordio).

Finalmente salgono sul palco gli HELL IN THE CLUB. Ho avuto il piacere di apprezzare la band a più riprese, merito anche di un album d’esordio davvero splendido in tutte le sue dodici canzoni. La prestazione della band non è tra le migliori alle quali ho avuto la fortuna di assistere, ma la carica dei brani, la melodia, i ritornelli ruffiani ti entrano in testa al primo ascolto, senza parlare della potenza e del divertimento che i quattro ci mettono. Queste caratteristiche risultano armi vincenti ed il pubblico, prima un po' freddino, incomincia a partecipare allo show in maniera più attiva. Si vede ad occhio nudo che c’è un’ottima intesa e coesione e queste cose sono apprezzate dal pubblico presente. Ulteriore conferma -se ce ne fosse ancora bisogno- che gli HITC sono un piacere da vedere ed ascoltare.

Chiudono la serata i FASTER PUSSYCAT. Salgono sul palco gli attuali membri della band, orfani momentaneamente del singer. Riconosco il bassista (Danny Nordahl) che ho già visto al servizio degli L.A.Guns a Torino qualche mese fa. Dopo un intro ecco spuntare dalle retrovie Taime Downe, decisamente appesantito. Chi come me era affezionato alla prima immagine e cioè al biondo e magro, avrà fatto un upgrade, anche se già dagli anni 90 il look era cambiato. Ma non siamo qui per vedere come si è ridotto Taime, bensì ad ascoltare cosa riesce ancora a fare a distanza di ben ventiquattro anni dal suo esordio nelle scene dello street-rock. La voce è praticamente quella, la tenuta è ottima. Direi che il meglio viene dato sui brani un po’ più lenti come “House Of Pain” anche se il mio parere è che i brani più conosciuti della band, “Babylon”, “Slip Of The Tongue”, “Nostop To Nowhere”, “Poison ivy”, giusto per citarne alcuni, abbiano più presa e la resa risulti migliore anche per la maggior partecipazione. Tutto sommato una prestazione dignitosa per un pubblico di appassionati che non vuole saperne di abbandonare certe sonorità. Non credo di dire un’eresia se vi dico che le band degli anni 80 sono un piacere da vedere/ascoltare dal vivo, semplicemente perché siamo cresciuti con questa musica e la dimensione umana di questi concerti è molto gradevole: non capita proprio tutti i giorni di chiacchierare una volta con Tracii Guns e Jizzy Pearl, l'altra volta con Kip Winger, oppure con Kee Marcello fino ad arrivare oggi a Taime Downe, tutta gente che ha adornato le pareti delle nostre stanza per svariati anni. La realtà è che le tre band d’apertura di questa sera hanno più benzina nel motore e più voglia di fare dei Faster Pussycat.