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FRANK TURNER & THE SLEEPING SOULS + THE XCERTS

 

Bronson di Ravenna – 16 dicembre 2011

 

Report e foto a cura di Andrea “Canthc” Cantelli


 

Questi report partono tutti allo stesso modo, ci sono io a casa mia che vado in ansia perché c’è qualcuno in ritardo, una volta radunata tutta la truppa facciamo le squadre che comporranno le due macchine e si parte in direzione Ravenna per andare a vedere uno dei cantanti di protesta simbolo della mia generazione: Mr. FRANK TURNER.

Arriviamo al Bronson di buon ora, il parcheggio è ancora semivuoto, si va quindi nel bar di fianco e si comincia lo sbevazzamento preconcerto per entrare in temperatura, io dedico un Johnnie Walker a Christopher Hitchens nel giorno della sua scomparsa.

Entro nel club e con mio grande rammarico vedo che in controtendenza con le altre date del tour europeo (praticamente tutto sold out) la gente presente è veramente poca. Come al solito in Italia a certi artisti ci si arrivia con un discreto delay, ma è sempre stato così e quindi non mi angoscio più del dovuto.

 

Ad aprire la serata sono i The Xcerts da Aberdeen, Scozia. La provenienza me li fa diventare subito simpatici, infatti nella Scottish premier league sono tifoso dell’ Aberdeen FC (senza nessun motivo). A parte la provenienza questa band ha ben poco di interessante, questo trio si definisce “distorted pop”, ma sono il solito gruppo spalla che non fa storcere la bocca ai presenti ma in fondo poi nessuno si va a comprare il disco.

Finita l’esibizione della band di supporto Frank Turner si sposta da bar e sale sul palco, oggi per la prima volta lo vedrò accompagnato dalla sua band (The Sleeping Souls).

Iniziano con il pezzo/intro “Eulogy” e poi via subito il grandissimo inno “Try this at home” che infiamma gli animi dei non molti presenti, a proposito, se non conosci il pezzo ti invito a andare a leggere il testo, raramente ho sentito tante verità tutte insieme. Il concerto continua e Frank e soci alternano vecchi pezzi a brani più nuovi tratti dal celebre “England keep my bones”. Da segnalare “Glory Hallelujah” dedicata al già citato Christopher Hitchens (per chi non lo sapesse è stato un giornalista il cui pensiero è stato condiviso da molti esponenti della scena punk e non solo, scomparso il giorno prima di questo concerto). C’è anche spazio per la cover di turno ed il pezzo ad essere interpretato “Somebody to Love” dei Queen.

 

Nel complesso il concerto mi è piaciuto molto ed è stato bello per il sottoscritto vedere crescere artisticamente un artista come Frank Turner, mi ricordo quando lo vedevo anni fa che apriva concerti punk armato solamente della sua acustica, veniva guardato dai presenti con un espressione del tipo “ora sto tizio con l’acustica ci sfonda i coglioni” e poi dopo due pezzi conquistava tutti. Il carattere non manca certamente a questo artista e sulla distanza si è visto eccome. Peccato per i pochi presenti ma visto il tutto da un altro punto di vista è stato bello vedersi un artista di calibro internazionale in una situazione molto intima e amichevole.

L’after show è stato un delirio di “Ceres” che è risaputo che mi fa venire un gran mal di testa, ma questa è tutta un’altra storia…sinceramente non credo che tu segua i mie consigli e quindi non ti andrai a vedere il testo che ti ho detto, quindi ti lascio traducendo proprio quel pezzo con un passo che riassume in pieno il personaggio di Frank Turner.

 

“Because the only thing that punk rock should ever really mean

Is not sitting round and waiting for the lights to go green

And not thinking that you're better because you're stood up on a stage

If you're oh so fucking different then who cares what you have to say?”

(Frank Turner – Try this at home)

 

Anche per oggi è tutto e visto che me ne vado via per un pò ci si vede nel 2012. Tanto sapete bene dove trovarmi (al prossimo punk rock show, o sotto al palco o in zona bar!)