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GALLOWS

 

Vidia Club Cesena 24 aprile 2011

 

Report e foto a cura di Luca Casella

 

 

L'Hertfordshire è una contea Inglese pianeggiante densamente popolata situata al confine Nord della grande Londra dove la vita non deve essere molto intensa o piena di svaghi. Forse questo è uno dei motivi per cui i GALLOWS hanno sviluppato una rabbia che sfogano nei loro dischi e durante i concerti. Nati dalla mente del chitarrista Laurent Barnard hanno come leader carismatico Frank Carter cantante e tatuatore professionista. Il gruppo comprende alche il fratello di Carter, Steph, Lee Barratt batteria e Stuart Gili-Ross al basso. Fin dalla prima volta che li ascoltai rimasi colpito dalla loro violenza e rabbia della musica e dei testi e non vedevo l'ora di vederli in azione dal vivo. L' occasione si presenta con la tappa Pasquale del loro Tour 2011 Europeo in quel di Cesena. La trasferta è pesante ma la voglia di esserci è troppa. Partiamo, arriviamo al Vidia ( Bel locale! ) di corsa appena in tempo per sbrigare le formalità di Pass e saluti che i cinque Inglesi salgono sul palco.

La partenza è adrenalinica! Ci sparano subito due dei loro pezzi più amati sia dal pubblico che da me, "London is the Reason" dall'ultimo lavoro e "Abandon Ship" dal primo disco del 2006. Sotto il palco si spinge e si poga, ricevo pugni e spinte più uno che mi rovina in testa dopo uno Stage-Diving finito male, ma va bene così sono felice di ricevere tutto questo per i Gallows! La rabbia di Frank si esprime in tutta la sua crudezza le vene del tatuatissimo collo ( voglio il mio collo tatuato come il suo prima o poi !!! ) sono come tubi della innocenti, gonfi, tirati al limite. Il Vidia è stracolmo e tutti apprezzano il live . Dopo poche canzoni Carter decide che è venuto il momento di scendere tra il pubblico a cantare qualche canzone, porta asta e microfono al centro della platea, chiede di fare spazio e di ballare in circolo intorno a lui, strepitoso !! Ho i brividi ad ogni canzone, adoro questo gruppo!! Altra trovata del cantante, si arrampica sulla parte rialzata del locale di fronte al palco vicino al mixer, proprio di fianco a noi dove ci sono dei divanetti, sale su un tavolino e da lì continua la sua performance, sotto è il delirio. Chiede ripetutamente di fare dei Circle-Pit anche lungo tutto il locale, ma non viene capito ed infatti si lamenta dicendo in sostanza "Fuck ! No one understand English ?", ringrazia i presenti perchè è la serata con più presente delle tre date Italiane. Ma la gente è troppo presa nel pogo per capire tutte le parole e anche Frank lo capisce e dice che forse è meglio fare musica che continuare a parlare. La scaletta prevede brani da tutta la loro produzione come "Misery" , "Staring at the Rude Bois" e la splendida "The Vulture" . Per gli ultimi due pezzi la band si ricompone sul palco per il grande finale senza Bis. Esausti, dopo un ora abbondante di live, ci salutano ed escono. Parte la musica di sottofondo e tutti capiamo che è finita...purtroppo. Dal vivo hanno confermato tutte le mie aspettative, sono fantastici! Il tempo tiranno non mi ha permesso di vedere le band di supporto per cui non saprei cosa scrivere su di loro. Saluto e ringrazio Andrea "Canthc" Cantelli per la sua sempre fantastica gentilezza e Matt della HellFire per l'ospitalità. Si riparte altre tre ore di viaggio ci aspettano. In totale circa sette ore di viaggio per un ora di concerto, non male...lo rifarei oggi stesso.

Pubblicato il 25 Apriel 2011