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GUNS N’ROSES

 

 5 Settembre 2010 @ Filaforum di Assago - Milano

 

 

Report a cura di MauRnrPirate

 

 

Recensire un concerto dei Guns N’Roses o qualsiasi altro ex componente della storica e inimitabile band losangelina non è mai una cosa emotivamente semplice per il sottoscritto,che con dura fatica e abnegazione è diventato molto riconosciuto tra i vari fans italiani della band. Quando si avvicina un loro concerto, sono sempre in trepidazione, anche perché assisto sistematicamente a notizie false e tendenziose sulla band di Axl, che hanno quasi sempre poco fondo di verità e tanta immaginazione da gente che poi come se niente fosse si trova sempre in posizioni privilegiate e non assolutamente meritate, quanto in Europa, sia in Italia e sempre pronta ad affossare le prestazioni della band guidata da Axl Rose o Axl Roses o Axel Rose, visto che tanta gente non sa neanche scrivere correttamente il suo nome. Dovevo assistere ad entrambi i concerti italiani della band, ma purtroppo un incidente in autostrada che ha provocato una coda interminabile mi ha fatto perdere il primo concerto romano. Ogni momento, i miei tanti amici presenti all’evento mi messaggiavano di averli incontrati all’hotel come mi parlavano di un concerto grandissimo, che seppure col solito consueto ritardo di Axl, non aveva causato vergognosi e codardi lanci di bottiglie come a Dublino, dove la faccenda totale è stata ampiamente ingigantita da qualche media ,mentre la verità era ampiamente un’altra. Con queste premesse nel mio cuore e grazie a fortuite circostanze mi ritrovo proprio davanti al loro hotel. Riesco a vederli mentre man mano si dirigono al Forum di Assago e riesco a scambiare diverse parole col mitico Del James che mi concede addirittura una fotografia con la chitarra di DJ Ashba. Axl è barricato in camera e la mia speranza di vederlo per un autografo o una foto svanisce insieme all’attesa per vedere i Murderdolls che mi son completamente perso.

Arrivo al Forum e rimango impressionato dal numero di persone presenti. Mai visto in tanti anni di concerti un tale casino e sinceramente non so quanti biglietti abbiano venduto, visto che non posso scendere nel parterre, per forza di cose devo assistere al concerto dagli spalti. Forse è una fortuna, in quanto notero’ ogni sfumatura e non rimarro’ bello imbottigliato come con un auto nell’ora di punta del traffico milanese sulla tangenziale. La band è terribilmente in ritardo e non poteva essere altro visto che Axl era chiuso in camera e il pubblico rumoreggia giustamente ma non si permette gesti stupidi e contestazioni eclatanti. Quando si spengono le luci e parte l’intro che li accompagna dal 2006 vale a dire la musica de “L’esorcista”è il delirio collettivo. Le note di “Chinese democracy” aprono il concerto. Il pubblico, conosce questa canzone molto potente e la canta partecipe. Axl è vestito col suo cappellaccio stile Jackson che fa a botte con The Undertaker e la sua camicia molto elegante ed è subito padrone della scena. La successiva “Welcome to the jungle” vista dall’alto è micidiale. Mai visto un pogo cosi’ selvaggio, mai sentito tremare cosi’ un Palazzetto. I 3 Moschettieri della 6 corde son decisamente validi e rispondono al nome di Richard Fortus, Dj Ashba e Ron Thal Bumblefoot che presenta per l’occasione una barba a dir poco coerografica. Certo, sinceramente manca un certo Slash ma nessuno dei tre cerca paragoni facilmente fraintendibili con Mr Hudson. Indubbiamente pero’ Mr Dj Ashba è cresciuto a Pane e Slash ed è molto icona del rock nel suonare e comunque aggiungo che il suo tanto discusso cappello non è una clonazione di Slash ma una sua idea e che porta da sempre, come tanti abiti disegnati da lui, che è un artista molto poliedrico.

Axl a 48 anni suonati, corre ancora come un ragazzino per il palco. Certamente è piu’massiccio che una volta, ma chi dice che è grasso forse ha bisogno di una visita oculistica. Il modo in cui fa girare il microfono e passa da tonalità basse ad acuti molto alti è sempre inimitabile per chiunque. Certo alcune note non riesce piu’ ad urlarle come in passato, ma si riprende subito ogni volta. Il bassista Tommy Stinson è stasera molto fermo sul palco, non che sia mai stato un motorino impazzito come i tre pazzi chitarristi, ma stasera francamente lo vedo un po’troppo in aria. Il batterista Frank Ferrer dal look pericolosamente vicino a Mr T, è la solita macchina precisa. Non sbaglia un colpo e si conferma come stile un misto tra Adler e Sorum. Molto lontano dal suo predecessore Brain, che seppur mostro tecnicamente non riusciva a coinvolgere come sa fare Frank. Totalmente in secondo piano mi è sembrato anche Chris Pittmann, stavolta relegato alla fine del palco. Rispetto al tour 2006 sicuramente maggiormente sacrificato, visto che comunque i famosi pezzi elettronici da Chinese Democracy tipo “Rhiad and Bedouins” e le canzoni “Shackler’s revenge” e”Scraped”non vengono piu’eseguite. Dizzy Reed è sicuramente un ottimo tastierista ed è sempre elegantissimo.

 

Il concerto vive un primo momento di piccola stanchezza da parte del pubblico su “Sorry”canzone molto alla Black Sabbath e presente su “Chinese democracy”che ho visto apprezzata da non tante persone. Molto apprezzato invece è il successivo assolo di Richard Fortus che riprende la musica dei films di James Bond. “Live and let die”, purtroppo non vede i consueti fuochi sul palco,in quanto il comune di Milano, come successo per i Kiss ha vietato queste cose e sinceramente non l’ho capita. Axl comunque fa dimenticare questo assurdo divieto, arrivando in alto con le note, come la piu’irraggiungibile delle aquile. Molti son rimasti invece sorpresi dalla successiva e forse canzone maggiormente gradita estratta da Chinese Democracy, vale a dire la splendida ballata “This I love” che, seppure senza il suono dell’arpa di Patty Boyd, dal vivo è sempre strepitosa. Una prova pratica per tastare la capacità di Axl di andare su ancora alto sulle note. Stasera lo Zio ha superato ampiamente la prova e non è stato rimandato coi debiti. Bene o male tutti i classici vengono eseguiti,da “Rocket Queen” fino a “You could be mine” e la band dimostra di essere molto unita e si diverte. Axl stravede per i suoi compagni e lo dimostra, interagendo moltissimo sul palco, cosa che comunque con le vecchie line up non riusciva piu’ a fare cosi’spontaneamente dai tempi di Appetite for destruction, secondo il recensore.

Enorme godimento per me e tutti i tifosi milanisti presenti al concerto è quando DJ Ashba si è presentato per il suo assolo”Ballad of death”con una maglia personalizzata del Milan, comprata presso il Milan Point. Il famoso assolo iniziale di “Sweet child o’mine”è fatto peraltro dal buon Darren Jay molto bene,ma purtroppo per lui il tocco di Slash in quel pezzo è irraggiungibile per chiunque, seppure che ci metta passione. I telefonini impazziscono, quando invece inizia l’immortale “November rain”, con tutti che chiamano l’amico, la morosa, il papà, il gatto, di tutto di piu’. Gli assoli di Slash in questo brano vengono ancora ripartiti equamente tra il tridente e sicuramente, quello che mi colpisce maggiormente per esecuzione (sembro Morgan o peggio la Tatangelo ad X-Factor) è quello di Richard Fortus. Un momento imbarazzante invece, quando DJ Ashba mostra un cartello che inneggia a lui, incurante pienamente che dietro c’è scritto che Slash=Shit. Certi fans son proprio stupidi a commettere tali gesti, che posson anche rovinare un concerto a volte. Il cappello da cowboy di Axl è la rappresentazione visiva di “Knockin on heaven’s door”sempre piu’ simile all’originale dylaniano che al “Gimme some reggae”che urlava Axl ai tempi delle sue Illusioni. Il pubblico scandisce ogni nota all’unisono e Axl si conferma il migliore in campo della serata.Semplicemente perfetto in questa canzone. “Nightrain”chiude la prima parte del concerto e devo dire sinceramente che è un pezzo che in alcune parti vocali Axl non riesce a rendere al meglio come anche solo nel 2006, mentre invece altri pezzi sicuramente sono nettamente superiori ad alcune sue prestazioni altalenanti del 1992.

I bis vedono “Madagascar”con il famoso discorso di Martin Luther King ad un certo punto ma che manca dell’assolo piu’bello,quello del enigmatico Buckethead, ma che sostanzialmente si lascia ancora molto gradire. Una jam abbastanza lunga con Axl alle maracas introduce “Paradise city”con la band che corre da una parte all’altra e con un pogo selvaggio. La consueta dose di coriandoli e strisce argentate, che imbrattano buona parte degli spettatori del parterre, chiude un concerto che convince la stragrande maggioranza dei presenti.

 

Da sottolineare che prima di una canzone il pubblico ha cantato “Happy birthday”al responsabile del palco dei Guns N’Roses e che Ron Beard Bumblefoot ha filmato e fotografato il pubblico per il suo Facebook a un certo punto. Un concerto e un giorno che porterò nel mio cuore per sempre. Tanti miei amici, arrivati un po’ prevenuti al concerto, son rimasti piacevolmente spiazzati dalla forza e unione di questa band.

 

 

Setlist

01. Chinese Democracy

02. Welcome To The Jungle

03. It's So Easy

04. Mr Brownstone

05. Sorry

06. Richard Fortus Solo

07. Live and Let Die

08. This I Love

09. Rocket Queen

10. Dizzy Reed Solo

11. Street of Dreams

12. You Could Be Mine

13. DJ Ashba Solo

14. Sweet Child O' Mine

15. Another Brick In The Wall (Pink Floyd)

16. Axl Rose Solo

17. November Rain

18.Knockin' On Heaven's Door

19. Nightrain

Bis:

20. Madagascar

21. Jam (Axl alle maracas)

22. Paradise city

Pubblicato l'8 Settembre 2010