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HAGGARD

 

Live Club di Trezzo sull'Adda - 29 Settembre 2011

 

Report a cura di Andrea Evolti

 

L'atmosfera che si respira, pochi minuti prima dell'inizio dello spettacolo al Live Di Trezzo dei tedeschi Haggard (protagonisti unici della serata), è particolare: un misto di classica tensione pre-concerto metal e frizzante disquisire, come su di un loggione di un teatro. D'altronde la formazione tedesca è un punto d'incontro tra il doom ed il death progressivo e la musica classico-sinfonica e lirica, fin dal loro incredibile esordio And Thou Shalt Trust...The Seer del 1997 si è distinta per originalità di proposta musicale e tematiche ma, soprattutto, per il fatto di portare in sede live anche gli strumenti classici e le voci liriche. Quando, però, si alza il sipario e il 'direttore d'orchestra' Asis Nasseri, voce, chitarra e mente dell'ensemble teutonico, si nota subito l'assenza delle voci femminili ed il motivo è presto spiegato: due assenze, quelle dei soprani Veronika Kramhelle, che da qualche mese ha lasciato la band, e Susanne Ehlers, assente per dei problemi di salute. Il compito di sostituire le parti vocali delle due singer ricade su Asis e su Tom, il tenore, che, dopo un avvio un po' stentato, riuscirà a ritrovare il suo assetto ed offrire un buona prestazione, contando anche le difficoltà alle quali andava incontro. Tutto ciò, però, non toglie la magia di uno show che ha visto gli Haggard offrire brani da tutta la sua discografia, compreso il monumentale Eppur si Muove..., dalla quale viene estratta la title-track, con la consueta forza, passione e grande talento, del quale hanno brillato, più di tutti, il violoncellista Johannes Schleiermacher e la violinista Ally Storch-Hukriede, colonne della sezione melodica ed ottimi anche per presenza scenica. L'insieme, però, è la forza del nine-piece tedesco (anche se con due italiani ed una romena, la band dimostra di avere una natura internazionale), visto che la bellezza di brani come The Sleeping Child o Tales of Ithiria vengono espressi dalla fusione della sessione d'archi con l'oboe di Florian Bartl, con la batteria possente, essenziale e precisa di Schumm, le compatte chitarre di Nasseri e Quarta (anche se un po' impastate a livello di suoni) e, soprattutto, i duetti vocali tra il combattivo growl del front-man tedesco e la solenne voce tenorile di Tom, che migliora con l'andare avanti del concerto, sospinto anche dall'entusiasmo di un nutrito pubblico, in piena sintonia con la band che, ad un certo punto scende tra la folla durante Awaking the Centuries, nelle persone delle due asce Nasseri e Quarta e del bassista (anche quello un nostro home-boy) Giacomo Astorri, suonando, facendo foto e ricevendo consensi ed applausi a scena aperta. L'alternanza tra possenti partiture e momenti meditativi, sottolineati dal piano e dal clavicembalo di Ingrid Nietzer, che si unisce alla sezione d'archi ed all'oboe, oltre che agli arpeggi di chitarra acustica a carico di Nasseri e Claudio Quarta.

 

Durante i soventi dialoghi tra Nasseri ed il pubblico, veniamo a scoprire il nome del nuovo album, Grimm, che tratterà delle opere dei celebri fratelli autori di fiabe, e ci avviamo verso la conclusione di quello che non è un normale concerto ma un evento musicale particolarissimo, con il brano The Final Victory, che ci consegna un'ottima performance di una band formidabile che, però, avrebbe potuto essere qualcosa di ancora più eclatante, se non fosse stato per l'assenza delle voci femminili, un'assenza, però, ben sostituita dal tenore Tom, componente di uno splendido collettivo che è qualcosa di più di una band, come questa sera si è potuto partecipare a qualcosa che è più che un semplice concerto.