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HELSTAR

 

 

Hellstorm + Ruler

 

 

Rock'N'Roll di Rho (MI), 5 Settembre 2011

 

Report e foto a cura di Andrea Evolti

 

Un contesto intimo per una leggenda del power U.S. . Il R'N'R di Rho ospita la data italiana (l'ultima europea) del Glory of Chaos Tour dei texani HELSTAR, che stanno vivendo una seconda giovinezza, grazie anche a questo ultimo lavoro, possente e bruciante, ai limiti del thrash senza rinunciare, però, alla tagliente melodia power.

Ad aprire la serata milanese, due band locali, con identità diverse, ma sempre volte al suono metal travolgente ed energico.

 

 

 

Primi guest sono i milanesi Ruler e con loro si torna alle atmosfere di un'orrorifica Inghilterra di inizio '80, perché siamo in pieno territorio NWOBHM. Viscerali, energici, dotati musicalmente e con gran presenza scenica, il quartetto meneghino, guidato dalla bella voce di Daniele Valentini e dall'istrionico e Van Halen-oriented chitarrista Mattia Baldoni (con una pettinatura che merita rispetto), ci regala brani in pieno stile british heavy metal che, però, non sanno di nostalgia, ma di entusiasmo, nonostante siano ligi ai canoni del genere. Gran bella prova, suggellata da uno dei loro pezzi più belli, Ruler of the Night. Da rivedere assolutamente.

Si cambia genere e ci si sposta sul versante estremo del metal, con l'altra band di home-boy, gli Hellstorm. Da diversi anni attivi nella scena meneghina e caratterizzati da un sound estremamente teutonico, vicino a Kreator e Destruction e con puntate sul thrash/black dei Necrodeath dei primordi, il four-piece fautore di un full-length (The Legion of The Storm) ed un EP, si dimostra estremamente ligio ai dettami del genere e mette molta energia nella sua esibizione ma, obbiettivamente, la loro proposta non colpisce più di tanto, visto che i brani sono un po' carenti per personalità e la stessa esibizione non è immune da qualche pecca esecutiva ed una non eccezionale coesione. Senza infamia e senza lode.

Signori e signore, da Houston la furia artistica del vero power metal, quello made in U.S.A.,: capitanati da James Rivera, gli HELSTAR. Con al basso il session Michael Millsap, sostituto dello sfortunato Jerry Abarca, affetto da gravi problemi di salute (per fortuna è stata smentita l'ipotesi cancro allo stomaco), il five-piece americano, parte a tutta velocità, assaltando un pubblico nutrito per il piccolo locale milanese (forse troppo piccolo per certi eventi) e che risponde con un pogo inferocito nelle prime file. Siamo di fronte ad un concerto stellare, sia per tecnica, repertorio e personalità messa in campo, con Rivera in stato di grazia, che lancia acuti perforanti ed una prestazione vocale da incorniciare, seguito a ruota dalle due fantastiche asce di Trevino e Barragan, veri mitraglieri che usano sia le nuove munizioni di Glory of Chaos che quelle storiche rivitalizzati di pezzi come Abandon Ship, condendole con assoli fantastici, che risaltano nonostante i limiti fisici dell'acustica del posto. A supportare questo mezzo d'assalto nei suoi attacchi, il motore: il bassista Millsap, preciso, pulsante, fluido e la potenza funambolica, agile e tellurica di Michael 'Smiley' Lewis, l'instancabile e fantasioso drummer della band a stelle e strisce. Ed in prima linea, sempre lui, James Rivera, guida, voce e cuore di questo devastante concerto, messo in scena da una band di metal classico che si è evoluta senza perdere la propria identità, ma dimostrando quanto sia attuali, spostando il loro power al limite del thrash, senza smettere di essere power. Un concerto che è un lirico campo di battaglia e che si conclude dopo 90 abbondanti minuti e due bis di infuocato power metal, partito da "Burning Star", passando per "Distant Thunder" e "Nosferatu" e giungendo a "The King of Hell" e "Glory of Chaos". Classe e talento puri, uniti ad energia e sudore. Poco altro da dire se non grazie Helstar, per uno dei migliori concerti visti quest'anno ed un 'In the Shit of the Whale' a Jerry Abarca, per rivedere la squadriglia al completo, per il prossimo fire raid. Memorabili e sempre avanti.