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MARKY RAMONES BLITZKRIEG

  

 

Razzmataz Barcellona, 11 giugno 2011

 

Report a cura di Marzio Dal Monte

  

Foto a cura di Alessandro Aroni

La data di Barcellona del tour europeo di Marky Ramones Blitzkrieg è stata senza dubbio una delle più strane ed intense di tutto il tour europeo cui ho assistito.

Innanzitutto il luogo scelto per il concerto: l’immensa discoteca Razzmataz di Barcellona era la stessa in cui 21 anni fa è stato registrato il LOCO LIVE dei Ramones: quale occasione migliore per celebrare il ritorno in grande stile sulle scene di Marky Ramone, accompagnato alla voce dal talentuoso Michale Graves?

Una data davvero strana, perché per la prima volta nel tour si sarebbe suonato alle tre di mattina !!! La particolarità del Razzmataz è infatti rappresentata dal grande palco allestito nella sala principale. Il palco ha un sipario, come un antico teatro, e durante la serata le tende sono chiuse. Alle tre in punto di notte, il sipario si alza ed ogni sabato vi suona un gruppo a sorpresa: una iniziativa del locale che attrae ogni fine settimana migliaia di rockers bramosi di concerti live.

Suonare alle tre di mattina è davvero strano: l’orario è fuori dal mondo, si suona quando di solito si è in hotel a riposare. E si va avanti fino alle 4 e mezzo del mattino, per 90 minuti davvero ai confini della realtà. Ma la platea, giunta a Barcellona da ogni parte della Spagna (e dell’Italia: erano presenti allo show anche due ragazzi di San Salvo, paese natale di Chiara!) ha gradito enormemente la scelta del locale, premiandola con una massiccia partecipazione e con una notevole presenza.

Il concerto è stato di un’intensità raramente eguagliata. Si è alzato il sipario e l 1-2-3-4 del chitarrista Marcelo Gallo, in forza agli argentini Expulados, è subito risuonato sulla platea come un grido di battaglia, e giù sotto con ROCKAWAY BEACH. Senza soluzione di continuità nel giro di 30 minuti la batteria di Marky accompagna la splendida e sofferta voce di Michale Graves, che molti ricordano per la militanza nei Misfits tralasciando la sua continua opera nel mondo mediatico: Michale dirige un programma radio di successo: Radio Deadly, ed è stato anche regista di un sublime cortometraggio: The Blackness and The Forest, senza contare l’impegno profuso a favore dell’associazione di beneficenza Wounded Warrior Foundation, per la quale il 16 luglio effettuerà un lancio in tandem dall’Aviosuperficie Flygang di Molinella in compagnia del sottoscritto.

Il concerto va avanti con i classici dei Ramones: I don’t care, Sheena is a Punk Rocker, Havana Affair, Commando. La batteria di Marky Ramone scandisce il tempo ad una velocità e con una precisione insuperabili: Marky è DAVVERO uno dei migliori batteristi dei nostri tempi. Il basso di Martin Sauan, il mio amico tatuatore, e la chitarra di Marcelo Gallo, entrambi dalla notevole presenza scenica, fanno la parte degli Stukas nella Blitzkrieg cui il nome dell’esperienza di Marky fa riferimento: veloci, precisi, devastanti. Ma è la voce di Michale ad arrivare dritta come un pugno sullo stomaco. L’esecuzione di Poison Heart, uno dei momenti più intensi di tutto il concerto e del tour. Michale ha preso le mani di una ragazza in prima fila e le ha cantato tutta la canzone guardandola negli occhi: un momento davvero toccante. La stessa scena, ma con un bambino di 10 anni al posto della ragazza, solo due sere dopo durante il concerto di Bourg en Bress.

Alle 4 di mattina l’effetto degli strumenti si faceva sentire. La mia testa ronzava come in un maximum overdrive, la musica iniziava ad arrivare ad ondate: suonare con i ritmi circadiani così sconvolti non è cosa facile. Non lo è stata per nessuno. Ma l’energia e carica profuse sono sempre state ai massimi livelli per tutto lo show: i concerti di Marky Ramone e Michale Graves sono ormai una macchina da guerra ben rodata. Colpiscono e distruggono. E lasciano tutti senza fiato. Tra i vari classici c’è stato anche il tempo della splendida When We Where Angels. Scritta da Michale per la moglie, ed il vedere la platea cantarla tutta all’unisono e conoscerla parola per parola mi ha dato una consapevolezza: Marky è uno tosto, ci vede lungo, ed il suo progetto con Michale Graves è un percorso in rapida ascesa. Non mi stupirebbe vedere Marky Ramone’s Blitzkrieg come headliner in qualche festival estivo il prossimo anno, forse con una formazione definitiva alla chitarra e al basso. Sicuramente già se lo meriterebbero. Alla faccia di chi dice che il Punk Rock è morto.

Dopo Angels è il turno di Have you ever seen the rain, cover dei Creedence pubblicata su Acid Eaters, e della chiusura con l’immortale BLITZKRIEG BOP, e gli oltre 2.000 presenti a cantarla all’unisono e lanciarsi contro il palco, in delirio totale.

Ottima la location, ottima la gente e last but not least ottimo il backstage, cosa che ha aiutato enormemente a supplire alla stranezza dell’orario.

 

Ora aspettiamo solo Marky Ramone e Michale Graves con Martin Sauan e Marcelo Gallo nelle date del 14 Luglio a Bergamo, 15 a Vicenza e 16 al Rock Planet di Pinarella.

Marky è vivo, vegeto e gode di ottima salute.

 

Voto 10 e lode.