A quattro mesi esatti dall'uscita di “The Hunter”, i Mastodon raggiungono Milano per l'unica data italiana (organizzata da Barley Arts) del loro tour europeo supportati dai soli Red Fang a differenza della parte finale del tour dove saranno accompagnati inoltre dai Dillinger Escape Plan.
Proprio al mio ingresso all'Alcatraz si spengono le luci e inizia lo show dei Red Fang. La band di Portland sale sul palco incitata a gran voce dai presenti che occupano per ora solo metà della venue. Lo show dei Red Fang si protrae per una mezz'ora abbondante e i presenti rispondono con grande entusiasmo incitando la band sui pezzi estratti da Murder the Mountains. La buona prova dei quattro dell'Oregon ha fatto da cornice alla continua affluenza da parte del pubblico che, alla fine del loro show, arriva ad occupare gran parte dell'Alcatraz in "formato ridotto".
In perfetto orario, dopo il cambio palco, si spengono di nuovo le luci, l'artwork di “The Hunter” campeggia dietro alla batteria, salgono on-stage i Mastodon.
Accompagnati da un'intro imbracciano gli strumenti, non salutano il pubblico e non si presentano come di solito fanno, Brann Dailor batte i 4 e parte uno show che non avrà un solo secondo di respiro per tutta la sua durata. La band di Atlanta parte con l'ultimo singolo presentato giusto il giorno prima della loro esibizione, “Dry Bone Valley”, il pubblico impazzisce e risponde a gran voce soprattutto quanto la band, senza fermarsi, continua con “Black Tongue”, “Crystal Skull” e “I am Ahab”.
Tutti si aspettano un saluto dalla band, come di solito accade, un ringraziamento o un semplice "ciao Milano" ma nulla, la band ha deciso che stasera il pubblico deve sudare e continuano senza sosta spaziando dal primo Remission al "neonato" the Hunter senza dimenticare il precedente concept-album “Crack the Skye”.
I suoni sono assolutamente buoni, unico neo, forse, la voce di Brent Hinds che per i primi brani risulta quasi assente... Lo show continua senza mai una sosta, mai una parola con il pubblico ma un'ottima presenza scenica che incita di continuo i presenti che, canzone dopo canzone, fanno sentire la loro voce sempre di più. Non manca nulla, si passa da Megalodon a Ghost of Karelia, da Curl of the Burl a Circle of Cysquatch per arrivare a un finale assassino con, in sequenza, Where Strides The Behemoth, Iron Tusk, March of the Fire Ants e Blood and Thunder.
La band scende dal palco per poi risalire dopo nemmeno un minuto accompagnati dai Red Fang al completo e qualche fortunato fan per la conclusiva Creature Lives.
Dopo un'ora e 40minuti di concerto e ben 23 brani senza un attimo solo per respirare esco dall'Alcatraz con un sorriso a 32 denti con la speranza di rivederli al più presto di nuovo, visto che, di volta in volta, i Mastodon, riescono a lasciarmi sempre di più a bocca aperta, soprattutto dopo una prestazione superlativa come quella a cui ho appena assistito.
setlist:
Dry Bone Valley
Black Tongue
Crystal Skull
I am Ahab
Capillarian Crest
Colony of Birchmen
Megalodon
Thickening
Blasteroid
Sleeping Giant
Ghost of Karelia
All the Heavy Lifting
Spectrelight
Curl of the Burl
Bedazzled Fingernails
Circle of Cysquatch
Aqua Dementia
Crack the Skye
Where Strides the Behemoth
Iron Tusk
March of the Fire Ants
Blood and Thunder
Creature Lives