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MISFITS + Juicehead @ Auditorium Flog di Firenze - 18/02/2012

Report a cura di Marco Ricciotti

Forse il 2012 non è proprio l’anno giusto per andare a vedere i Misfits. Forse è l’anno più giusto. Forse ogni anno è quello giusto. Sta di fatto che per motivi anagrafici (Jerry Only potrebbe essere mio nonno) non ho potuto vederli prima e quindi colgo l’occasione. Fondamentalmente poi, sono quasi una cover band dei Misfits, due su tre sono ex-membri dei Black Flag: Robo e Dez Cadena rispettivamente alla batteria e alla chitarra insieme al nostro eroe Jerry Only. Ho detto “eroe” e forse è un po’ azzardato, ma io non posso non trovare qualcosa di buono in lui, nel suo essere un anziano tamarrissimo con scarse capacità sia a cantare che a suonare il basso, nel suo portare avanti un progetto sgangherato nonostante tutto. Parlerò di questo in seguito…

Dunque, si comincia con un gruppo spalla italiano ma non sono riuscito a guardarlo quindi passo subito ai Juicehead, la band che supporta i Misfits in questo tour.

 

I Juicehead sono in tre. Io avrei anche finito con la loro descrizione ma vi dirò qualcosa di più per dover di cronaca: mi sono parsi uno di quei gruppi col-primo-giro-che-mi-viene-in-mente-ci-faccio-almeno-un-paio-di-canzoni-e-ci-canto-sopra-un-po’-di-roba-ma-proprio-così-come-mi-viene, che poi è la chiave del punk in generale… ma un po’ d’impegno ci vuole, eh… sicuramente di grande impatto sul palco ma dopo la prima strofa della prima canzone non ne avevo già più voglia. Durante la loro esibizione arriva Cant e mi dice:"ho intravisto Robo e ti dico solo che sulla faccia si è disegnato la bocca da squalo”, numerose parole di approvazione per lui.

E’ finalmente giunta l’ora: intro con rumore di pioggia e fulmini, ho già i brividi. I Misfits partono a cannone, non gli si sta dietro, tutti i pezzi al doppio dei BPM, per giunta si fermeranno pochissime volte e per pochissimo tempo. A volte si fa fatica a riconoscere il pezzo dal volume degli amplificatori e le distorsioni a schiodo, noto che Jerry Only usa la mano destra a caso, la sbatte sulle corde senza un ritmo preciso e quando deve fare i suoi fantastici gesti da figo non la usa neanche, cicca in bocca, melodie della voce alle volte un po’ random, si fa buttare del gran ghiaccio nel collo (azzardato alla sua età), “don’t touch my shit” urlato alla gente ogni minuto e rissa quasi sfiorata, miglior concerto della mia vita. Apparte gli scherzi, mi sono davvero divertito, i pezzi bene o male si conoscono tutti (hanno pure fatto “six pack” dei Black Flag) e non pensavo potessero avere ancora tutta quell’energia. Non saranno sicuramente i Misfits dei bei tempi andati e Danzig bla bla bla ma uno come me che quei tempi non li ha vissuti, deve accontentarsi di questo. Il mio disco preferito dei Misfits è "Static Age".

Foto a cura di Andrea 'Canthc' Cantelli