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Live Report NECRODEATH @ Elvis’ Fan Club – Stagno (LI)

+ Humangled

Sabato 28 Gennaio 2012 - Report e foto a cura di Fabrizio Tasso

Chi mi conosce bene si starà chiedendo come mai, in una fredda e piovosa serata invernale, mi trovi ad un concerto death metal. Nel mio cammino musicale ho sempre cercato di avere la mente aperta verso tutte le varie sfaccettature che la musica hard & heavy possiede. Da ragazzino ho avuto anch’io la mia fase death/thrash, tra i vari gruppi che giravano sul piatto del mio stereo posso citare: Testament, Over Kill, Metallica, Massacre e tanti altri. Quando mi si è posta la possibilità di poter assistere a questo concerto come ospite dei Necrodeath mi sono detto: perché no? In fondo il mio background musicale non è poi così distante dal genere proposto dalla storica death metal band italiana. Quindi ho deciso di riassumere tutte le mie impressioni in questo report, cercando di essere il più obiettivo possibile. L’Elvis’ Fan Club è un locale molto interessante. Situato a pochi minuti dall’uscita autostradale di Livorno, ha come punti di forza un ottimo impianto acustico, un palco discreto, una sala abbastanza capiente e soprattutto offre dei piatti caldi davvero eccezionali (ed economici).

Ad aprire la serata troviamo gli Humangled, band di Pisa che nel 2010 ha dato alle stampe il suo debut cd intitolato “Fractal”. Il genere proposto dal combo toscano è un death metal molto tecnico, che a tratti sconfina nel brutal. In effetti i ragazzi riescono a miscelare con grande cura echi di Carcass, Cannibal Corpse e Death, riversando sul pubblico dosi pesantissime di violenza sonora. La band è dotata di una buona tecnica che le permette di effettuare cambi di tempo, accelerazioni brutal, pur mantenendo una linea melodica ben riconoscibile. Molto bravo Andrew dietro il microfono, che riesce a passare con disinvoltura dal growl allo scream. Granitica la sezione ritmica che supporta alla perfezione le due chitarre. In poco meno di un ora a loro disposizione, i Humangled intrattengono degnamente il pubblico, grazie anche ai filmati proiettati sullo schermo alle loro spalle, che rispecchiano i testi delle loro canzoni. Prova positiva che ha coinvolto più volte i presenti.

Si avvicina la mezzanotte, l’ora dei Necrodeath!! A luci spente parte l’intro che introduce “Idiosyncrasy Part I”, primo estratto dalla loro ultima fatica discografica (peraltro già recensita sulle nostre pagine). L’atmosfera si fa sulfurea e Flegias prende in mano le redini di questa lunga cavalcata, che ci trasporterà nei lugubri gironi infernali. La scelta da parte della band di organizzare le canzoni in scaletta come un susseguirsi di medley è assolutamente azzeccata. Questo particolare arbitrio da parte dei Necrodeath rende il loro live show qualcosa di veramente unico. La potenza sprigionata dalla band è devastante e non lascia un attimo di respiro agli spettatori che vengono coinvolti in un headbanging furioso. Sfilano senza un attimo di sosta “Forever Slave”, “Necrosadist”, “Burn And Deny”. Vere e proprie schegge impazzite che investono i presenti con una ferocia ai limiti dell’umano. Peso (batteria) e Gianluca (basso) svolgono un lavoro egregio, le loro ritmiche serrate sostengono e fanno da spina dorsale a tutte le canzoni proposte. Cambi di tempo e accelerazioni unite ad una straordinaria tecnica, rendono i pezzi successivi ancora più brutali di quanto siano in studio. Esempio lampante è l’esecuzione di “Final War”, con cui inizia il secondo medley, che si conclude con una versione di “Hate And Scorn”, paragonabile allo scempio prodotto da un’esplosione nucleare. Il live procede senza soste, “Queen Of Desire” e il terzo medley introdotto da “The Flag” e concluso da “Idiosyncrasy 5/8” continuano a martellarci le orecchie. Flegias (voce) è autore a mio parere di una prestazione di elevato spessore. La sua voce sembra proprio provenire dagli abissi infernali e ben si amalgama con le sue espressioni da indemoniato che gli si dipingono sul viso quando osserva il suo pubblico. Ci si calma solo un attimo con l’assolo di chitarra di Pier Gonnella. Pier, con la sua tecnica chitarristica frutto di un background senz’altro più orientato a sonorità heavy metal, ci delizia con una prova assolutamente perfetta. Non solo l’assolo è frutto della sua grande maestria, ma tutte le canzoni sono senza dubbio impreziosite da suo grande tocco, oltre che dal suo spettacolare virtuosismo. “Graveyard Of The Innocents” rigetta benzina sul fuoco con le sue accelerazioni provocando ancora un headbanging selvaggio (al quale mi unisco pure io), ragazzi che mazzata!! Arriviamo alla fine dello show con l’ultimo medley. Introdotto dall’arpeggio di “Mater Tenebrarum” (vero proprio inno alla tenebre), dove la satanica voce di Flegias ci guida verso orizzonti sulfurei e esplosioni improvvise di violenza, ha termine con una versione deflagrante di “Fragments Of Insanity” . Il nostro viaggio arriva al termine e si conclude con “The Theory”, che ci riporta nel mondo dei vivi, non senza qualche patema d’animo. Serata “estremamente” interessante, i Necrodeath sono stati autori di una prova maiuscola, il suono che scaturiva dai loro amplificatori era assolutamente devastante (di questo bisogna ringraziare il loro fonico, professionale e preparato). Dall’alto della loro esperienza, che copre quasi 3 decadi, la band genovese dimostra di essere ancora un’ icona intramontabile della musica estrema a livello mondiale. Dopotutto, se bands come Cradle Of Filth, Mayhem, Immortal e At The Gates esistono, lo dobbiamo anche a loro.

 

 

 

Necrodeath

1. Idiosynvrasy “Part 1”

2a. Forever Slave

2b. Necrosadist

2c. Burn And Deny

3a. Final War

3b. Propitiation Of The Gods

3c. Draculea

3d. Mountains Of Madness

3e. Hate And Scorn

4. Queen Of Desire

5a. The Flag

5b. Master Of Morphine

5c. Killing Time

5d. 100% Hell

5e. Idiosyncrasy “5/8”

6a. Guitar Solo

6b. Graveyard Of The Innocents

7a. Mater Tebebrarum

7b. Southenerom

7c. Idiosyncrasy “Destroy”

7d. Fragments Of Insanity

bis

8. The Theory

 

 

Humangled