CONDIVIDI

OBSCURA + Spawn of Possession + Gorod + Exivious @ Zoe Club, Milano – 23 Marzo 2012

 

Report a cura di Andrea Evolti

 

Foto a cura di Valeria Portinari

 

 

 

Ritorno attesissimo per i fenomenali Obscura, dopo il tour di supporto agli Hate Eternal, stavolta, però, come headliner. Nella location ristretta, ma che dà un'ottima atmosfera, dello Zoe Club di Milano, i fenomenali tedeschi, accompagnati da altre 3 notevolissime formazioni del death ultra-tecnico e della musica progressive metal in generale, hanno dato vita ad uno spettacolo di altissima qualità, nonostante qualche problema tecnico/elettrico.

Rompono il ghiaccio un'entità particolare ma affascinante: il four-piece olandese degli Exivious. Talentuosi, dotati di gran gusto, creatività e coraggio, la formazione di Utrecht, con all'attivo solo l'omonimo lavoro di debutto, conquista subito i pochi ma calorosi presenti, avvolgendoli con atmosfere fusion inserite in un contesto progressive metal strumentale che richiama gli ultimi Cynic, Portal, Gordian Knot e qualcosa dei lavori di Allan Holdsworth. Nonostante l'assenza del cantato, i brani scivolano via fluidi ed affascinanti, colpendo nel segno con una proposta intrigante e coraggiosa. Consigliatissimi.

Sono francesi, ma non sembra! La battuta, assolutamente non sciovinista da parte mia, vuole sottolineare la splendida performance del quintetto che risponde al nome di Gorod e che ha scaraventato un folla un po' meno esigua dell'inizio, ma calorosissima, in un vero e proprio tunnel spaziale emotivo. La formazione di Bordeaux, capitanata dal singer Jules Deyres assalta i banger presenti con vortici di violenza e brutalità schizoide, orchestrata da virtuosismi e passaggi intricati veramente di alta fattura. Tutto questo, però, poggia sulla solidità di un songwriting ispirato, adrenalinico e visionario, ad opera delle due asce Mathieu Pascal e Nicholas Alberny, funamboli assassini intendi in acrobazie sulle strutture dai pezzi tratti, perlopiù, da A Perfect Absolution, l'ultimo dei loro quattro lavori. Instabili, cervellotici, repentini nei cambi di tempo ed atmosfere che li collocano a metà strada tra Cryptosy, Zubrowska, Necrophagist, aperture melodico-drammatiche dal flavour swedish-death e riferimenti a Watchtower, Toxic ed alla scuola techno-grind di Cephalic Carnage e Dying Fetus, questa splendida realtà transalpina cattura, esalta e porta ad un mosh-pit di notevole entità, per una platea così limitata. 30 minuti scarsi per la scoperta, da parte di molti, di una nuova, esaltante realtà del metal estremo e tecnico. Chiusura col botto, sulle note del finale di The Call of Cthulu.

Dai Pirenei alle coste scandinave con i feroci e spettacolari Spawn of Possession. Equipaggiati con una nuova arma chiamata Incurso, il quintetto svedese cala con la repentinità fulminea di una squadriglia di bombardieri. Nei 40 minuti a loro disposizione, il five-piece di Kalmar, nonostante qualche problema di suono ed uno stop forzato dovuto ad un piccolo black out, scatena un vero putiferio nelle prime file (ora un po' più nutrite) grazie ad una splendida mistura di un death metal brutale ma tecnico, teso a feroci accelerazioni, fraseggi che aprono a parti melodiche dal sapore At the Gates, assoli pregevoli ed un ottimo songwriting. La band, che punta non solo molto sul guitar-work della sua lead-ax Danny Tunker, ma su una coesione e coralità notevole, colpisce nel segno con potenza e tecnica, oltre ad una buona fantasia compositiva, pescando dal suo succinto, anche se ottimo, repertorio che comprende anche Noctambluant e Cabinet, i due album precedenti. Anche qui gran mosh-pit da parte del pubblico che arriva così caldo al main event della serata.

Sulle note dell'intro di Septuagint, salgono sul palco la next-big-thing del metal estremo mondiale, gli Obscura e fanno esplodere tutta la loro pirotecnica e teatrale violenza proprio con l'opener dello splendido Omnivium.

Müzner e Kummerer sono subito sugli scudi, con il loro riffing intricato, ultra-tecnico ma possente e melodico, che spinge le prime file a scatenarsi con tutta la furia possibile su ogni passaggio della band tedesca, tanto che lo stesso Kummerer dichiarerà, dopo l'esecuzione di Orbital Elements, di essere stupito nel veder fare stage-diving durante uno strumentale. Le meccaniche astrali dell'entità Obscura, spinte da quel motore acrobatico a curvatura che risponde al nome di Hannes Grossmann, si allineano per dar vita a pezzi come Incarnated, Ocean Gateways, Vortex Omnivium, vere fontane da cui sgorgano gli assoli di Müzner, i passaggi di Klausenitzer e le liriche narrate proprio dal growl arcano dell'altro cesellatore di assoli, Kummerer: peccato che la tecnologia, stasera, non sia dalla parte degli Obscura, che si vedono costretti, oltre a soffrire di un suono leggermente sacrificato della chitarra del singer tedesco, ad interrompere per ben due volte lo show, causa altri due black out. Questo, però, non inficia la riuscita di una performance carica di energia, tensione musicale ed atmosfera, oltre che di qualità esecutiva eccelsa, visto anche la risposta sempre più entusiasta del pubblico, quando i 4 tedeschi salutano, dopo l'assolo di batteria di Grossmann, con un uno due da incorniciare: Anticosmic Overload e la cover, per metà cantata da uno dei kid del pubblico arrivato incolume sul palco dopo un rapido body-surfing, dei mai troppo osannati Death, una The Flesh and the Power it holds frenetica e tagliente che mette il sigillo ad un'altra bellissima performance di questa stupefacente creatura musicale venuta dagli spazi profondi.

 

Grazie all' Hard Staff per aver organizzato questo evento

 

Spawn of Possession

Gorod

Exivious