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Live Report PARKWAY DRIVE + THE GHOST INSIDE + MISS MAY I + CONFESSION @ Alcatraz di Milano - 18.04.2012

Report a cura di Bryan Vee

Li attendevamo da qualche anno ormai, si sono fatti desiderare a lungo dopo aver lasciato la loro pesante traccia. Tornano più carichi e devastanti di sempre, i Parkway Drive! Questa volta sono Headliners e il pubblico di certo non gli manca. In un Alcatraz (MI) stracolmo di gente, la temperatura tra l’interno e l’esterno subisce un’escursione termica da record ovviamente in positivo e puntuali alle ore 20.00 fanno i loro ingresso on stage i CONFESSION, australiani anche loro, ad aprire le scene con un suono potente e violento, ricco di breakdown e mosh come il pubblico vuole. Davvero una buona impressione generale perché il pubblico si scatena subito, la voce in growl è a tratti impressionante così come lo stile direi eccellente del batterista. Insomma, 30 minuti di potenza estrema che è stata sicuramente gradita da tutti i presenti.

 

 

E’ ora il momento dei MISS MAY I, dall’Ohio Stati Uniti. Nonostante sia una band con un paio di album all’attivo di tutto rispetto qualitativo, ha deluso in qualche frangente. Innanzi tutto i suoni erano molto confusi, i più confusi della serata. In secondo luogo poi ritmicamente ineccepibili, specie per quello che riguarda il batterista, ma le voci assolutamente da bocciare. Clean vocals in particolar modo a tratti indecenti: stonate e fastisiose. E’ l’evidente prova che ogni tanto ciò che fai sul CD non corrisponde alla realtà e ne paghi le conseguenze quando davanti a migliaia di persone fai una pessima figura. Potenziale alto, molto da migliorare con

l’esperienza!

 

 

Da ora in poi tutto cambia: è tempo dei THE GHOST INSIDE, è tempo di devasto! Furiosi nei loro suoni impressionanti, grossi come una casa! Parti vocali mai, e dico mai, sottotono sempre perfette quasi a sentire un CD in riproduzione ed ecco affiorare la netta differenza tra una band esperta e una che forse può diventarlo (i Miss May I). Brani scandalosamente precisi e di eccelsa qualità, a partire da “Greater Distance” passando per “Overlooked” e la magnifica “Unspoken” che chiuderà la loro splendida performance. Hanno colpito tutti, hanno venduto

tantissime magliette e sono rimasti nei cuori dei presenti sia di chi li conosceva già che dei nuovi adepti.

 

Se qualcuno poteva anche solo lontanamente pensare però che i The Ghost Inside fossero l’apice della serata, beh ora è tempo dei PARKWAY DRIVE. Signore e Signori, questi 5 ragazzi sono l’attuale bomba atomica del metalcore moderno. Niente di paragonabile è presente nelle scene mondiali. C’è chi è più violento, chi è più preciso, chi è più tecnico, chi più carismatico, chi più famoso e chi più ne ha più ne metta. Ma di PARKWAY DRVE al mondo ci sono solo loro e solo loro sanno attorniare il loro suono con quell’aura da spiaggia! Sarà che il chitarrista suona con le ciabatte infradito? Sarà che il batterista suona a petto nudo e scalzo? Sarà che si presentano sul palco con una tavola da surf col loro logo scritto a bomboletta? Magari una somma di tutte queste cose. Resta il fatto che ciò che li rende unici in questa grande macedonia generale è anche la loro umiltà, mista a ritmiche d’impatto assoluto, preziosismi del chitarrista solista - comunque non troppo preciso - e linee vocali che ti lasciano sempre a bocca aperta, quando non sei occupato a cantare a squarciagola! Dopo 4 album studio c’era solo l’imbarazzo della scelta per la setlist, ci accontentiamo di quello che abbiamo sentito perché ci sono stati brani come “Sleepwalker”, “Boneyards” ma soprattutto “Karma”, “Home is for Heartless” e l’encore finale “Carrion”. Memorabile il concerto, assurdo il Circle Pit, mortale il Wall Of Death. Ormai i Parkway Drive sono consacrati come mostri sacri della scena metalcore mondiale

 

Un grazie ai ragazzi dell' Hellfire Booking per aver organizzato questo evento!!