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PAY @ CREATURE FEST 2010

 

9 luglio 2010Lodi Parco Belgiardino

 

Report a cura di Margherita S.

 

 

Nella fantastica oasi verde, in parte trasformata in orto botanico, del parco Belgiardino sul lungo Adda nella città di Lodi si è tenuta la 4°edizione del CREATURE FEST 2010, una quattro giorni di live con la presenza di band di spicco del panorama alternativo italiano. Per le serate il parco ha ospitato birrerie, banchetti per la vendita di CD di autoproduzione e magliette, stand vari, live painting, video arte, aree giochi, un bel palco con buona acustica, nonché una rampa spettacolo per gli skater larga 12 metri.

Questa edizione del festival ha avuto come tema dominante la tutela e il rispetto per l’ambiente, con l’intento di cercare di diminuire i rifiuti, erogando acqua gratuitamente utilizzando bicchieri biodegradabili, usando energia elettrica acquistata da enti che garantiscono la produzione attraverso fonti rinnovabili, poi, col proposito di compensare la Co2 prodotta si effettuerà una piantumazione su un’area pubblica. Quindi chapeau agli organizzatori, un gran bel lavoro e ottimi intenti.

Nella serata caldissima del 9 luglio ho assistito al live show della band PAY, che ha suonato per ultima, attorno alle ore 23,00, preceduta da Smokey Fingers, da The Hutchinson e dai Nonlinear. Subito sul palco si sono presentati gli Operai del Rock n’ Roll a illustrare al pubblico alla loro maniera teatrale lo svolgimento a grandi linee dell’evento, quindi Mr. Grankio e la sua troupe hanno attaccato, è stato indubbiamente lui e solo lui, Mr. Grankio, l’anima del concerto, con la sua arte oratoria e la sua ironia, che ha avuto progresso e evoluzione durante tutta l’ora, a tenere banco, mettendo in atto una performance Rock n’ Roll e con tanto ma tanto Punk Rock. Tra una traccia e l’altra risuonava il suo “Non abbiate paura è solo Rock n’ Roll” incitamento per la gente ad avvicinarsi al palco. Il primo pezzo è stato “La conquista dell’universo” tratto dal nuovo lavoro “La ragazza col coltello”, Mr. Grankio ha speso anche alcune parole sui bei disegni dell’artista senese Diego Gabriele e sullo sfondo erano esposte come scenografia le tele raffiguranti la ragazza medesima (ricordo che la cover dell’album ritrae l’opera di questo artista). Non ci si è limitati solo a suonare i pezzi, ma è stato un continuo discorso e scambio tra la band e il pubblico, questo all’inizio un po’ timido, poi scatenato in un pogo senza sosta. Dopo è stato il momento dell’immensa track “Federico Tre”, con tanto di operai (l’Uomo della resistenza in opposizione al Federiciano seguace del dittatore Federico Tre) con telo plastificato riportante il testo “Forse qualcuno lo ammazzerà, preparate ghirlande di fiori, ne vogliamo di tutti i colori” , tratta appunto da ”Federico Tre”, mai così attuale, e fatta cantare a squarciagola ai presenti. Poi ritorno al nuovo lavoro con “Se le madri uccidono” ideale per fare arrapare le sbarbe di Lodi, con “Non hanno niente da dire”, quindi la stupenda cover “ che non è nostra e nemmeno vostra” di Pet Sematary” rubata agli immensi Ramones in un’ atmosfera ormai calda, più del clima. Si è proseguito con “Un bel cervello colorato” lanci di palloncini e echeggiamento e risonanza di “è evidente che io sono intelligente”, come se fosse un mantra. Mr. Grankio ha ironizzato sul fatto che il “ti amo quando sono sbronzo” dei Punkreas o qualche riff simile dei Derozer avrebbe avuto più effetto del suo “è evidente che io sono intelligente”, scatenando ilarità generale. I PAY sono sempre stati a loro agio sul palco, vivendolo bene, interagendo col pubblico, coinvolgendolo, distribuendo segnalibri PAY, facendo salire un ragazzo sulla cassa e obbligandolo a stare lì per la durata del pezzo, suonando buon Punk Rock e facendolo alla grande; il live si è chiuso con un’altra cover, “Up patriots to Arm” del maestro Battiato e infine con “Barattolo dell’aMMore” e un operaio chiuso nel barattolo di stoffa stile Campbell’s soup di Andy Warhol ma riportante la scritta Punkrockers.it . Finale con tastiere con mono suono sirena, Mr. Grankio il primo a lasciare il palco per rientrare dopo poco, fare un cenno e spegnere il tutto. Concludendo : “Lodi a Lodi” (cit.), una città che pian piano si muove, finalmente, grazie PAY.

 

 

 

 

 

 

 

"LA RAGAZZA COL COLTELLO" LEGGI LA RECENSIONE QUI