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QUEENSRYCHE - GAMMA RAY

 

HAMMERFALL - LABYRINTH

 

@ Pistoia Blues - Pistoia - giovedì 15 Luglio 2010

 

Report e foto a cura di AndreaLami

 

 

 

 

Pistoia blues si veste di metallo, borchie, pantaloni di pelle e capelli lunghissimi per la serata più hard di tutto il festival. Un bill di tutto rispetto che fa impallidire Gods Of Metal e kermesse varie del genere. Ad aprire troviamo gli italianissimi LABYRINTH che forti del recente album (per la terza settimana consecutiva primo nella classifica di vendite da Mariposa, famosissimo negozio specializzato sotto al Duomo di Milano) ci propongono una manciata di canzoni di tutto rispetto. Nella risicatissima scaletta composta da solo cinque brani, trovano spazio due pezzi nuovi che il pubblico apprezza e canta, ulteriore conferma di aver ascoltato l’ultima fatica; una sorta di chi eravamo (“In The Shade”) chi siamo (“New Horizons”, “Kathryn”) e chi vogliamo diventare (“A Chance”, “A Painting On The Wall”). Una dimostrazione vera e propria di come il repertorio della band sia legato da un filo conduttore, un trademark vero e proprio del gruppo.

 

 

Il pubblico è caldissimo -il merito è da dividere equamente tra i Labyrinth e la temperatura proibitiva- ed è pronto ad accogliere gli HAMMERFALL, altra band che ha fatto del metallo il proprio credo. I figli illegittimi di Judas Priest & C., salgono sul palco e la festa continua. La scaletta proposta è la seguente: “Punish & Enslave”, “The Dragon”, “Hallowed Be My Name”, Renegade”, “Last Man Standing”, “Bloodbound”, Any Means Necessary” e la chiusura è riservata a due pezzi che hanno fatto la fortuna del gruppo: “Let the Hammerfall” e “Hearts On Fire”. Joacim Cans si conferma intrattenitore molto divertente quando chiede al pubblico chi tra di loro fosse al primo concerto degli Hammerfall, vista la copiosa risposta, lo richiede pensando di essere stato frainteso, ma niente, la gente alza la mano ed allora, col sorriso tra le labbra dice “ma dove cazzo siete stati negli ultimi tredici anni?”

 

 

Il ritmo non accenna a diminuire, anzi se possibile aumenta con l'entrata in campo dei GAMMA RAY che orgogliosi propongono una sorta di best of della loro immensa discografia (soprattutto se contiamo tutte le cose che ha inciso Kay Hansen). I brani vengono eseguiti con precisione e potenza e sono -rigorosamente in ordine sparso- “Empathy”, “ New World Order”, Rebellion In Dreamland”, “Man On A Mission” e “To the Metal” che si conferma essere l'inno al metal perfetto per il live, proprio come avevo già letto in sede di recensione. Piccolissima parentesi graditissima dai presenti, l'esecuzione di “I Want Out” del repertorio degli Helloween. Gruppi come i Gamma Ray continuo a preferirli dal vivo piuttosto che ascoltare un nuovo lavoro, un po' perché il concerto è sicuramente più coinvolgente, un po' perché la scaletta comprende sempre qualche brano del passato, ma anche perché ormai la loro proposta è sempre piacevole, ma meno innovativa.

Il sole è ormai tramontato, si accendono le luci nei monumenti della piazza, duomo su tutti e finalmente si comincia a respirare quando i QUEENSRYCHE salgono sul palco. Geoff Tate è un singer che si ascolta sempre con piacere, un maestro di bravura, tecnica e chi più ne ha, più ne metta, capace di influenzare nella sua lunga carriera schiere di cantanti. Ammettiamolo, lo si va anche ad ascoltare per avere conferma con occhi ed orecchie che le sue qualità sono intatte, cosa che puntualmente si avvera. Ho ancora negli occhi l'esibizione all'Alcatraz di Milano dove i Queensryche hanno eseguito tutto Operation Mindcrime con tanto di interpretazione teatrale di Geoff Tate e di partecipazione speciale di Pamela Moore. Un concerto irraggiungibile (chi non fosse stato presente, può comunque riguardare l'intera esibizione dal proprio divano, grazie all'uscita del DVD). Li ho rivisti al Gods Of Metal 2009 e non mi erano dispiaciuti, anzi. La prestazione della serata è sicuramente di qualità/livello, i brani nuovi e vecchi si alternano ma la miglior accoglienza è riservata al repertorio più datato. L'emozione è palpabile mentre alcune note ci introduco “Silent Lucidity” accolta da un boato ed uno scroscio di battito di mani del pubblico presente. Ecco spuntare mille telefonini pronti ad immortalare la canzone, domani youtube-facebook saranno pieni di questi filmatini. Tate durante l'esecuzione mima il suono dei violini ed è splendido vedere l’emozione che traspare dalla sua voce, mentre Michael Wilton esegue l'assolo -tanto lento quanto intenso- passeggiando per il palco: il momento più alto della serata confermato dalle parole spese da Tate a fine del brano parlando di sogni “Dreams make the world work, don't stop believe your dreams”. I bis sono affidati a brani di sicura presa come “Jet City Woman” ed “Empire”, giusto per andare a spremere le ultime forze residue del pubblico presente.

Una serata davvero splendida sotto tutti i punti di vista: location affascinante, bill di livello assoluto, disponibilità delle band che hanno fatto foto praticamente con tutti (a parte i Queensryche), e la ricca schiera di musicisti noti presenti al concerto (tra gli altri Oleg Smirnoff -ex Eldritch/Death SS/Vision Divine; Freddy Delirio -HAREM/Death SS-; Fabio Lione -Rhapsody Of Fire/Vision Divine).