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PRETTY BOY FLOYD

 

Blue Rose Saloon – Bresso (MI) - 30 Ottobre 2011


Report a cura di Fabrizio Tasso


Foto a cura di Andrea Lami

 

Ci sono certi concerti che vengono ricordati per la grande prestazione della band, altri che ti rimangono dentro per le trovate scenografiche e poi c’è una categoria di live che ti colpiscono per fatti particolari che non hanno niente a che vedere con la musica. Questa data dei Pretty Boy Floyd è senz’altro da annoverare in questa ultima categoria. Credetemi, in più di 20 anni che partecipo a concerti non ho mai assistito ad una scena come quella vissuta questa sera. Capisco adesso la vostra curiosità, ma andiamo avanti per gradi. Anno Domini 1989, tra i video trasmessi dal programma Power Hour sulla defunta Videomusic spuntano un gruppo di 4 ragazzi tanto Glam da far sembrare i Poison una Death Metal Band. Il loro sleaze/rock ‘n’ roll semplice ed immediato, unitamente al loro make-up proietta la band ai vertici delle charts. Il loro album di debutto vende all’incirca 750.000 copie nei soli stati uniti e il loro nome giunge anche nel vecchio continente (Kerrang gli dedicò pure una copertina). Ma la fama tanto velocemente conquistata svanì altrettanto rapidamente. La band, dal 1991 ad oggi, passa attraverso scioglimenti, beghe legali e morti premature (r.i.p. Vinnie Chas). Senza mai arrendersi giungono ad oggi con questo tour di 6 date nel nostro paese. Certo la dimensione non è più quella degli anni d’oro, ma la curiosità di rivedere Steve Summers e compagni in azione è molto forte. Arriviamo verso le 21:00 al Blue Rose Saloon, locale situato a Bresso (MI). Non ero mai stato prima in questo posto, ma subito mi sono reso conto che più che un arena da concerti è un pub con un piccolo palco. Quindi atmosfera molto intima con pubblico a stretto contatto con la band. Ad aprire la serata troviamo addirittura tre bands.

I primi ad esibirsi sono i Skool Rocketz giovanissima band milanese. Ottima la prova dei “ragazzini” che grazie all’impeto giovanile tengono egregiamente il palco. Appena 6 pezzi (tra pezzi originali e cover) per loro, ma gli bastano per conquistare il pubblico. Citerei “Never Or Forever”, bella song con un ottimo groove. Se il buon giorno si vede dal mattino questi ragazzi potrebbero avere un bel futuro. I secondi a salire sul palco sono gli Starfucker. Non me ne voglia la band, ma una scaletta incentrata sulle cover non merita a mio parere di essere citata. Posso dire in loro favore che l’impegno è stato molto e che sono stati pure divertenti, ma nulla più. Terza band in scaletta sono i Pollution, che avevo già visto in azione a Bologna durante il Glam Fest di Aprile. Prestazione discreta con brani tratti dal loro ultimo cd. Il sostituto del cantante titolare (assente per questa data) ce la mette tutta, ma siccome ha dovuto imparare i brani in circa mezz’ora non può essere al top. Molta grinta e suoni pesanti però non bastano e la sala (a dire il vero abbastanza vuota con loro) rimane particolarmente fredda. Ore 00:45 e parte l’intro che accompagna i Pretty Boy Floyd in scena.

 

La partenza è al fulmicotone! “Leather Boys With Electic Toys”, “Toast Of The Town” e “Rock And Roll Outlaws” vengono date in pasto alla folla in delirio. I suoni non sono eccezionali, ma la grandissima carica di Steve Summers e compagni è travolgente. Specialmente Ben Graves (Murderdolls) dietro alle pelli è una forza della natura. Dopo aver eseguito “Saturday Night” avviene il fattaccio al quale assistiamo in prima fila io e il mio amico/collega Andrea Lami. Una tipa, per stare più comoda, si siede sulla spia davanti a Steve lasciando una gamba sul palco. Il singer chiede una, due, tre volte di togliere la gamba da lì. La tipa per tutta risposta lo insulta (in italiano). Allora Steve la scalcia delicatamente e questa per tutta risposta sale sul palco. Il frontman le chiede di scendere inutilmente. La tipa allora cerca di aggredirlo, ma lui prontamente le ferma le braccia. La ragazza si lascia andare per terra trascinandosi dietro Steve e a quel punto il marito (compagno, convivente, fidanzato chiamatelo come volete) irrompe sul palco colpendo il cantante alle spalle. A quel punto interviene il bassista che rifila un paio di cazzotti all’assalitore e lo scaraventa giù dal palco. La rissa prosegue in mezzo al pubblico, che ad un certo momento interviene per separare i contendenti. Il tipo con il viso abbastanza tumefatto viene portato fuori a fatica dal personale del locale. Salvo poi rientrare scagliando un non precisato oggetto all’indirizzo della band. E qui interviene Krysty Majors (il chitarrista) con una frase stupenda: “guarda che anche se portiamo il make up non siamo mica dei finocchi, se non te ne vai vengo giù e ti rompo il culo!!” A questo punto la paura che la band interrompa il concerto comincia ad aleggiare nei cuori dei VERI fans. Ma con immensa professionalità i 4 ragazzi riprendono il concerto scusandosi dall’avvenuto. E si riparte con il rock n roll come se nulla fosse successo. “I Wanna Be With You” super singolo che li lanciò al successo planetario riapre le danze, subito seguito da “48 Hours” (chi se la ricorda nella colonna sonara di Karate Kid III?) e “Your Mama Won’t Know”. La platea è ormai nelle mani dei “Pretty Boy Floyd”. Viene eseguito un nuovo pezzo molto bello “Run For Your Life” che introduce gli ultimi 3 brani. “Department Of Youth”, “Wild Angels” (da pelle d’oca!!) e “Rock & Roll”, dove tutta la sala canta il ritornello insieme a Steve che continua a spostare il microfono di bocca in bocca. Ovazione dei presenti, e band visibilmente compiaciuta per il calore ricevuto.

Sembra tutto finito, ma l’ultima infamata dell’aggressore si manifesta in tutta la sua idiozia. Dopo aver chiamato i suoi amici, li fa testimoniare alle forze dell’ordine dicendo di essere stato aggredito dalla band. Naturalmente i poliziotti vogliono sentire la “campana” di Steve e compagni. I ragazzi del pubblico si offrono come traduttori e in più dichiarano quello che è realmente successo, scagionando completamente la band dalle assurde accuse di cui è stata vittima. Risolta la questione i ragazzi si dedicano a tutti i VERI fans presenti concedendosi per foto e autografi e scherzando sull’accaduto. Non so se sia uno dei migliori concerti ai quali abbia assistito, ma due cose mi rimarranno sempre impresse: una è la stupidità umana, la seconda è la grandissima professionalità della band che pur suonando davanti ad un pubblico ridotto, in un locale piccolo, con rissa annessa, ha comunque dato il meglio. Grazie Pretty Boy Floyd, la mia stima per voi è immensa! Per quanto riguarda l’accaduto stenderei un velo pietoso, tanto un’idea ve la siete già fatta.

 

 

Set List

1. Intro

2. Leather Boys With Electric Toys

3. Toast Of The Town

4. Rock And Roll Outlaws

5. Saturday Night

6. I Wanna Be With You

7. 48 Hours / Drum Solo

8. Your Mama Won’t Know

9. Run For Your Life

10. Department Of Youth

11. Wild Angels

12. Rock & Roll (Is Gonna Set The Night On Fire)