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PUNK ROCK HOLIDAY 1.1

 

Tolmin – Slovenia 12/13/14/15 Agosto 2011

 

Report e foto a cura di Andrea “Canthc” Cantelli

 

Sicuramente uno degli eventi punk rock più importanti ed attesi di questa estate 2011 è stata la prima edizione del Punk Rock Holiday che si è tenuto in Slovenia nella bellissima cornice di Tolmin. Visto che credo sarà un report abbastanza lungo e sono come al solito portato alle divagazioni, parto subito con il mio racconto.

Day 1

La mia sveglia è puntata alle 8:00 per fare il viaggio con calma, ma complice la peggior sbornia estiva la sera prima, riprendo conoscenza solo alle 11:42, vomito un paio di volte, mi bevo qualche caffè amaro e prendo su la borsa con la roba sporca del viaggio prima (ero tornato da un giorno!), sfreccio quindi verso Nord in direzione Slovenia. Arrivo al festival come al solito all’ultimo minuto utile e sbrigo di corsa le varie questioni pass stampa e foto, purtroppo non faccio a tempo a vedere i nostri connazionali Myspace Invaders, che hanno l’onore di aprire questo prestigioso festival, ma mi fa molto piacere che l’apertura sia stata riservata ad una band Italiana.

La giornata non riserva band per me interessanti fino alla serata così comincio ad ambientarmi in quella che posso tranquillamente ritenere una delle location più belle in assoluto che abbia visto per un festival musicale…e di location ne ho viste veramente parecchie.

Il festival sorge in una verde vallata nel nord della Slovenia dove confluiscono due fiumi, bellissima anche la press/backstage area che è situata dentro un ex Casinò, location quasi inquietante, a tratti sembrava di essere dentro un film di David Lynch.

Ma basta fare la guida turistica e veniamo al punk rock suonato, la prima band interessante del primo giorno sono gli Austriaci 3 Feet Smaller, freschi di contratto major. Seguo il trio da molti anni e devo dire che la loro energia è rimasta pressoché immutata, pop-punk di ottima fattura, i miei ascolti non cadono più su questo genere di sonorità ma il concerto è sicuramente godibilie e piacevole!

A seguire è il turno dei Bad Religion, io personalmente ero ancora estasiato dalla data vista qualche sera prima a Senigallia, e rivederli a così poco tempo di distanza mi da la possibilità di seguire lo show in maniera meno emotiva e più concentrata. Confermo quindi che li vedo molto più in forma rispetto al tour di due anni fa, per il resto non credo di avere niente da aggiungere se non una sfilza infinita di elogi a quella che è una delle mie cinque band preferite in assoluto, anche se però devo dire a conti fatti che lo show di Senigallia mi è piaciuto di più, forse per il fatto che è stato più sofferto e selvaggio, vissuto da me in mezzo al pogo, ma è un parere molto soggettivo .

A seguire salgono sul palco i Superhiks, che sono una ska band Macedone, non so con che diritto si trovino dopo i Bad Religion, io so solo che di sicuro non me li voglio ascoltare, quindi raggiungo con anticipo l’after show che si tiene in riva al fiume e mi dedico alla birra slovena.

Day 2

Il mal di testa incombe, e la mia tenda è piazzata in un posto sfigatissimo, il sole arriva subito e già dalle prime ore del mattino fa un caldo osceno, i miei amici Bolognesi organizzano una grigliata di carne e io sono vegetariano quindi per contrastare il mal di testa riprendo a bere da inizio giornata, le birre Slovene sono la Union (etichetta rossa) e la Lasko (Etichetta verde), entrambe mediocri, ma il convento passa questo, poi sono molto economiche e io non mi lamento mai…quindi ne ingollo a ettolitri.

Prima band che seguo sono gli In-Sane, formazione slovena in giro ormai da parecchi anni. Con il passare del tempo il loro punk rock si è fatto sempre più tecnico, potente e politicizzato, posso quindi accostarli (paragone di lusso) ai Propagandhi. Se non li conoscete ancora vi consiglio caldamente di ascoltarveli, il loro ultimo disco “Trust these hands…are worthless” è veramente molto valido. Da segnalare l’esecuzione live del brano “Mrtev Policaj” cover dei The Fat Nuns, che fa scatenare i presenti.

Dopo qualche Ska band di cui ignoro la provenienza arriva il momento dei Bouncing Souls, altra band per la quale il mio giudizio credo sia poco obiettivo a giudicare dalla scritta “True Believer” che ho tatuata sul braccio destro. Lo show comunque è micidiale, quattro dal New Jersey spaziano qua e la nella loro ampia discografia senza risparmiarsi minimamente, ribadendo la loro generosità determinazione che li ha sempre contraddistinti. Poco altro da aggiungere se non che nel 2012 è prevista l’uscita di un loro nuovo disco e io sono già in fermento.

A seguire c’è proprio la band gemellata con i Bouncing Souls ovvero gli Hot Water Music, anche per loro le presentazioni sono inutili. Il frontman Chuck Regan si è sbarbato e sembra un ragazzetto (credo sia un evento per la comunità orgcore punk). Gli HWM sono un gruppo seminale per la mia generazione e nonostante tutto penso non siano stati rivalutati a sufficienza. Credo sia impossibile rimanere indifferenti a pezzi come “Trusty Chords” o “a Flight and a crash”.

Alla fine della scaletta i Bouncing Souls risalgono sul palco e con una formazione ad otto le due band eseguono qualche pezzo insieme, mandando i presenti in delirio. il pezzo finale è “True Believer”…si vabbè cose del genere o le vedi o niente, spero di aver restituito anche solo in minima parte la validità del concerto.

 

 

Day 3

Non riesco a fare un altro giorno di bevuta senza stop, quindi per la giornata opto per andare a fare un percorso naturalistico, con dei ragazzi conosciuti in campeggio e andiamo a visitare delle cascate naturali non distanti dal luogo del festival. Il problema è che in un ristorante trovo la Budwiser ceca e alla fine sbevazzo per il terzo giorno di fila.

Primo gruppo degno di nota in scaletta sono i Total Chaos, che mi vedo per la seconda volta quest’estate e sempre in un festival, situazione non consona ad una band come loro che andrebbe vista in uno squot, a fine festival finirò per fraternizzare parecchio con loro tanto de venire scambiato anche per uno della band e beccarmi qualche bevuta a gratis.

La giornata è carica di impegni la vista al parco si fa sentire sulle gambe ma non c’è tempo per tirare il fiato infatti arriva subito il momento degli Street Dogs che con il loro street punk mi ridanno le forze necessarie per arrivare in fondo a questa lunghissima giornata.

A seguire è il turno degli Strung Out, anche di loro ne ho parlato diverse volte nei miei report quest’estate, questa in particolare è stata una delle date più riuscite, da segnalare la versione in acustico di “The Exhumation of Virginia Madison” e il gran finale con “Analog”.

A chiudere la serata sono i The Real McKenzies, band che di solito non mi esalta, ma sarà il clima da festival, la lontananza da casa costante, l’alcool in corpo o il rincoglionimento che ormai sta sopraggiungendo per il sottoscritto, forse un insieme di tutti questi elementi mi fa apprezzare sinceramente la band canadese. “So we drink and we drink some more….”

Day 4

 

Per fortuna l’ultima giornata di festival è meno intensa delle precedenti, a chiudere la serata sarà la mia band preferita in assoluto, i NOFX ! Snobbo tutte le band precedenti e me la prendo più con calma anche perché sono decisamente provato dalle giornate precedenti, fraternizzo con un giornalista Sloveno diventato il mio nuovo idolo: ha passato l’intero festival nella press area sfondarsi di birra fino ad addormentarsi sul divano e non credo abbia visto nemmeno una performance live. Per il resto la giornata la passo al fiume senza tra l’altro riuscire a fare il bagno causa acqua a 9°.

Lo Show dei NOFX, lo posso definire il migliore di questo loro tour europeo, la scaletta è pressoché perfetta, venendo nel vecchio continente molto spesso, possono risparmiarsi di fare qualche classico come “The Brews” e “Don’t call me white” per andare un po’ più a fondo verso pezzi un po’ più di nicchia. Particolare attenzione verso pezzi molto old school come “The Bag” o “The malachi crunch” e chiusura infinita con Eric Melvin che si intrattiene a suonare con la fisarmonica fino allo sfinimento “Theme from NOFX album” e su questa carissima immagine vista tantissime volte nel corso degli anni cala il sipario su questa prima edizione di questo lungo e bellissimo festival.

 

Il report è stato lunghissimo e se sei arrivato fino a qua a leggere un merito e un mio personale ringraziamento va anche a te, ti saluto e alla prossima.