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Rhapsody Of Fire + Kaledon + Bejelit @ Live Music Club – Trezzo Sull’Adda - 11 Aprile 2012

Report a cura di Fabrizio Tasso

Tutte le foto concerto QUI realizzate da Francesco Prandoni 

Dopo tutto il putiferio fuoriuscito dall’abbandono da parte di Luca Turilli ero sinceramente curioso di vedere come se la sarebbero cavati i suoi ex compagni. L’occasione per soddisfare le mie brame si manifesta in questa prima data italiana al Music Live Club di Trezzo. Essendo questo evento troppo ghiotto per lasciarmelo scappare, ho preparato le attrezzature di rito e mi sono fiondato alla volta di Milano. Ad accompagnare i Rhapsody Of Fire troviamo due delle band più interessanti dello scenario “metallico” italiano. I primi a prendere possesso del palco sono i Bejelit. I ragazzi piemontesi confermano quanto di buono hanno espresso già nella precedente data del 6 Aprile a Romagnano Sesia (report già uscito sulle nostre pagine a cura del mio collega Andrea Evolti). Ottima prestazione grazie ad una presenza scenica coinvolgente e un lotto di canzoni molto potenti. Unico neo i suoni non proprio limpidissimi.

I secondi a salire on stage sono i Kaledon, storica band nostrana. I ragazzi sono attivi fin dal 1998 e lo si capisce subito perché sul palco si muovono da artisti navigati. La loro atteggiamento è coinvolgente ed il pubblico gradisce particolarmente il loro heavy metal che a tratti sconfina nel thrash. Scorrono veloci “Steel Maker”, “Desert Land Of The Warrior” e l’inno “The New Kingdom” che chiude la loro performance in maniera grandiosa. Applausi a scena aperta per i Kaledon che mettono davvero a ferro e fuoco l’audience grazie alla loro carica devastante.

Sono le 21:30 ed arriva il momento che tutti noi stavamo aspettando. Allo spegnersi delle luci parte l’intro e il boato della sala (oramai gremita) accoglie l’ingresso dei Rhapsody Of Fire. L’apertura è affidata a “From Chaos To Eternity”, title track del loro ultimo lavoro. I ragazzi sono decisamente in forma, ma la voce di Fabio e le tastiere di Staropoli si sentono a sprazzi, probabilmente a causa di un non perfetto settaggio dei suoni. Fortunatamente i problemi vengono risolti velocemente e già dalle seguente “Triumph Or Agony” la situazione torna alla normalità. I nuovi innesti, Tom Hess e Roberto De Micheli alle chitarre, Oliver Holzwarth al basso sono certamente degli ottimi musicisti ma difettano ancora di coesione. Del resto non è facile integrarsi dopo così pochi show sulle spalle. In ogni caso ce la mettono tutta per rendere al meglio regalando al pubblico versioni trascinanti di “Unholy Warcry”, “Land Of Immortals”, “Aeons Of Raging Darkness” e “Dawn Of Victory” (dove i “Gloria Perpetua” cantati dai presenti sono da pelle d’oca). Fabio Lione è un frontman di razza e coinvolge tutta la sala grazie alla qualità della sua ugola e alla carica che riesce a trasmettere. Il pubblico è saldamente nelle sue mani, specialmente in “The March Of Swordmaster” quando ci coinvolge facendoci cantare a più riprese. In effetti il cantante toscano in questo momento è il vero valore aggiunto della band. Il suo passare con disinvoltura dal suo tipico modo di cantare allo scream aggiungendo anche una serie di acuti notevoli galvanizza in maniera incredibile la platea. Se poi aggiungiamo che prima di “The Magic Of Wizard’s Dream” ci delizia con una simpatico racconto che ha come protagonista Sir Christopher Lee e che durante il pezzo riesce a riprodurne alla perfezione la voce, non si può che applaudirlo a scena aperta. Gli applausi aumentano a dismisura (insieme ad un pogo scatenato) grazie al trittico di canzoni che chiuse la prima parte dello show. “Holy Thunderforce”, “Reign Of Terror” e “Knightrider Of Doom” sono tre mazzate in piena faccia, adrenalina allo stato puro! Il primo bis è l’immancabile “Emerald Sword”, cantata all’unisono da tutta la sala e oramai in preda all’esaltazione. Se il concerto fosse finito qui sarebbe veramente da raccontare ai posteri, ma ahimè vengono proposte altre due canzoni. Purtroppo “Erian’s Lost Secret” e “The Slendour Of Angels’ Agony (The Final Revelation)” smorzano sensibilmente l’entusiasmo dei presenti. Questo naturalmente è solo un mio commento personale, capisco che la scaletta sia stata studiata per far concludere il concerto in un tutt’uno con le Algalord Chronicles, ma avrei preferito una conclusione più adrenalinica. Prova comunque estremamente positiva con un Lione gran forma e il resto della band che fa il suo dovere. La prima mossa è stata fatta, ora la palla passa ai Luca Turilli’s Rhapsody!! Sarà un duello tra Titani!!

 

 

Set list - Rhapsody Of Fire

1. Act II: Dark Mystic Vision / Ad Infinitum (Intro)

2. From Chaos To Eternity

3. Triumph Or Agony

4. Unholy Warcry

5. Lost In Cold Dreams

6. Land Of Immortals

7. Aeons Of Raging Darkness

8. Drum Solo

9. The March Of Swordmaster

10. Dawn Of Victory

11. Bass Solo

12. The Village Of Dwarves

13. The Magic Of Wizard’s Dream

14. Holy Thunderforce

15. Reign Of Terror

16. Knightrider Of Doom

Bis

17. Emerald Sword

Bis 2

18. Erian’s Lost Secret

19. The Slendour Of Angels’ Agony (The Final Revelation)

 

Tutte le foto concerto QUI realizzate da Francesco Prandoni