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Live Report ROCK MEETS CLASSIC 2012


ROCK MEETS CLASSIC

 

Kongresshaus - Zurigo (CH) -Sabato 14 Gennaio 2012

 

Report a cura di Fabrizio Tasso

Questo nuovo anno concertistico 2012 non poteva iniziare meglio. La possibilità di poter vedere sullo stesso palco personaggi del calibro di: Ian Gillan (Deep Purple), Steve Lukather (Toto), Chris Thompson (ex Manfred Mann’s Earth Band), Jimi Jamison (Survivor) e Robin Beck era un evento che noi di Rock Rebel Magazine non potevamo assolutamente perdere. Quindi dopo aver preparato i bagagli ci siamo diretti verso Zurigo. Con nostra immensa soddisfazione (e dopo 5 ore di macchina) arriviamo alla Kongresshaus e riusciamo a parcheggiare a non più di 30 metri dall’entrata della venue. Siccome sono circa le 17:00 decidiamo di fare un bel giretto nel centro di Zurigo. La città svizzera si rivela essere davvero un posto gradevole, l’unico problema risulta essere, con estremo nostro stupore, che i negozi al sabato chiudono alle 18:00. Dopo aver mangiato qualcosa ritorniamo al luogo dove si svolgerà l’evento. La Kongresshaus è una struttura polifunzionale che viene usata per congressi, ricevimenti e concerti. Contiene al suo interno uno svariato numero di sale che le permette di poter ospitare contemporaneamente più di un evento. In più sono presenti anche un ristorante, un bar e un club privato. Alle 19:00 in punto vengono aperte le porte e con molto calma ci dirigiamo verso i nostri posti. Ebbene si, la serata è solo posti a sedere dopotutto ci troviamo in un teatro. Raggiunti i nostri posti ci possiamo rilassare in attesa che inizi lo show. Colgo l’occasione per dare uno sguardo al pubblico e noto che la maggior parte dei presenti sono fan di vecchia data. Giovani pochini, un discreto numero di persone in giacca e cravatta, qualche “metallazzo” in abito da concerto e una coppia ultra-ottantenne che suscita lo stupore di molti. Personalmente se avessi avuto due nonni del genere ne sarei andato strafiero.

Ore 20:00 e lo show ha inizio. Sale sul palco la Bohemien Symphony Orchestra di Praga, che dopo un veloce accordo degli strumenti parte con l’esecuzione di “Les Toreadors”, tratta dalla Carmen Suite n.01 di Georges Bizet. Alla spicciolata entra la band di Matt Sinner (basso), fanno quindi ingresso sul palco Martin Schmidt (batteria), Jimmy Kresic (tastiere), Alex Beyrodt (chitarra, Primal Fear-Voodoo Circe-Silent Force), Oliver Hartmann (chitarra, Avantasia-At Vance-Hartmann) e i coristi Amanda Sommerville, Verena Shock, Tiffany Kirkland, Ralf Scheepers (Primal Fear-Gamma Ray) e Sascha Krebs. Ed è quest’ultimo che apre questa kermesse donando la sua voce ad una bellissima interpretazione di “Jump” dei Van Halen. L’apertura è di per se già da urlo, ma l’ingresso sul palco di Jimi Jamison fa concretizzare un sogno che avevo fin da bambino. “Burning Heart” (colonna sonara di Rocky IV) rompe gli indugi e da questo momento in poi sarà leggenda. Jimi è in formissima, la sua voce è perfetta e l’orchestra dona ai suoi pezzi un pathos straordinario.

“Didn’t Know It Was Love”, “The Search Is Over” e “I Cant’Hold Back” sono accolti con ovazioni dai presenti. Jamison è un artista navigato e interagisce alla perfezione con la band di Matt Sinner e con il pubblico. Il culmine è raggiunto con l’esecuzione di “Eye Of The Tiger”, durante la quale il singer americano si concede una passeggiata in mezzo alla sala per la grande gioia dei presenti. 5 pezzi di storia suonati alla perfezione, un inizio così è da sogno. Grandi applausi per Jimi Jamison che lascia il palco immediatamente, sostituito da Robin Beck. La cantante americana rappresenta una delle icone della musica Aor a livello mondiale. Attiva fin dal 1979 raggiunge però il grande successo con l’album “Trouble Or Nothin’” del 1989. E’ appunto da questo lavoro che, la singer di Brooklyn, estrae i tre pezzi che fanno parte della sua esibizione.

Si parte con “Hide Your Heart” (pezzo di Paul Stanley suonato oltre che da Robin Beck anche da Molly Hatchet, Bonnie Tyler e Ace Frehley). La voce di Robin è strepitosa, tanto da far alzare in piedi la platea a più riprese. Le seguenti “Tears In The Rain” e “First Time”, con l’orchestra che ne impreziosisce ogni singola nota, sono due piccole gemme. Sia la band che l’orchestra non si limitano a suonare alla perfezione ogni singolo pezzo, ma si calano alla perfezione nel tema della serata coinvolgendo tutta la sala.

 

L’assolo della prima violinista su “Tears In The Rain”, supportato dalla coppia di chitarristi sotto di lei, fa anche in modo che a livello scenico tutti i musicisti siano coinvolti. Lo show prosegue senza soste! Uscita Robin Beck è subito il turno di Chris Thompson. Il cantante inglese deve il suo successo alla sua militanza dal 1976 al 1998 nella Manfred Mann’s Earth Band. Devo ammettere che prima d’ora non avevo molto considerato questo gruppo, che invece nel corso degli anni ha inanellato una serie di hit singles, specialmente in Germania. Il pubblico svizzero invece dimostra di conoscere alla perfezione le canzoni. Infatti durante “The Voice” la sala ne canta all’unisono il ritornello. Thompson nel giro di una canzone ha in mano tutti i presenti. L’ovazione che gli viene riservata dopo l’esecuzione di “Dave’s On The Road Again” è da eroe. Thompson è incontenibile, giostra sul parco da professionista e interagisce con tutti i membri della band. I ragazzi di Matt Sinner stanno al gioco assecondando la voglia di fare di Chris. Bellissimo l’assolo di tastiera e chitarra che si rincorrono lungo scale di note. Ancora due pezzi, “Blinded By The Light” originariamente scritta da Bruce Springsteen e “Mighty Quinn”, scritta in origine da Bob Dylan, chiudono il suo concerto in un tripudio di applausi. Specialmente quest’ultima riesce a far alzare in piedi tutta la sala, orchestra compresa. Grandissima prova di Chris Thompson, sicuramente andrò alla ricerca dei suoi lavori. Come in tutti gli spettacoli teatrali degni di questo nome è il momento dell’intervallo. La sosta dura giusto 10 minuti, duranti i quali il pubblico in sala si reca al bar a prendere da bere. Adesso però viene il pezzo forte della serata. Rientrata l’orchestra e la band si riparte. Steve Lukather irrompe, con la chitarra a tracolla, in scena sulle note di “Rosanna” ed è subito un idillio. Steve canta in duetto con Ralf Scheepers, il quale dimostra di essere a proprio agio sulle liriche dolci e delicate della canzone dei Toto. Il resto lo fa l’orchestra e Steve con la loro classe sopraffina. Si prosegue con “ While My Guitar Gently Weeps” pezzo scritto da George Harrison che viene cantato in duetto con Amanda Sommerville, “Africa”, “I’ll Be Over You” e “Hold The Line” cantata in coppia con Tiffany Kirkland. La prestazione del chitarrista americano è perfetta, i grandi successi dei Toto acquisiscono ancora più smalto rispetto alle versioni originali. La grande tecnica di Steve è libera di esprimersi in un meraviglioso duetto con la Kirkland che con i suoi vocalizzi risponde colpo su colpo alle note sempre più alte della sua chitarra. Lukather lascia la scena tra gli applausi di tutta la sala. A questo punto è il momento della ciliegina sulla torta. Ian Gillan entra sulle note di “Highway Star” e tutto il pubblico salta in piedi (e da questo momento in poi non ci si siederà più)! Ian è un gran frontman, uno dei migliori al mondo e ha capito da lungo tempo che la sua voce non raggiunge più i picchi altissimi del suo passato. Lasci quindi che i vocalizzi di “Highway Star” siano di competenza di Ralf Scheepers e si dedica completamente al suo pubblico. Le seguenti “Knocking At Your Backdoor” e “Perfect Strangers” mettono a proprio agio Gillan che raggiunge l’apice della sua performance in “When A Blind Man Cries”. Quest’ultima è talmente ben eseguita che la sala si concede in un lunghissimo applauso, emozionando molto il cantante inglese. Indubbiamente i pezzi dei Deep Purple sono quelli che si prestano meglio alla loro versione orchestrale. Le partiture di “Highway Star” e “Perfect Strangers” sono perfette, ma anche le versioni di “Woman From Tokio” e “Hush” acquisiscono quel qualcosa in più che le rende uniche. C’è ancora tempo per il gran finale, che vede tutte i cantanti sul palco per l’esecuzione di “Smoke On The Water”. L’orchestra si toglie le giacche e indossa gli occhiali da sole. Il Direttore (che è la coppia sputata di Christopher Lambert) scambia a più riprese il suo ruolo, prima con un violinista e poi si posiziona dietro le tastiere di Jimmy Kresic, che a sua volta dirige l’orchestra. Finale in crescendo con tutti i musicisti sul palco fino alla nota conclusiva. Si chiude così, dopo 3 ore di musica, questa fantastica versione del Rock Meets Classic 2012. Tutto è stato perfetto, dalle prestazioni dei cantanti coinvolti, al set luci a tratti esaltante, dall’acustica eccezionale. Certamente ora che so che cosa mi aspetta cercherò di non perdermi più un evento di tali proporzioni. L’unico neo della serata è stato non aver potuto portare dentro la macchina fotografica, ma almeno ci siamo rifatti all’esterno quando siamo riusciti a raccogliere autografi e foto con quasi tutti. Il Rock Meets Classic è ancora in giro per l’Europa, vi consiglio vivamente di partecipare ad una data, perché è un evento che ti rimane nell’anima. A questo punto non ci rimane che dirigerci verso casa, certi di aver assistito ad uno spettacolo unico.

 

 

Set List Rock Meets Classic

 

1. Les Toreadors

2. Jump (Van Halen) Sascha Krebs On Vocals

3. Burning Heart (Survivor) Jimi Jamison on Vocals

4. Didn’t Know It Was Love (Survivor) Jimi Jamison on Vocals

5. The Search Is Over (Survivor) Jimi Jamison on Vocals

6. I Can’t Hold Back (Survivor) Jimi Jamison on Vocals

7. Eye Of The Tiger (Survivor) Jimi Jamison on Vocals

8. Hide Your Heart (Desmond Child-Paul Stanley) Robin Beck on Vocals

9. Tears In The Rain Robin Beck on Vocals

10. First Time Robin Beck on Vocals

11. The Voice (Manfred Mann’s Earth Band) Chris Thompson on Vocals

12. Dave’s On The Road Again (Manfred Mann’s Earth Band) Chris Thompson on Vocals

13. Blinded By The Light (Manfred Mann’s Earth Band) Chris Thompson on Vocals

14. Mighty Quinn (Manfred Mann’s Earth Band) Chris Thompson on Vocals

15. Rosanna (Toto) Steve Lukather e Ralf Scheepers on Vocals

16. While My Guitar Gently Weeps (The Beatles) Steve Lukather e Amanda Sommerville on Vocals

17. Africa (Toto) Steve Lukather On Vocals

18. I’ll Be Over You (Toto) Steve Lukather On Vocals

19. Hold The Line (Toto) Steve Lukather e Tiffany Kirkland on Vocals

20. Highway Star (Deep Purple) Ian Gillan on Vocals

21. Knocking At Your Backdoor (Deep Purple) Ian Gillan on Vocals

22. Perfect Strangers (Deep Purple) Ian Gillan on Vocals

23. When A Blind Man Cries (Deep Purple) Ian Gillan on Vocals

24. Woman From Tokio (Deep Purple) Ian Gillan on Vocals

25. Hush (Deep Purple) Ian Gillan on vocals

bis

26. Smoke On The Water (Deep Purple) All on Vocals