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SICK OF IT ALL

 

Shai Hulud + All for Nothing

 

Bloom di Mezzago – 19 ottobre 2011

 

Report a cura di Mattia Giambini

 

Poco dopo il mio arrivo al Bloom di Mezzago salgono sul palco gli All For Nothing. La band di Rotterdam si presenta sul palco caricata a molla e la cantante Cindy ci rovescia addosso tutta la sua furia chiamando circle pits e wall of death per tutta la mezz'ora di stage a loro disposizione, adempiendo a dovere al difficile compito di scaldare il pubblico per Shai Hulud e Sick of it All.

Qualche minuto di cambio palco e tocca agli americani Shai Hulud che, grazie al seguito che hanno nel nostro paese ci propongono il loro classico show fatto di sudore, botte e singalong. Mike, come al solito cerca il contatto con il suo pubblico che risponde a dovere dall'inizio alla fine dei loro 40 minuti di stage che, nonostante siano stati penalizzati da dei volumi non proprio perfetti, si sono rivelati la solita manata in faccia alla quale gli Shai Hulud ci hanno abituati da tempo.

 

Finalmente è arrivato il momento dei SICK OF IT ALL che, presentatisi al grido di "it's clobbering time", proseguono senza lasciarci tregua snocciolando uno dopo l'altro i loro pezzi più assassini senza fare differenze di date o album. Si passa infatti da "Us VS Them" a "Call to Arms" a pezzi degli ultimi "Death to Tyrants" e "Based on a true Story" fino ad arrivare a "My Life" primo pezzo scritto dalla band presente sul debut album "Blood Sweat and no Tears". Pete e Lou Koller si dimostrano come sempre due animali da palco e si godono il loro pubblico che continua come sempre a regalare loro circe pits, wall of death e stagedivings dall'inizio alla fine della loro performance.

La band di New York continua nel festeggiamento del 25esimo anno di attività con pezzi come "Built to Last", "Just Look Around", "Disco Sucks Fuck Everything", "Injustice System" e "Sanctuary" per affidare le battute finali al classico wall of death di "Scratch the Surface" seguita a ruota da "Good Lookin' out". La band lascia il palco per tornare poco dopo per chiudere in bellezza con "Uprising Nation" e "Step Down" chiamando a raccolta sul palco quanta più gente possibile.

 

Cosa dire die Sick of it all? Che c'è da sperare che non smettano mai di suonare e che continuino a farlo come sanno farlo solo loro, sempre diretti, sempre perfetti e giovani! Sì, decisamente, perché la band del queens, ieri sera, ci ha ricordati come andrebbe vissuta la musica, con cuore, dedizione e sacrificio, per 25 anni e, speriamo, per altrettanti ancora.