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Live Report SPIN DOCTORS "A pocket Full of Kryptonite – 20th Anniversary Tour" al Bloom di Mezzago – 29 gennaio 2012

A cura di Luca Casella

La storia più o meno è andata così: Vent'anni fa gli SPIN DOCTORS uscirono con il disco "Pocket Full Of Kryptonite" ma soprattutto con il singolo "Two Princes" che li portò ad una immediata popolarità a livello mondiale. Durante il Tour di presentazione passarono anche in Italia per una data Milanese e, grazie ad un'amica super esperta di musica, (ai tempi non era facile esserlo...) fummo presenti all'evento. Bene, ora dopo un ventennio speso a girare e a produrre pochi, anzi pochissimi album, se ne contano ufficialmente 5, tornano in Italia con un tour che festeggia la loro prima fortunatissima uscita. Con la stessa compagna di viaggio di allora mi avvio verso il Bloom di Mezzago, luogo prescelto per il concerto. Ad attenderci un locale pieno oltre le nostre aspettative, il tempo di posizionarci il più vicino possibile al palco ed è ora di iniziare. Il gruppo sale sul palco in formazione originale con un Chris Barron dal capello corto al contrario di come si presentava nel 1992 ma ancora in perfetta forma fisica e, a parte il batterista un po in sovrappeso , anche gli altri hanno mantenuto la linea. 

Come annunciato dal singer questa sera eseguiranno l'intero primo album  dall'inizio alla fine con la scaletta uguale alle tracce incise. Si parte con "Jimmy Olsen's Blues" e non poteva essere altrimenti....e come allora ci sorpresero con la loro bravura come musicisti anche stasera la storia non cambia. Le tracce si susseguono in perfetta sequenza da "Little Miss Can't Be Wrong", altra canzone di successo, a "Forty or Fifty" e via così, applaudite, cantate in coro dal numeroso e contento pubblico fino alla più attesa "Two Princes" dove i presenti vengono chiamati a cantare il ritornello al posto di Barron. Alcune sono tirate alla lunga con assoli di pregio come in "Refrigerator Car". Il frontman ringrazia di essere presenti e cerca di allungarci due parole in italiano stentato, apprezziamo lo sforzo. Verso la fine, prima delle ultime due canzoni, ogni componente della band si cimenta in una personale esibizione con assoli solitari, a mio parere personale, un po troppo lunghi...ma forse il tutto è fatto per far durare il live il giusto tempo, visto che suonare solo le 10 tracce avrebbe portato via meno di un ora. Comunque ogni cosa viene apprezzata ed in effetti ci sanno fare in maniera egregia con gli strumenti. Eccoci a "Shibone Alley/Hard to Exist" con in mezzo gli spazi musicali descritti. Bel tuffo nel passato e nei ricordi di gioventù. Folk-Rock di qualità e divertimento anche per chi lo ha eseguito. Grazie alla Shining Production per l'ospitalità, a Laura, alla quale dobbiamo un saluto fatto come si deve..., al locale ( sempre un piacere ) ed agli amici incontrati.