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THE APERS + TEENAGE BUBBLEGUMS

 

Valverde – Forlì 4 Novembre 2011

 

Report e foto di Andrea “Canthc” Cantelli


 

Gli Apers per me non sono una band, sono uno stato mentale e negli ultimi 12 anni li ho visti un po’ ovunque in giro per il mondo, un numero imbarazzante di volte. Non so spiegarmi bene neanche io in cosa consista questa contorta dinamica che mi lega alla band di Rotterdam, forse è semplicemente il fatto che un concerto dei The Apers è per me quel che più si avvicina alla mia serata ideale.

Partiamo come al solito da casa mia, miei compagni della serata sono Jge che in quanto astemio avrà il compito di riportarmi a casa e di tirarmi fuori dai casini nei quali mi metterà Zeta (l’altro!).

Nel viaggio per arrivare a Forlì (40 minuti circa) io e Zeta ci beviamo mezza cassa di Dana Brau a temperatura ambiente, il che ci fa diventare molestissimi e finiamo con il distruggere le lattine vuote con i calci volanti fuori dal locale prima di entrare.

Ci diamo una regolata/riassestata ed entriamo al Valverde (circolo che mi piace parecchio), nel quale sono presenti già parecchi kids locali (le solite belle facce che si vedono ai concerti punk). Il tempo di fare un giro di saluti e il megafono annuncia che nella sala di sotto sta per cominciare il concerto.

Ad aprire la serata sono i locali Teenage Bubblegums, che intrattengo i presenti per circa un quarto d’ora tutto di un fiato, senza pause al ritmo del loro velocissimo punk-rock. Melodie catchy, due voci di cui una femminile, insomma hanno tutte le carte in regola, presto tra l’altro uscirà il loro full lenght e per le foto hanno scelto un pessimo fotografo (io…), quindi state in occhio e non perdetevi il disco quando uscirà.

Nel cambio palco vado a procacciarmi altro alcool e intanto i miei due compari monopolizzano il tavolo da ping-pong, Zeta perde malamente e prima della rivincita prova ad infortunare alla mano il povero Jge che nonostante il dolore vince anche la seconda sfida. (non so cosa centri con il concerto questa parentesi sportiva ma vabbè…).

Non c’è tempo per distrazione e prima di subito sul palco salgono i The Apers, io mi piazzo in prima filma. Oggi il buon Kevin (voce e basso) è un po’ giù di voce causa troppi bagordi nelle sere precedenti, ma sul palco è impeccabile e divertente come al solito. 

 

Tra un pezzo e l’altro si intrattengono per cazzeggiare e interagire con il pubblico, scaletta composta con pezzi per lo più recenti e naturalmente non fanno le canzoni che gli chiedo ogni volta (si sono scordati gli accordi…me lo hanno candidamente ammesso!) immancabile una cover dei Ramones (Rockaway Beach), e via via alcuni dei loro classici come “Friday night kill Saturday fun” e “Whatever it takes”. Chiudono il concerto con “Everyday is a rock n roll day” non prima di aver fatto i ringraziamenti e aver detto che non avrebbero fatto bis…non sono nel loro stile, infatti gli Apers non sono rockstar, sono dei punk rocker che suonano in una band e per quel che mi riguarda io non ho mai visto tanta onestà su un palco.

Post concerto si fa serata tutti insieme, band compresa, io comincio a prendere birre da litro e ci trangugiamo scotch, mischione che mi procurerà un feroce mal di testa che anche ora che scrivo sembra lontano dal passare…ed il week end deve ancora cominciare…sembra insomma che “Thursday night kill Friday fun”.

Passo e chiudo