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THE GAMITS + GOODBYE FAIRBANKS + COFFESHOWER

 

Casematte L’Aquila 31 Agosto 2011

 

Foto e Report a cura di Andrea “Canthc” Cantelli

 

Ero ritornato dopo mille peregrinazioni da qualche ora, la mia casa era un casino: borse aperte, vestiti sporchi, spazzatura a vista con tanto di bottiglie rovesciate sul pavimento e odore di chiuso. Mi sveglio confuso, la mia giornata poteva prendere due pieghe: andare in lavanderia a mettermi in pari con mesi di vestiti sporchi oppure andare a L’Aquila con un amico a vedere per la prima volta i THE GAMITS, una delle pop-punk band più fighe e sottovalutate della storia. Siccome non faccio report sulle mie giornate in lavanderia (per il momento) credo tu abbia intuito che sono andato al concerto The Gamits.

Partiamo nel tardo pomeriggio sfrecciando sulla A14 in direzione Sud facendo dito medio costante corsia come beffa per coloro che si stanno facendo infiniti km di coda. Arriviamo nel capoluogo Abruzzese e dopo diverse indicazioni dai local riusciamo a trovare il quartiere Collemaggio…tra l’altro ci sono transenne ovunque e un traffico pazzesco, non credo che i Gamits portino così tanta gente, infatti c’è tipo un concerto di una certa Noemi e molte persone sono accorse all’evento…io conoscevo anni fa una certa tipa di nome Noemi…ma non credo sia lei a cantare.

Dopo qualche giro e la visita alla Basilica raggiungiamo le “Casematte” centro sociale sorto dopo il terremoto fuori da un ospedale psichiatrico, da qui il nome. Il concerto parte molto tardi e ad aprire le danze sono i locali Coffeshower, band storica e risposta italiana all’orgcore punk. Insomma se ti piacciono gli Hot Water Music (se non ti piacciono probabilmente hai capito poco dalla vita!) sono la band che fa per te. Ho notato che i pezzi nuovi proposti dalla band hanno preso una piega più dura e sono più urlati e sofferti rispetto al passato, ne parlo dopo lo show con Fausto (il cantante) e gli chiedo come mai…di solito le band tendono a pacare i toni con gli anni e lui mi da una bellissima risposta: “noi siamo come la vita, siamo sempre più incazzati!” RISPETTO!

A seguire tocca ai giovani Goodbye Fairbanks da Berna, Svizzera. Sinceramente non li conoscevo ma mi hanno decisamente ben impressionato, alternative rock fatto in maniera intelligente e voce che ricorda molto quella di Claudio Sanchez dei Coheed and Cambria. Se avete del tempo cercateveli e dategli un ascolto sono validi.

 

Ma eccoci al piatto forte infatti se sono venuto fin qua è per vedermi loro gli America's best hidden pop/punk secret i The Gamits da Denver, Colorado. I Gamits fanno pop-punk, ma intendiamoci bene, non fanno quella merda stile All Time Low o altri gruppi fashion che NON dovrebbero usare la parola punk, i Gamits fanno un vero pop-punk di stampo Lookout con primi Green Day, Mr. T Experience e The Lawrence Arms nel cuore. Lo show è una bomba, partono con “Falling Apart”, tratta dall’ultimo disco “Part” uscito sotto Paper+Plastik records, poi via veloci e diretti come loro sanno fare andando a ritroso qua e la tra la loro discografia, fortunatamente fanno diverse cose da “Antidote” che è il mio loro album preferito. Il pubblico è numeroso, partecipe e divertito dall’esibizione del powertrio, scoccia solo che band del genere non siano state valutate, e vivono e suonano al di fuori dell’attenzione dei più…ma il discorso è sempre il solito e forse va bene così, le cose migliori sono solo per pochi e per chi ha il coraggio e l’intraprendenza di coglierle.

 

Finito lo show ho giusto il tempo di salutare i Coffeshower e di prendermi una maglietta (l’ultima rimasta e non della mia taglia) dei Gamits che non poteva mancare nella mia collezione e poi via a sfrecciare nella notte verso la Romagna e una montagna di panni da lavare che anche oggi che sto scrivendo l’articolo (qualche giorno dopo lo show) è ancora li ed anzi è aumentata. Anche per oggi è tutto…o almeno era quello che mi ricordavo.