CONDIVIDI

THE SPECIALS

 

CASINO ROYALE

 

Alcatraz DI Milano 22 Settembre 2011

 

Report a cura di Luca Casella


 

Ho espressamente chiesto di scrivere questo Report perchè ci tenevo molto.

Salto volutamente i cenni storici sulla band perché penso siano inutili visto il nome in cartellone. Gli SPECIALS fanno parte di quel ristretto gruppo di band che hanno segnato la mia adolescenza e che continuo ad amare incondizionatamente. Bello conoscere ogni incipit, ogni ritornello, ogni stacco, ogni cambio di velocità di tutte le canzoni che verranno eseguite, e questo mi succede con 3 o 4 band al massimo. Comunque partiamo con la cronologia della serata. Prendo in prestito lo scooter di mio figlio e mi fiondo al locale giusto in tempo per l'inizio dell'esibizione targata CASINO ROYALE. Giusto il tempo di radunare un paio di amici, con cui dividerò tutta la Fantastica serata, e si inizia a danzare al ritmo in levare della storica band Milanese. Con mia meraviglia presentano una scaletta (molto breve per motivi organizzativi) tutta arrangiata in modo stupendamente rock-steady e ska, perfino "Io Rifletto" diventa una bella canzone; partono con "Sempre più vicino" e chiudono la mezz'ora di piacere con il nuovo singolo "Ogni Uomo Una Radio" tratto dal nuovo lavoro "Io e la mia ombra" anche quest'ultima proposta in una nuova bella veste. Bravi ed inaspettati, averli visti senza Giuliano Palma alla voce (ormai perso in una mediocre Cover Band...N.d.A. ) come li vidi 20 anni fa, non mi ha toccato più di tanto. Se la sono cavata egregiamente. Aliosha e co. erano visibilmente emozionati per l'opportunità di fare da spalla ad un gruppo che ha influenzato tutta la loro musica.

 

Nel frattempo l'Alcatraz esaurisce la sua portata, la biglietteria è chiusa. Modernisti e non sono tutti pronti al via. Prepariamoci al delirio ed alle lacrime. Un telo bianco viene innalzato sul palco ed una voce annuncia che alla fine del concerto sarà possibile acquistare il CD Live della serata alla modica cifra di 25 euro...bella iniziativa ma francamente molto cara. Un sottofondo Reggae fa da incipit per l'entrata sul palco dei componenti che si intravedono dietro al telo come tante ombre cinesi. Al primo colpo di rullante il telo cade e si parte alla grandissima! "Do The Dog" irrompe nelle nostre orecchie dove la parola "Skinheads" viene urlata da tutti, anche da chi non lo è, da chi non lo è mai stato e da chi non lo sarà mai. Le gambe non riescono a stare ferme, si inizia a pogare e ballare, sarà così per tutto il tempo, per tutte le canzoni. Fantastico!! sono ancora in splendida forma, tirano i pezzi come è giusto che sia! Ogni song è un emozione, un ricordo. Il caldo ed il sudore la fanno da padrona, dopo pochi pezzi siamo tutti già belli bagnati. La mia intenzione è di non mollare la posizione e per questo non risparmio gomitate e spinte, ma sempre attento a non far del male a nessuno.

Terry Hall era un ragazzo problematico da giovane e così è rimasto, introverso, taciturno, al contrario di Neville Staple decisamente più loquace. Ripeto la parola fantastico perché è quella che rappresenta e descrive di più l'intera serata. Non c'è pausa, le hit si susseguono una dopo l'altra da "Monkey Man" a Rat Race" dalla splendida "Hey Little Rich Girl" a "A Message To You Rudy"; i primi due dischi vengono sfruttati quasi per intero, ed è quello che speravo di sentire, confesso che durante "Too Much Too Young" ho sentito freddo dai brividi.

Sono passati un pochino di anni dal primo loro album prodotto dal genio Elvis Costello ma gli SPECIALS sono ancora più che vivi, vivissimi. Sono estremamente contento di essere partecipe di questa indimenticabile serata. Dopo una piccola pausa preceduta da "Enjoy Yourself", cover del re dello Ska Prince Buster, è tempo del Bis e della fine di due ore di assoluto piacere. I nostri ci salutano con "You're Wondering Now", degno ed applauditissimo finale. Raggiungo Yuri, mio compagno di pogate per tutto il concerto, incontro vecchi amici presenti tra cui Romano ed Anna in perfetta tenuta "Modernista", Ciste ( senza patente...) ed il buon Bob. Scambio positivi pareri sulla serata e mi avvio verso il mio mezzo di trasporto...mentre esco intorno a me sento parlare con accenti da tutta Italia, Isole comprese, ed anche qualche idioma straniero a conferma della serata davvero "Speciale".

 

Metto il concerto di ieri sera sul podio come miglior Live del 2011, per me, naturalmente....

Questo report lo dedico a tutti coloro che, come me, ballavano lo Ska sui gradini dello Studio 54 di Milano (dopo ribattezzato Rolling Stone ) le domeniche pomeriggio dell'inverno 1980 e che all'uscita rischiavano sempre una rissa solo per il fatto di vestire di nero e di tenere i capelli corti. Storie vecchie.