CONDIVIDI

Unleash The Power Fest: Seventh Wonder+ From The Depth + Raising Fear + Cromo + Sixty Miles Ahead @ Barrio’s Cafè – Milano Sabato 14 Aprile 2012

Report e foto a cura di Fabrizio Tasso

Dopo aver recensito l’ultimo lavoro dei Seventh Wonder intitolato “The Great Escare”, noi di Rock Rebel Magazine non potevamo certo farci sfuggire l’occasione di poter assaporare dal vivo una delle migliori band prog metal degli ultimi anni. Quindi sfidando condizioni meteorologiche non proprio ottimali ci siamo messi in viaggio con destinazione Milano. Non ero mai stato prima al Barrio’s Cafè ma ne sono rimasto positivamente impressionato. Anche se il locale non ha una grande capienza è comunque dotato di un buon impianto audio, birra eccellente, cibo ottimo (ed economico), personale simpatico e disponibile. L’unico appunto che gli si può fare è di non possedere un gran set luci, ma siamo qui per ascoltare musica e questo dettaglio può essere certamente messo in secondo piano.

Ad aprire questa fantastica serata troviamo 4 interessantissime bands italiane. I primi a salire sul palco sono i Sixty Miles Ahead di Milano. I 4 ragazzi sono autori di un corposo hard rock molto trascinante. I pezzi suonati sono estratti dal loro ultimo ep intitolato “Blank Slate” e devo dire che mi hanno proprio colpito. Pezzi come “Changes”, “My Rock N’ Roll” e la conclusiva “Polite Conversation” pescano a piene mani dalla classica produzione degli anni 80 e possiedono un groove scatenato. Sandro Casali alla voce possiede un ottima estensione vocale e lo dimostra nella cover di “We All Die Young” tratta dalla colonna sonora del film Rock Star (l’originale è cantata da Michael Matijevic degli Steelheart). Promossi a pieni voti aspettando il loro full lenght che uscirà nel 2013.

Rapido cambio di palco ed è il turno dei Cromo. I ragazzi sono autori di un buon Hard and Heavy di vecchia scuola che ha come punto di forza i riffs di chitarra e la voce di Blade (che si cimenta sia alle tastiere che alla chitarra). Il frontman possiede un timbro vocale molto acuto (per certi versi accostabile a quello di Brian Allen dei Vicious Rumors). Anche loro presentano il loro ultimo ep dal nome “Unchained”. Citerei sicuramente come picchi della loro esibizione: “Hitchhiking”, “Heavy Metal Lover”, “Tide of Flood” e un ottima cover di “Long Live Rock N’ Roll” dei Rainbow. Band da tenere sott’occhio!

L’ottima organizzazione consente di effettuare cambi palco molto rapidi e dopo solo 15 minuti possono iniziare i Raising Fear. Attivi oramai da più di 10 anni e con 3 album alle spalle i 5 ragazzi ci regalano uno show assolutamente “tellurico” supportato da chorus epici e potenti. Sin dall’iniziale “Gilgamesh” si capisce che il gruppo ha esperienza da vendere! L’adrenalina riversata sul pubblico è trascinante e ci permette di goderci al massimo canzoni come “Lords Of Orion”, “Sleepless Nights”, “At The Gates Of Avalon”. Il finale è lasciato a “Merlin” dal loro primo lavoro che incanta ancora una volta i presenti. I Raising Fear sfornano una prestazione sopra le righe grazie alla perfetta coesione della sezione ritmica e all’ugola del loro frontman.

Giusto il tempo di rifiatare un attimo ed è il turno dei From The Depth. Band giovanissima che, dopo aver supportato i Rhapsody Of Fire in alcune date europee, si presenta per promuovere la loro ultima fatica intitolata “Back To Life”. Ottima presenza scenica per loro, peccato che il singer non fosse proprio al massimo della forma. I brani proposti sono comunque molto interessanti, specialmente la conclusiva “Nothing To You”. Trascurabili le due cover suonate (“Metal Gods” dei Judas Priest e “Black Diamond” degli Stratovarius), speriamo che ci siano altre occasioni per risentirli dal vivo, sono certo che con il cantante in piena forma entusiasmeranno sicuramente di più.

E’ passata da poco la mezzanotte quando parte l’intro (la parte iniziale della suite “The Great Escape”) che introduce i Seventh Wonder sul palco. Avevo sentito parlare della loro bravura sul palco ma questa sera il risultato va oltre le mie più rosee aspettative. Dall’iniziale “Wiseman” alla conclusiva “The Black Parade” il gruppo svedese ci catapulta in un’estasi divina fatta di tecnica strumentale eccellente unita ad un feeling entusiasmante. La band non si limita a suonare alla perfezione i loro brani (tutti costruiti su linee melodiche ben riconoscibili ma infarciti di cambi di tempo e assolo incrociati), ma supporta egregiamente la sua musica coinvolgendo sempre il pubblico e comunque dando l’impressione di essere li per divertire e divertirsi. Pezzi come “Welcome To Mercy Falls”, “Banish The Wicked” o la toccante “Tears For A Father” hanno un coefficiente di esecuzione enorme ma i ragazzi di Stoccolma riescono a far sembrare il tutto di una semplicità disarmante. In più Tommy Karevik dietro il microfono sfodera una prestazione da urlo dimostrando di essere uno dei migliori cantanti a livello mondiale. Scorrono le varie “Taint The Sky”, “Alley Cat” (singolo dell’ultimo loro lavoro), la fantastica “Unbreakable” e la conclusiva (prima dei Bis) “The Edge Of My Blade” durante le quali il pubblico si scortica le mani a causa dei continui applausi. La sezione ritmica composta da Andreas Blomquist (basso) e dal nuovo innesto Stefan Norgren (batteria) non sbaglia un colpo rappresentando il vero motore della band. Johan Liefvendahl (chitarra) e Andreas "Kyrt" Söderin (tastiere) hanno un affiatamento mostruoso, il tutto coadiuvato dall’immenso talento di Karevik. Chiudono, nei bis, una cover di “I Want It All” dei Queen, lo splendido lento “One Last Goodbye” e la già citata “The Black Parade” che chiude il sipario su questa fantastica serata. Bisogna davvero fare i complimenti all’organizzazione per questa splendida kermesse. A parte un paio di inconvenienti tecnici, che ci possono stare, tutto è filato liscio come l’olio. Complimenti al locale e alle bands che hanno aperto per i Seventh Wonder, tutte molto brave. E un ringraziamento speciale agli headliner, autori di una prova eccezionale sul palco e di un’altra altrettanto spettacolare dopo, quando si sono concessi con estrema simpatia per foto e autografi.

 

 

Set list Seventh Wonder

1. Wiseman

2. Hide And Seek

3. Welcome To Mercy Falls

4. Banish The Wicked

5. Tears For A Father

6. A Day Away

7. Taint The Sky

8. Alley Cat

9. Unbreakable

10. The Edge Of My Blade

bis

11. I Want It All (Queen Cover)

12. One Last Goodbye

13. The Black Parade

 

From The Depth

Raising Fear

Cromo

Sixty Miles Ahead