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GILBY CLARKE

 

@ EON Club, Cinisello Balsamo (Mi), 20 Maggio 2011

 

Report a cura di MauRnrPirate

 

 

A distanza di qualche anno (correva l'anno 2006 ed era sempre Maggio) dalla sua ultima esibizione live all'Indian's Saloon di Bresso, torna in Italia per ben sei date, l'ex chitarrista dei Guns N'Roses, Gilby Clarke. Il suo ritorno, in questa occasione, è in chiave molto intimistica in un live acustico, che va ad abbracciare la sua produzione solista, qualche hit dei Guns N'Roses e alcune famosissima cover. Essendo suo fan dai tempi dei Kill For Thrills e avendolo seguito in lungo e in largo per i due precedenti tour italiani, non potevo perdermi l'opportunità di vederlo ancora dal vivo, questa volta a due passi da casa. La location scelta è l' Eon Club di Cinisello Balsamo, un gran bel locale su tre piani e palco davvero all'altezza.

 

Preceduto dall'esibizione dei Lola Stonecracker (progetto parallelo dei Muppets Suicide, notissima tribute bands dei Guns N'Roses), band molto interessante che mi ha ricordato molto da vicino con quel tipo di sonorità i Poison dell'era Ritchie Kotzen con spruzzate di Dokken qua e là, un autentico boato accoglie Gilby sul palco. Per la verità, l'affluenza del pubblico non è da tutto esaurito, ma un bel po' di persone ci sono. Gilby è solo sul palco, con una chitarra acustica nera, una camicia a scacchi e Rayban(o simili) con lenti chiare. L'artista di Cleveland, quasi quarantanovenne, attacca con due suoi pezzi abbastanza celebri: "It's good for Rock n'Roll"e "Wasn't yesterday great" suonati senza alcuna interruzione. Il pubblico è curioso e partecipe. Avere a due metri, una persona che molti hanno visto solo in dvd (vista anche l'età di un paio di persone) emoziona tutti. Gilby è decisamente in forma e si diverte moltissimo. La sua voce non è certo da virtuoso ma si lascia piacevolmente ascoltare e la sua forma fisica è decisamente all'altezza. Tra una battuta e l'altra e i classici saluti in italiano, sciorina il suo repertorio. Sempre molto toccante è la sua "Black", un pezzo lento ed oscuro da "Pawn shop guitars" che non ha riscosso il successo commerciale che avrebbe meritato. Via, via vengono eseguiti anche altri pezzi dai suoi lavori solisti come "Skin and Bones" e "Cure me or kill me", ma sono le canzoni dei Guns N'Roses , che la maggior parte dei presenti, attende con trepidazione ( "Mr Brownstone" in apertura riproposta dai bravissimi Lola Stonecracker) Gilby introduce "Dead Flowers", classico dei Rolling Stones, ricordando le emozioni provate durante il tour acustico dei Guns N'Roses del 1993, "Skin and bones tour". Molti sanno a memoria le parole (anche perché poi la incise con Axl Rose per il suo primo disco solista) ed agitano le mani o danzano. Felicità allo stato puro che aumenta quando tale canzone viene mixata col classico dei Guns N'Roses "I used to love her".

Gilby, conscio di tutto regala anche una bella versione di "Knockin on heaven' s door"(ad un certo punto se chiudi gli occhi sembra che da un momento all'altro appaiano sul palco le coriste Tracii e Roberta, dei tempi d'oro dei Guns N'Roses), con i classici coretti del pubblico. Bella è anche la personalizzazione di "Sweet child o' mine" dei Guns N'Roses , dove Gilby evita il confronto vocale con Axl e incentra la sua performance sui vari "licks"di chitarra che la compongono. Il concerto si chiude adeguatamente con l'esecuzione di vari classici tipo "You can't always get what you want" dei Rolling Stones e di "Surrender" dei Cheap Trick, pezzi che per i piu' attenti conoscitori dell'artista americano non sono certo una novità. "Tijuana jail" regala le ultime emozioni.

 

A fine concerto Gilby incontra i suoi fans, firmando di tutto, facendo foto e trova il tempo di scambiare qualche parola con tutti. Mi raccomando andate a vederlo nelle sue due ultime date italiane a Pisa e Fiesse (Brescia).

Pubblicato il 21 Maggio 2011