CONDIVIDI

 

MADNESS

 

 

 

8 Maggio 2010 Palasharp, Milano

 

 

Report e foto a cura di Luca Casella

 

 

 

Poter scrivere di musica per me è un onore ed un piacere e ringrazio chi mi stà dando questa opportunità. Fare il resoconto di un concerto dei MADNESS e una gioia immensa. I Madness (gruppo Ska di Londra formatosi nel 1976) sono stati il mio primo amore musicale, una svolta nella mia vita. Li ascoltai per la prima volta nell'agosto 1980 grazie ad un amico di Firenze, Claudio detto "il Punk" per i suoi gusti musicali e per l'abbigliamento, ovunque tu sia: GRAZIE ! Ma questa è un'altra storia e spero un giorno di potervela raccontare. Non vi spiego chi sono i Madness perché NON potete non conoscerli. Arrivo al Palasharp prima dell'apertura dei cancelli e incontro facce amiche, amici nuovi e "vecchi" tutti felici di esserci. Fatemi citare alcuni nomi, Flavio e Sandra La Banny e company ( non ricordo i nomi ), Raffaele, Matteo "the Mods" ecc. ecc. Appena aprono entro insieme a Raffaele (compagno di molti concerti ) e mi piazzo sulle gradinate per gustarmi gli Skiantos. Gruppo storico del Punk-demenziale di Milano, autori di canzoni che sono rimaste nella storia della musica Meneghina. Suonano tutti i loro cavalli di battaglia fino alla conclusiva "Mi piaccion le sbarbine" che dedicano al nostro attuale primo ministro, il tutto per un oretta scarsa. Scendiamo nel Parterre e noto che gli spettatori sono, almeno una buona parte, miei coetanei ed è un continuo re-incontrarsi, abbracciarsi dopo 20 anni, farsi i complimenti a vicenda per come ci siamo mantenuti bene e per essere presenti a questo evento. L'atmosfera è di trepidante attesa, si  spengono le luci ed un boato accompagna l'ingresso dei musicisti sul palco, il Palasharp ormai e praticamente gremito di circa 6/7000 persone (secondo un mio calcolo, per cui con il beneficio del dubbio). L'ultimo a salire è "prince" Graham "Suggs" McPherson in impeccabile completo Blu con tanto di pochette nel taschino coordinata con la camicia. Della formazione originale restano 5 componenti mancano all'appello la seconda voce Chas smash troppo impegnato nella sua attività di produttore per seguire la band in tour e il bassista Graham Bush rimpiazzato da Mark Bedford. Personaggio di rilievo resta il sassofonista, in perfetta tenuta Skinhead con tanto di boots rossi e bretelle, Lee Thompson il vero animatore della serata. Si parte con la versione in Italiano di "One step beyond"annunciata nella nostra lingua. E' un susseguirsi di grandi successi indimenticabili da "Embarrassment" a "Our House" da "wings of a dove" a
"House of fun" da "Bed and Breakfast man" e "The Prince", alle nuove canzoni
dell'ultimo album tra cui la splendida "Forever Young" che Suggs dedica ai giovani e guardando le prime file domanda al pubblico:"ma c'è qualche giovane stasera ?? " per arrivare a "It must be love" e "The sun and the rain" cantata con un ombrello aperto dal cantante. Tutte suonate impeccabilmente e fedeli ai vinili da cui provengono, anche nella durata, alcune addirittura con un ritmo più tranquillo. Per me le emozioni più grandi sono arrivate con "My Girl" la loro prima canzone da me ascoltata qui riproposta con un inizio lento eseguito solo con voce e piano, 3 minuti di pura estasi che mi hanno riportato indietro di molto , ma molto tempo. Non sentivo più il cuore. Appena è partita "Baggy Trousers" l'intero Palazzetto ha cominciato a dimenarsi e ballare da sotto il palco fino a dove eravamo piazzati noi si è scatenato un pogo incredibile. Alla fine della canzone ho sentito dire ai miei vicini "cazzo era 20 anni che non pogavo !!"; un concerto dei Madness serve anche a questo!

Mi allontano per bere qualcosa in quanto la pogata appena finita mi ha messo sete ( e non fate battute sull'età !!! Lo so da me che sto diventando " non più giovane"... ) dal palco intonano "NW5". Mentre sono al bar il gruppo esce ma già sappiamo che risalirà per il dovuto Bis. Infatti acclamati a gran voce piano piano tornano ringraziando tutti i presenti. Le tre canzoni del Bis sono dei veri capolavori, tutti provenienti dal loro primo bellissimo e innarrivabile Album. Si comincia con "Tarzan Nuts" dopo di che Suggs scandisce una ad una le lettere che compongono la parola Madness mentre una grande scritta luminosa sopra le loro teste si illumina scrivendo il loro nome a caratteri cubitali nel buio della sala, tutto questo per annunciare la song "Madness!". Il sassofono di  hompson imita il suono di una sirena da nave e l'inizio dell'ultima canzone in scaletta e cioè " Night Boat to Cairo" che canto a squarciagola con una birra in mano insieme a tutti quanti. Salutano, ringraziano, se ne vanno. Finito, il concerto è finito. Troppo corto, un ora e mezza precisa, sono mancate alcune canzoni, avrei voluto non finisse mai. Uscendo saluto gli amici, tutti entusiasti. Parleremo a lungo di questa serata. Madness.. tornate presto a trovarci, noi ci saremo di sicuro!

Pubblicato il 10 Maggio 2010